Teatro

Joele Anastasi: «Porto in scena la sacralità del corpo»

Il drammaturgo, regista e attore catanese parla di "Immacolata concezione" il nuovo spettacolo della compagnia Vucciria Teatro, che ha fondato insieme ad Enrico Sortino, che il 12 gennaio sarà messo in scena al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto e dal 13 al 14 gennaio al Centro Zo di Catania per Altrescene

«Il vero caposaldo del mio lavoro – spiega l’artista – è sicuramente la definizione del primo spazio con cui ci si confronta nella vita, ovvero il corpo umano. Alla base di tutto, ultimamente, c’è soprattutto la volontà di riappropriarsi di una concezione sacra del corpo». La sacralità continua a risuonare nei lavori di Anastasi che ha scritto e messo in scena "Immacolata Concezione", spettacolo tra i vincitori de I Teatri del Sacro 2017

Immacolata Concezione

Una scena di "Immacolata Concezione" di Vuccirìa Teatro

«Ho sempre vissuto il mio teatro in relazione alle mie tappe di vita e per questo lo considero un teatro in movimento. È come se scoprissi la vita parallelamente a quello che scopro attraverso la drammaturgia e il palcoscenico».
Per il drammaturgo, regista e attore catanese Joele Anastasi, classe 1989, il teatro è un vero e proprio strumento per scandagliare, scoprire i misteri della vita, e forse anche provare a dirimere i conflitti interiori e tra persone.
Anastasi già a 23 anni, con il suo Io, mai niente con nessuno avevo fatto - pluripremiato spettacolo d’esordio della compagnia Vuccirìa Teatro da lui fondata insieme all’attore catanese Enrico Sortino - ha fatto del teatro il suo mestiere, ma che non sia solo intrattenimento, ma uno stimolo al cambiamento e all’approfondimento...

Joele Anastasi

Joele Anastasi

Al centro del lavoro di Vuccirìa teatro c’è sempre l’attore, le sue possibilità creative: la sua capacità di creare e dare vita dall’interno ai mondi che lo appartengono.
«Il vero caposaldo del mio lavoro – spiega l’artista – è sicuramente la definizione del primo spazio con cui ci si confronta nella vita, ovvero il corpo umano. Tutti i nostri lavori si declinano rispetto a come si svolge la relazione del corpo all’interno di altri spazi, quelli metaforici, come ad esempio i luoghi dell’anima, e quelli reali, come la mia Sicilia che ha sempre un ruolo fondamentale. Alla base di tutto, ultimamente, c’è soprattutto la volontà di riappropriarsi di una concezione sacra del corpo».
La sacralità continua a risuonare nei lavori di Anastasi che, dopo Battuage e Yesus Christo Vogue - Tragedia impossibile in atto unico ha scritto e messo in scena Immacolata Concezione, spettacolo tra i vincitori de I Teatri del Sacro 2017, che sarà proposto domani al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto, e sabato e domenica da Zo Centro Culture contemporanee di Catania nell’ambito della rassegna teatrale AltreScene.

Immacolata Concezione

Immacolata Concezione, un'altra scerna della piéce di Vuccirìa teatro

«Il lavoro – racconta – nasce da un’idea di Federica (Carruba Toscano, attrice palermitana che fa parte della compagnia Vuccirìa teatro sin dall’esordio, nda). Quando me ne parlò mi sembrò una storia affascinante ma complicatissima. Poi però, mentre mi trovavo ad Avignone, ho scritto di getto il monologo finale, ed è partito il viaggio che ci ha portato a questo spettacolo che si snoda su due filoni: la storia di Concetta, giovane donna scambiata dal padre per una capra e affidata alla tenutaria di un bordello, e quella dell’Immacolata. La sua è una figura emblematica che racconta la potenza e il culto dell’immagine, che arriva a disumanizzare un corpo vivente per trasformarlo in feticcio. Inoltre, la storia è ambientata negli anni ’40 che rappresentano uno spartiacque essenziale nella storia dell’umanità: l’avvento della Seconda Guerra Mondiale ha rivelato come l’essere umano stesso sia stato brutalmente reificato e desacralizzato. Ammetto – conclude Anastasi – che il concetto di sacralità ultimamente mi risuona molto, è come se riconoscessi questa esigenza di riappropriarsi di una dimensione sacra del corpo per avviare una riflessione più profonda, per provare a sanare le ferite dell’individuo e della collettività».

Immacolata Concezione

Federica Carrubba Toscano e Alessandro Lui

L'esigenza di definire sempre più il corpo dell'artista e dell'uomo contemporaneo come terreno principale d'indagine, avvicina quindi Anastasi e la sua compagnia al linguaggio della performance-art, pur conservando nella drammaturgia della parola il motore dell'agire scenico.
E di fatto l’artista catanese, che nel 2018 sarà impegnato anche come performer con la regista spagnola Angelica Liddell nel tour europeo dello spettacolo The Scarlett Letter, nonché nella drammaturgia plurilinguistica del progetto We are not Penelope - Sulla fedeltà, con Vuccirìa teatro sta già lavorando a un progetto molto ampio, nato da una performance site-specific presentata all’interno del Museo della Follia del Castello Ursino di Catania, che sarà pronto nell 2020: Nel nome di questo sacro corpo, che vedrà in scena 13 attori e un cantante lirico.

mariaenzagiannetto@gmail.com

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0