I talenti della classica

Ruben Micieli: «La musica è una risorsa soprattutto per i giovani»

Il 21enne pianista ibleo , allievo del Maestro Giovanni Cultrera, a novembre è arrivato secondo al Franz Liszt Piano Competion di Weimar, in Germania, dove ha suonato con la StaatsKapelle Orchestra, ultimo riconoscimento di una carriera già annunciata

Già costellato di vari successi, il percorso artistico del giovane pianista ibleo, ultimo in ordine di tempo il secondo premio al Franz Liszt Piano Competition Weimar-Bayreuth 2018 conseguito a novembre in Germania e il Premio speciale come migliore interpretazione per la Sonata in si minore di Franz Liszt. La chicca finale è stata l’esibizione con la StaatsKapelle di Weimar, un’orchestra eccellente che gli ha lasciato un ricordo indelebile: «A Weimar un’esperienza magnifica. Per il futuro vorrei conciliare il passato con le nuove tendenze come l’elettronica»

Ruben Micieli

Il giovane pianista ibleo Ruben Micieli al Premio Venezia 2015 della Fondazione Teatro La Fenice, foto di Michele Crosera

Attratto dalla musica fin dall’età di cinque anni, il 21enne pianista Ruben Micieli, ragusano residente a Comiso, si racconta nel suo percorso di studi già costellato di vari successi. Ultimo in ordine di tempo il secondo premio al Franz Liszt Piano Competition Weimar-Bayreuth 2018 conseguito a novembre in Germania dopo quattro prove e ben tre ore di repertorio e il Premio speciale come migliore interpretazione per la Sonata in si minore di Franz Liszt, nel corposo programma che ha impegnato il giovane musicista ibleo insieme con Bach, Debussy e Beethoven. La chicca finale è stata l’esibizione con la StaatsKapelle di Weimar, un’orchestra eccellente che gli ha lasciato un ricordo indelebile.

Ruben Micieli e Giovanni Cultrera

Micieli a Weimar con il Maestro Giovanni Cultrera. Micieli suonerà il 23 marzo a Catania per la stagione della Scam

Ruben, lei studia dall’età di 9 anni col Maestro Giovanni Cultrera. Che impronta ha ricevuto sul piano umano e professionale?
«Gli sono molto grato e lo ringrazio sempre per essere stato un’ottima guida e un mentore. Con lui ho conseguito a 17 anni il Diploma di pianoforte all’Istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania col massimo dei voti, la lode e la segnalazione per una produzione discografica: ho inciso infatti un cd per KNS Classica (con musiche di Liszt, Chopin, Eliodoro Sollima) e un cd per A2DV Generation con l’integrale degli studi di Chopin. La scuola del maestro Cultrera abbina in modo egregio il rigore della tecnica russa, assimilata da Petrushansky, col calore della nostra sicilianità-napoletanità (dal maestro Peppino Cultrera). Lui mi ha consentito di maturare e crescere con i miei tempi, facendomi acquisire una visione più ampia della musica con l’apertura ai concerti e mettendomi in contatto con altri insegnanti come Aquiles Delle Vigne col quale mi sto perfezionando attualmente all’Accademia del Ridotto a Stradella, nel sud della Lombardia, dopo aver frequentato le sue lezioni in Portogallo. Grazie ad entrambi sono entrato in un circuito di concorsi, eventi e concerti ai quali devo la mia crescita professionale».

Come giudica quindi la scuola russa?
«E’ la più musicale, a confronto con la tradizione tedesca, cinese o sud-coreana perché unisce la passione e il sentimento a un altissimo livello tecnico, senza sacrificare la musicalità. In proposito mi sono formato anche alla Rachmaninov Academy con i validissimi maestri Epifanio Comis e Violetta Egorova».

Rubn Micieli a Weimar

Ruben Micieli al piano con la StaatsKapelle Weimar Orchestra

Cos’è fondamentale per un pianista come lei così addentro alla carriera concertistica avviata a 13 anni, e già vincitore di numerose competizioni?
«Per me è necessario raggiungere il giusto equilibrio tra la consapevolezza del proprio valore e l’umiltà di non inorgoglirsi, perché bisogna andare sempre avanti e puntare a obiettivi sempre più alti: questo input lo devo anche al maestro Claudio Arrau. Io sono maturato attraverso le mie esperienze e le mie vittorie, come il Mayenne International Piano Competition 2015 in Francia, l’International piano Competition ClaMo “Region de Murcia” in Spagna, la XVIII edizione del Concorso Val Tidone “Premio Silvio Bengalli” la ventiduesima edizione del Premio Venezia, il 90° Leopold Bellan International Piano Competition a Parigi, il V Verona International Piano Competition e il III Coimbra World Piano Competition. E ho avuto l’onore di esibirmi con prestigiose orchestre come l’Orchestra Arturo Toscanini di Parma, l’Orquestra Filarmonia das Beiras (Portogallo), Orquesta sinfonica de la Region de Murcia(Spagna), oltre che in Ucraina e Romania. Ma certamente è stata molto edificante l’esperienza con la StaatsKapelle Weimar Orchestra nel concerto finale del Premio Liszt in Germania».

Che emozioni ha provato in questa occasione?
«E’ stato entusiasmante lo scambio dialogico tra me e l’orchestra, quel sentirmi coinvolto con tutta la mia capacità interpretativa e il voler trasmettere quello che avevo dentro. In quel momento non pensavo affatto all’esito del concorso, ma ero concentrato nel dare e ricevere dall’orchestra. E’ stata un’esperienza magnifica, con una bella rispondenza di pubblico e con un repertorio, intendo quello romantico, nel quale mi riconosco abbastanza».

Quindi preferisce il lato impetuoso piuttosto che quello intimistico, del versante romantico. E invece andando oltre, fino ai contemporanei, cosa la attira?
«Indubbiamente reputo il romanticismo il culmine della musica, infatti amo tantissimo Liszt e Chopin. Più in là mi piace Prokofiev, invece ancora non mi sono accostato ai contemporanei, a parte Eliodoro Sollima. Per il momento mi sto guardando attorno con circospezione, perché sono molto a favore della tonalità piuttosto che per la musica atonale, e in questo concordo con Leonard Bernstein».

Lei è già impegnato come compositore. Come pensa di orientarsi, verso il passato oppure in una mediazione col presente?
«Vorrei conciliare il passato con le nuove tendenze della musica contemporanea, come l’elettronica. In ogni caso intendo perseverare nello studio della musica che è certamente una grande risorsa per tutti e soprattutto per i giovani, perché apre la mente e spiana nuove prospettive».

annaritafontana@virgilio.it

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