L'album

Roberta Finocchiaro, un’americana a Catania

Registrato al Sam Phillips Recording di Memphis, "Something True", che segna una svolta verso il funk e il soul, è il secondo album della giovane cantautrice folk-blues catanese, prodotto dalla Tillie Records di Simona Virlinzi. Il 27 dicembre live all'Ambasciatori di Catania

"Something true" è stato prodotto artisticamente da David LaBruyere e Stephen Chopek, bassista e batterista che hanno suonato, in studio o live, con John Mayer, il cantautore country-blues idolo di Roberta: «Quest’album per me è stata una crescita, musicale e personale» 

Roberta Finocchiaro a Memphis

Roberta Finocchiaro a Memphis, foto di Lisa Mac

Ci eravamo lasciati un anno fa quando di ritorno dalle registrazioni negli studi della famiglia di Sam Phillips (il talent scout di Elvis Presley) a Memphis, la giovane cantautrice catanese Roberta Finocchiaro e la sua produttrice Simona Virlinzi, annunciavano con enfasi la nascita del disco americano di Roberta, il secondo dopo Foglie di carta di due anni fa. Oggi il disco americano è finalmente realtà, si intitola Something True uscito il 14 dicembre sempre per Tillie records, l’etichetta creata dalla Virlinzi per dare voce alle nuove realtà musicali. «Da una parte sono molto contenta, dall’altra non posso nascondere le mie ansie – esterna la 25enne musicista catanese -. Paure in generale, perché per la musica questo non è un bel periodo. Sono consapevole che il mio genere “americano”, che unisce il pop alle radici del blues, del soul, del country, non è in testa ai gusti dei più giovani in Italia. All’estero funziona diversamente e l’obiettivo è creare un percorso che mi porti fuori». «Sono molto contenta perché è un disco fatto bene che suona bene – aggiunge Simona Virlinzi -. E sono contenta che oltre al disco Roberta abbia fatto una bellissima esperienza che le resterà».

Roberta Finocchiaro Something True

In Something true si sente molto la mano americana che ci sta dietro. E’ un disco che ha una partenza energica già dal funky soul di Lies, il brano di apertura di nove canzoni che hanno come caratteristica comune la produzione artistica di David LaBruyere e Stephen Chopek, rispettivamente bassista e batterista che hanno suonato, in studio o live, con John Mayer, il cantautore country-blues idolo della Finocchiaro. Il missaggio lo ha fatto Matt Ross-Spang che ha vinto due Grammy Awards nella categoria Americana, quel modo nuovo per intendere chi mette insieme le tradizioni musicali a stelle a strisce come folk, country, blues, rhythm and blues, rock and roll, gospel. «In Something true c’è molto l’impronta del folk-pop di Nashville e del funk e del soul di Memphis – racconta Roberta -. Sono nove brani ispirati dai miei viaggi del periodo. Dentro ci sono pensieri, paure (le mie ansie sono sempre presenti nella mia vita). E c’è solo un pezzo in italiano che si intitola Paura».

Roberta Finocchiaro e Simona Virlinzi a Memphis

Foto ricordo al Sam Phillips Recording con, da sinistra, Simona Virlinzi, David LaBruyere, Roberta Finocchiaro e Stephen Chopek, foto di Lisa Mac

In Something true si sente un’impronta più pop rispetto al precedente Foglie di carta. La title track Something true è un funkettone dove Roberta canta con grinta “Now I’m working on something true”: «L’ho scritto prima di Memphis. Ero felicissima di andare in America e suonare con due musicisti del mio artista preferito. Era una grande sogno che si avverava». Il primo singolo è Leaf in a Hurricane, il cui video, già on line, è stato girato sui grattacieli, la metropolitana e tra le strade della Grande Mela: «Puro sound Nashville, anche per l’uso della Lap steel guitar – commenta la Finocchiaro -. Mi trovavo a New York lo scorso gennaio, per suonare nel New Jersey al festival Light of day. New York, bellissima e grandissima, rappresentava bene l’uragano che accoglie quella foglia che sono io. Il video l’ha girato Marco Napoli, un ragazzo italiano che lavora a New York col cinema. Il brano l’ho scritto durante un viaggio in Irlanda e parla di una musicista che suona viaggiando. Dentro ci sono la distanza da casa, e le ansie e le paure ma anche la bellezza e la sensazione di sentirci una foglia in un uragano. Sono sensazioni belle che ti rimangono che ti fanno crescere. Tutto l’album “Something true” per me è stata una crescita, un percorso, la consapevolezza che le cose buone e durature col tempo arrivano».

C’è una novità importante nel look di Roberta, non c’è più il cappello della bluesgirl che l’ha accompagnata nei suoi esordi, un po’ il “cappello di Linus” che la proteggeva. «Sì, forse lo era. Adesso sono cresciuta, nella musica e come persona».

Nel disco Roberta parla anche dell’amore in generale, di come non rimane sempre uguale, cambia e si evolve e di come i sentimenti vanno coltivati. «In Be myself parlo della fiducia che ciascuno deve avere nei propri pensieri. In Lies, parlo delle persone negative e bugiarde. In questo devo ringraziare Simona che mi ha aiutato a crescere. Le storie di Something true sono personali, può sembrare un diario aperto, ma possono valere per tutti. Love changing parla dell’amore in generale, la stessa Leaf in a Hurricane parla del sogno di chi intraprende un percorso nuovo. Parla di esperienze nuove di chi si butta nel mondo reale, con tutte le sue difficoltà».

Roberta Finocchiaro a Memphis

Roberta al Sam Phillips Recording di Memphis

Nel titolo c’è la parla chiave che è “true”, cioè vero. Ed in un periodo dominato dalle fake news, il concetto di verità è abbastanza labile e offuscato, soprattutto per colpa dei social; ma cosa c’è di vero in questo disco? «La musica. Something True è qualcosa di spirituale, la musica si ascolta ma tocca l’anima, unisce le persone in modo spirituale. Con la verità si risolve qualsiasi situazione».
C’è qualcosa di spirituale in quello che Roberta Finocchiaro fa, una ragazza che ha avuto la fortuna di incontrare la persona giusta nel momento giusto, e che ha adesso la possibilità di tirare fuori quello che ha dentro di sé. Perché una cosa è certa: Roberta non è costruita a tavolino. «La musica è una parte di me, non la faccio per avere successo, mi permette di esprimermi al meglio. Simona mi ha sempre lasciato libera di fare le mie scelte sia musicali che personali, mi ha fatto crescere ed io sono cresciuta anche dai miei errori. La musica nella mia vita ci sarà sempre, anche perché nella mia famiglia c’è stata sempre (il padre Salvo suonava con Mario Biondi ed il nonno Gino è un noto fisarmonicista nda)».

Il disco sarà presentato dal vivo il prossimo 27 dicembre all’Ambasciatori di Catania. La giovane musicista sarà affiancata da Cristian Falzone alla batteria, Peppe Sferrazza al basso, Cristiano Giardini al sax, Giuseppe Spampinato alla tromba, Adriano Murania al violino, Sandro Longo al violoncello. L’evento sarà presentato da Carlo Massarini, che con la sua esperienza condurrà gli spettatori attraverso il racconto del viaggio che ha portato alla creazione di questo secondo lavoro in studio della cantautrice catanese. «Con noi ci sarà anche Alex Valle, il chitarrista di Francesco De Gregori, alla Lap steel guitar - aggiunge Roberta -. Avevo bisogno di una band nuova visto il nuovo suono. Oltre al disco suoneremo anche un paio di cover, Hunter of invisible game un brano molto folk di Bruce Springsteen, perfettamente nelle mie corde, e Cross Road di Robert Johnson. Nel Mississippi abbiamo cercato quel famoso incrocio dove la leggenda vuole che Johnson, il padre del blues, incontrò il diavolo. Non è stato facile trovarlo».

Roberta Finocchiaro a Memphis

Roberta Finocchiaro per le strade di Memphis, foto di Lisa Mac

«Stiamo lavorando ad un’ipotesi di alcune date italiane di supporto al cantautore americano Steve Forbert – aggiunge la Virlinzi -. E poi non escludo di poter far suonare Roberta di nuovo dal vivo in America, per un piccolo tour in primavera grazie alla disponibilità del batterista Stephen Chopek. Non mi dispiacerebbe che lei potesse trascorrere un periodo anche lungo in America, se la sua strada sarà più americana che italiana, che ben venga. Roberta secondo me ha molte chance sul mercato estero. E adesso posso anche anticipare che ci sarà un successore di “Something true”».

Twitter: @Gnc1963

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