L'album

Babil On Suite, pace, groove & melodia

"Paz" il nuovo album della band catanese esce il 18 gennaio (giorno in cui sarà presentato al MA di Catania) una miscela esplosiva dove ritmo e armonia, pop ed elettronica convivono in pace. Salvo Dub: «Un album che scorre libero così come lo abbiamo concepito»

Trainato dal secondo singolo "Call Another Boy", "Paz", il nuovo album dei B.O.S., prodotto da Puntoeacapo di Nuccio La Ferlita, coniuga canzone ed è un irresistibile invito al ballo. Salvo Dub: «C’è sempre qualcosa che lega i campionatori alla musica acustica, per me le due cose sono inscindibili. La musica acustica senza elettronica mi sembra quasi nuda»

Babil on Suite

I Babil On Suite: da sinistra, in piedi, Caterina Anastasi, Salvo Dub e Giuseppe Di Stefano. Seduti (e accovacciati), da sinistra Elisa Messina, Geo Johnson e Manola Micalizzi, foto di Luca Guarneri

C’è sempre un buon motivo per parlare di Brasile, soprattutto per chi fa musica. I Babil On Suite il Brasile ce lo hanno in casa visto che vantano in line up Manola Micalizzi, da anni interprete in voce e percussioni delle musiche tradizionali del Paese verdeoro. E di puro stampo carioca fu la scorsa estate Boa Babil On, il singolo di lancio, ospite Mario Venuti, di Paz il nuovo album della band catanese, primo passo del nuovo progetto musicale che i Babil On Suite stanno realizzando con la produzione di Nuccio La Ferlita con il marchio Puntoeacapo. Boa Babil On ha avuto il compito di anticipare a lungo il futuro album che adesso è in dirittura d’arrivo per venerdì 18 gennaio, su etichetta Puntoeacapo/ A1 Entertainement.


I Babil On Suite - Caterina Anastasi voce e cori, Manola Micalizzi voce, cori e percussioni, Geo Johnson voce e cori, Manuel Doca batteria, Giuseppe "Pippo" Di Stefano tastiere, Elisa Messina chitarre, Marina Latorraca tromba e trombone, Salvo Dub basso, synth, tastiere e batteria elettronica, - proseguono il loro viaggio nel futuribile musicale attraverso una miscela esplosiva dove groove e melodia, pop ed elettronica convivono in pace, è proprio il caso di dirlo.
Il brano che apre l’album è una sorta di manifesto dei nuovi B.O.S.: 2 Loose 2 loose, affidato alla voce nera dell’americano Geo Johnson, è un funkettone che non lascia spazio a dubbi, con i Babil si balla, sensa se e senza ma. «I primi due dischi, l’ep Roulette del 2009 prodotto da Lucio Dalla e l’album La scatola del 2012 – ribadisce Salvo Bruno, da tutti conosciuto come Dub - avevano una vena più cantautoriale, canzoni legate all’immaginario cinematografico un po’ lounge delle colonne sonore. Poi ci sono state molte collaborazioni da parte mia, che hanno influito sui miei arrangiamenti – dal progetto elettronico Koom.H con i dj’s Salvo Borrelli e Massimo Napoli -, ai miei lavori come ghost writer per molti dj. Anche Caterina fa la dj, quindi il ballo ha fatto sempre parte delle nostre musiche. A questo punto ci è venuto naturale lavorare molto sul ritmo. Io amo i groove alla Chemical Brothers, c’è sempre qualcosa che lega i campionatori alla musica acustica, per me le due cose sono inscindibili. La musica acustica senza elettronica mi sembra quasi nuda».

Babil On Suite Paz

Un riferimento cinematografico in questo album c’è, ed è il brano In my cinema, una cavalcata pop alla Kylie Minogue, che parte con il campionamento di Lunedì cinema di Lucio Dalla e gli Stadio, sigla che apriva lo spazio film del lunedì sera, un omaggio a Dalla che produsse il loro ep d’esordio. Salvo Dub: «Questo brano l’ho scritto con Dario “Blatta” Aiello, un brano costruito tutto su quel campione di voce, in un loop continuo dall’inizio alla fine del brano».

Col secondo brano, Call another boy, il secondo singolo di Paz, i giochi si fanno più chiari, e tra echi di Fat Boy Slim e il rap di Geo Johnson che si interseca con il canto pop di Caterina Anastasi, la strada dei nuovi B.O.S. è delineata. Il brano è in radio dall'11 gennaio, giorno in cui l’album sarà disponibile in pre-order su iTunes e in pre-save su Spotify. Tutti coloro che acquisteranno l’album otterranno subito come instant gratification il singolo Call another boy. «Paz si muove sulla scia del precedente Safari now – prosegue Salvo Dub -, ma questo album è più contaminato, c’è più afro, si canta più portoghese, e l’impatto dei brani è più corale, non in senso vocale, ma proprio di band nel suo insieme. In questa diversità c’è una sorta di uniformità, un album che scorre libero così come lo abbiamo concepito, senza un’idea precisa iniziale. Il cantante Vittorio Matteucci, che ha fatto un po’ da coach a alle voci femminili, ha detto che è un disco sostanzialmente pop ma in maniera naturale, senza una vera volontà di esserlo».

babil On Suite Call Another boy
Quando si parla di pop, non possono mancare le eterne radici beatlesiane che riecheggiano in You can be free dove un coro di bambini accompagna la voce di Caterina fino alla fine. Salvo Dub: «E’ un brano a cui tengo molto, scritto con Totò Sultano dei Music from Eeleven Instruments, che aggiunge anche un cameo di voce. Un brano scritto davanti ad una raffineria, Totò è gelese, e le voci dei bambini danno speranza di un futuro più pulito e libero. I bambini appartengono al coro coro interscolastico Vincenzo Bellini diretto da Daniela Giambra. E’ l’unico brano vecchio, con Totò lo abbiamo scritto nel 2012». Anche nella stesura dei testi c’è stata grande collaborazione fra tutti i membri dei Babil on Suite. «Alcuni testi li ha scritti Geo Johnson, su mie indicazioni, quelli in portoghese li ha scritti Manola Micalizzi, alcuni li ho scritti io – aggiunge Salvo Dub -. Il tutto dà una grande atmosfera di internazionalità».

Geo Johnson viene dall’Indiana, è arrivato a Catania al seguito del padre, ex militare a Sigonella. Fatale fu l’incontro con Salvo durante una jam al pub La Cartiera. «Erano jam che organizzavo con Dario Blatta e Geo, da poco a Catania, si inserì con stile nella jam, ricordandomi cose alla Prince o James Brown. Che figata, mi sono detto. Suo padre cantava house, e su zio ha lavorato con Prince. Dopo due mesi gli ho chiesto di collaborare, ora è parte integrante dei B.O.S. ed il fatto che canta un brano da solo – 2 Loose 2 Loose - è indicativo». Tra gli ultimi “acquisti” in casa Babilon c’è la chitarrista Elisa Messina. La componente femminile diventa sempre più forte: «E se è pure brava abbiamo fatto 13 – commenta il musicista -. Da due anni Elisa suona con noi, ha un suono “maschio”».

La title track Paz (si pronuncia paiz alla portoghese), è un brano meno sbarazzino, con un fischio campionato alla Bob Sinclair. «Paz è anche una parola di tre lettere come il nostro acronimo B.O.S., e poi “Paz” è un nostro omaggio all’arte del disegnatore Andrea Pazienza. Non c’entra nulla col tratto di Pazienza, ma anche la nostra copertina è un bel disegno, opera di Monica Saso, dove torna la figura di Maria, la donna-robot di “Metropolis” di Fritz Lang, una figura per noi importante da qualche anno, un po’ un simbolo di rinascita dopo un periodo un po’ spento. Compare anche nella copertina di Safari Now con le cuffie addosso, adesso dà una sorta di identità alla band».

babil on suite

Nella foto Luca Guarneri sei su otto dei Babil On Suite, versione 2019: in piedi, da sinistra, Giuseppe Di Stefano, Caterina Anastasi, Geo Johnson, Manola Micalizzi; seduti (e accovacciati), Salvo Dub e Elisa Messina. Mancano in foto Manuel Doca e Marina Latorraca

Nel giorno di uscita dell’album, il 18 gennaio, i Babil On Suite lo presenteranno dal vivo al MA di Catania. In quell’occasione faranno vedere anche il video di Call another boy. «Il video lo ha realizzato Roberto Biadi, molto bravo a fare video fumettati e illustrati. Quella sera Andrea Pennisi curerà le proiezioni video, e poi avremo qualche ospite sul palco ma non posso dire di più…». Un nome deputato ad esserci è quello di Mario Venuti, anche perché è stato ospite d’onore del primo singolo Boa Babil On della scorsa estate ma per saperne di più basta andare al MA. Salvo Dub: «Oltre Paz suoneremo anche qualche brano di Safari Now. Ci sarà anche una parte funk molto carina, tra 2 Loose 2 Loose e Little lamb». Immancabile in scaletta anche la cover di Contessa dei Decibel. «Ovviamente la faremo». E dopo Catania, l’obiettivo è varcare lo Stretto: «Non vediamo l’ora, anche perché la Sicilia l’abbiamo girata quasi per intero, paese per paese».

Il produttore Nuccio la Ferlita: «Come già fatto con Mario Venuti e con Lello Analfino e i Tinturia, il nostro obiettivo è sdoganare certa musica che viene dalla Sicilia fuori dall’Isola. I Babil mi sono piaciuti subito come persone, mi hanno fatto divertire sempre sul palco e mi piace come vivono questa esperienza di gruppo. E poi hanno un potenziale internazionale non indifferente. Adesso è compito mio creare i giusti contatti in Europa».

Twitter @Gnc1963

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