Teatro

Lina Prosa: «Il mito è un pretesto per parlare di noi»

A Leonforte dal 27 novembre al 2 dicembre la residenza artistica mirata alla creazione di un coro per lo spettacolo "Kkore. Canto delle accorate per chi ha un cuore"

Grazie alla residenza artistica di Sara Donzelli e Giorgio Zorcù nascerà a Leonforte il corteo di "Kkore. Canto delle accorate per chi ha un cuore" il nuovo spettacolo scritto dalla drammaturga di Calatafimi Segesta

Lina Prosa: «Il mito è un pretesto per parlare di noi»

L’attrice Sara Donzelli e il regista Giorgio Zorcù in prova, foto Fulvia Pedroni Farassino

E’ nell’ombelico della Sicilia che prenderà forma l’ultimo atto di un nuovo testo teatrale firmato da Lina Prosa, la drammaturga siciliana tra le più apprezzate del panorama contemporaneo. L’autrice della Trilogia del Naufragio, con cui ha conquistato anche il pubblico francese, ha consegnato alla scena Kkore. Canto delle accorate per chi ha un cuore che con la regia di Giorgio Zorcù debutterà il prossimo gennaio a Follonica.
«Nei nomi che ci arrivano dal mito - spiega Lina Prosa - ritroviamo tutta una storia evocata in un solo nome, perché restituiscono la consapevolezza di una coscienza, un tempo, una storia che nessun altro nome contemporaneo può darci. Allo stesso modo Kore è un nome che, in particolare a noi siciliani, consegna la storia di un mito straordinario che racconta l’avvicendarsi delle stagioni, evoca la fecondità, la maternità, ma ci permette anche di ripercorrere fin dall’origine un’emozione. Nel mito di Demetra e Persefone ho trovato tutte le problematiche legate al rapporto madre –figlia, ma anche tutte quelle legate al femminile, e mi ha dato la possibilità di raccogliere la memoria di ciò che la realtà contemporanea non ci consente più di capire e sentire».

Lina Prosa

Lina Prosa

Del mito di Kore, la figlia di Demetra rapita da Ade che la portò negli inferi per sposarla ancora fanciulla, Lina Prosa fa un canto dedicato “alle donne che non sono mai tornate dal buio”, vedendoci un archetipo del legame d’amore che per le donne può diventare violenza e seppellimento. Un omaggio alla capacità delle donne di attraversare le zone buie dell’esistenza, ma dalle quali non tutte sono capaci di risalire.
Dopo tre studi tecnici, uno dei quali a Milano in occasione di Expo, Kkore torna nei luoghi in cui è nata. Dal 27 novembre al 2 dicembre l’attrice Sara Donzelli e il regista Giorgio Zorcù dell’Accademia Mutamenti (che di Lina Prosa hanno già messo in scena La stanza del tramonto) saranno a Leonforte per una residenza artistica, in continuità con il premio letterario intitolato alla città, mirata alla creazione di un coro per lo spettacolo.
«Nella terza parte del testo è previsto un corteo popolare – spiega Zorcù -, un’azione corale che abbiamo immaginato come un’apertura alla comunità. Per questo abbiamo deciso di creare una drammaturgia aperta che prenderà forma, attraverso laboratori teatrali, in ogni luogo in cui lo spettacolo sarà rappresentato. Lavorare a Leonforte significa tornare alle origini del mito di Kore, e qui prenderà vita un coro che ci accompagnerà durante le repliche estive in Sicilia».

Sara Donzelli

Sara Donzelli in “La stanza del tramonto”, foto Michele Ruffaldi Santori

Con Kkore Lina Prosa crea una connessione poetica tra la contemporaneità e il mito, tra il teatro di oggi e la tragedia classica.
«Il linguaggio e la struttura del testo – continua Prosa - sono assolutamente contemporanei. Il mito è come una porta che ti permette di entrare dentro un mistero, quello della nostra esistenza, e rielaborarlo secondo la tua sensibilità del presente. Nella prima parte del testo viene affrontato il rapporto madre-figlia (in scena interpretate da Sara Donzelli e Giulia Quagliarella, nda). Un rapporto a più facce, forte, di legame ancestrale, ma anche di conflitto e contrasto. Nella seconda parte, con il rapimento di Kore, si affronta invece il tema della libertà, della sopraffazione e della violenza».

Che Lina Prosa fosse sensibile alle tematiche femminili (tra le sue attività dirige lo spazio di ricerca teatrale del Centro Amazzone di Palermo dove da oggi a sabato terrà il laboratorio “Drammaturgia e mito” con Zorcù e Donzelli) è cosa nota, ma questa volta parte dal mito per parlarci anche di violenza sulle donne.
«Il mito è un pretesto per parlare di noi, delle donne oggi. Questo testo l’ho iniziato a scrivere molti anni fa quando ancora la violenza di genere non era sentita come un’emergenza. Non è stata la cronaca a sollecitarmi, bensì la memoria. Non è l’oggi che fa da sfondo a questo testo, ma la coscienza: da quando è spuntato il grano le donne hanno attraversato una storia sempre dolorosa, problematica e difficile».
Alcuni frammenti di ciò che sarà Kkore. Canto delle accorate per chi ha un cuore saranno presentati il 2 dicembre a Leonforte, in occasione della festa conclusiva del laboratorio, alla quale non mancherà Lina Prosa: «E’ un’esperienza che mi emoziona molto. Purtroppo la Sicilia, pur nella sua grande ricchezza, offre poche occasioni per confrontarsi. E questa di Leonforte penso sia un’iniziativa encomiabile».

laviniadagostino@tin.it

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