Teatro

Turi Zinna e il mito di Catania impermanente

Venerdì 23 e sabato 24 febbraio l’attore e regista al Centro Zo di Catania propone in dittico "Soggiornando vicino" e "Tifeo. Il tradimento dell’orecchio" dove, in uno spazio scenico dominato dall’elettronica, accosta la figura del poeta etneo Turi Salemi e il mostro mitologico accomunati da un “dinamismo devastante”

In "Soggiornando vicino" e "Tifeo. Il tradimento dell’orecchio" Zinna ripensa il rapporto tra lo spazio scenico e la drammaturgia nell’era del trionfo dell’elettronica che ci vede iperconnessi e catapultati nelle infinite possibilità della realtà aumentata. È uno dei percorsi lungo i quali da molti anni si sviluppa in senso critico e filosofico la ricerca artistica dell'attore, regista, autore e operatore culturale catanese attento alla contemporaneità e alle sue sfide

Turi Zinna

Turi Zinna

Ripensare il rapporto tra lo spazio scenico e la drammaturgia nell’era del trionfo dell’elettronica che ci vede iperconnessi e catapultati nelle infinite possibilità della realtà aumentata. È uno dei percorsi lungo i quali da molti anni si sviluppa in senso critico e filosofico la ricerca artistica di Turi Zinna, attore, regista, autore e operatore culturale attento alla contemporaneità e alle sue sfide, come quando con grande intuizione, attraverso la creazione del Festival Cultania (biennio 2005/2007), fu capace di richiamare nel capoluogo etneo le più innovative realtà teatrali italiane e internazionali da tempo avviate alla contaminazione dell’arte scenica con i linguaggi multimediali.

Turi Zinna in Tifeo

Turi Zinna in "Tifeo" (foto di Gianluigi Primaverile)


L’interesse per la realtà virtuale rimane nell’artista catanese fortemente ancorata alla dimensione umana del territorio e alla sua appartenenza alla città. Come nel progetto KThacK (Katane + Hacker) nato nel 2015 ed elaborato in tandem con il regista Federico Magnano di San Lio, una sorta di contenitore aperto che ha già dato vita a quattro creazioni e che prevede ulteriori sviluppi. Da Zo Centro Culture Contemporanee per la rassegna AltreScene, Zinna propone in dittico Soggiornando vicino (regia di Federico Magnano di San Lio, venerdì 23 febbraio alle 21 e sabato 24 alle 18) /Tifeo. Il tradimento dell’orecchio (regia di Turi Zinna, sabato 24 febbraio alle 21), il primo ispirato a un racconto del poeta catanese Turi Salemi e il secondo dedicato al mito di Tifeo, il mostro che secondo la leggenda per volere di Zeus sarebbe stato schiacciato vivo sotto la Sicilia con la testa in corrispondenza dell’Etna.
«Entrambe le figure, Salemi e Tifeo, esprimono simbolicamente la natura del nostro territorio, ovvero l’impermanenza - spiega Zinna -. Il territorio etneo orientale è quello delle albe che non vedono tramonti, la nostra è una città dedita a far sorgere le cose e a non vederne la maturità. Catania è stata distrutta e ricostruita numerose volte. Paradossalmente è una città di trecento anni coeva di molte città statunitensi, pur innestandosi in una realtà di più di 3000 anni. Salemi scriveva poesie e le regalava, non conservava nulla e anche per questo è poco conosciuto. Tifeo è il mostro a cui il mito attribuisce il dinamismo devastante e la precarietà del nostro territorio».

Soggiornando vicino
Una scena di "Soggiornando vicino"


Gli spettacoli di KThacK - sigla che coniuga l’antico nome di Catania con la parola hacker prelevata dal linguaggio informatico e qui usata nel senso di una conoscenza approfondita del territorio - sono pensati per spazi virtuali interattivi con una drammaturgia costruita ad hoc. Sulla scena l’interprete e i musicisti (Fabio Grasso e Giancarlo Trimarchi) che suonano dal vivo interagiscono e muovono lo spazio tridimensionale per effetto del collegamento a un computer che ‘processa’ tutte le loro azioni.
«L’interattività è parte dominante del nostro quotidiano - aggiunge l’artista -. Il teatro non può prescindere dalla necessità di portare sul piano della collettività questa esperienza nel senso però critico e problematizzante. Il mondo virtuale ha abolito il confine tra vero e falso. Siamo a quella dimensione onirica nella quale il Surrealismo vedeva la possibilità di una rivoluzione individuale e sociale. Invece oggi quella spinta rivoluzionaria è stata assorbita come cultura della mediaticità e come liberismo dominante in un inquietante conformismo di massa».

Natura e cultura, tradizione e contemporaneità, mito e tecnica. Sono i termini di una dialettica che innerva la drammaturgia di entrambi gli spettacoli, di cui Zinna è autore e interprete. «L’idea che mettiamo in scena è che si possa rappresentare uno spettacolo della mente e del pensiero. Tifeo è sepolto nella propria mente, è un disadattato come Turi Salemi e le due figure sono in tal senso in dialogo fra loro. Tifeo, ammaliato dal cogito ergo sum di Cadmo, viene sconfitto e costretto a conformarsi alla razionalità del mondo. C’è in questa figura mitologica il significato del rischio che il completo dominio della Natura da parte dell’uomo e del suo razionalismo possa coincidere con la fine della vita stessa».
giovannacaggegi@yahoo.it

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0