L'intervista

Raimondo Todaro: «Ballandi mi disse subito che avevo i numeri giusti»

Il ballerino e attore protagonista nella sua Catania del musical "Il grande Gershwin", ultimo evento in teatro prima del nuovo debutto in tv, sabato 10 marzo, con la XIII edizione di "Ballando con le stelle". E ricordando lo scomparso produttore dello show: «Bibi quando 13 anni fa mi accolse, minorenne, era già certo che avrei fatto strada»

Ne "ll grande Gershwin", prodotto da Brigata d’Arte Sicilia Teatro con la regia di Turi Giordano e Manola Turi, incarna la figura di Fred Astaire: «In questo spettacolo ho la fortuna di unire due passioni, danza e recitazione»

Raimondo Todaro Il grande Gershwin

Raimondo Todaro in "Il grande Gershwin"

Dal palcoscenico del teatro Metropolitan di Catania agli studi televisivi di Ballando con le stelle di Roma. Il catanese Raimondo Todaro è un ballerino dalle mille risorse e domenica 4 marzo alle 18 (unica replica), sei giorni prima del ritorno in tv, lo rivedremo protagonista nel musical Il grande Gershwin della Brigata d’Arte Sicilia Teatro, la compagnia belpassese fondata da Antonino Russo Giusti nel 1945. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla vita del grande compositore statunitense, in un mix di musica e ballo, ricordi e amarcord.

Raimondo Todaro

Raimondo Todaro nei panni di Fred Astaire nel musical “Il grande Gershwin”

Raimondo, che interpreterà Fred Astaire, sarà l’indiscusso protagonista della commedia musicale prodotta da Salvo Costantino e Marco Grimaldi (per Dal Vivo entertainment), sotto la direzione di Turi Giordano e Manola Turi (che ne cura anche le coreografie). Il cast di venti artisti, capitanato da Enrico Sortino nei panni di Gershwin e da Claudia Bazzano, Emanuele Puglia e Cosimo Coltraro, dividerà la scena con un frizzante corpo di ballo, così che recitazione e danza si fondano per divertire e affascinare gli spettatori, “catapultati” negli anni Trenta sul filo dei ricordi di Astaire, che assume il volto di Raimondo Todaro. «In questo spettacolo - dice il ballerino - ho la fortuna di unire due passioni, danza e recitazione. Mi avrebbe fatto piacere recitare insieme con mia moglie Francesca Tocca, ballerina nel programma Amici di Maria De Filippi, ma gli impegni in tv le hanno impedito di prendersi una tregua e partecipare alla commedia. Televisivamente siamo il diavolo e l’acqua santa, ma il teatro ci riunisce. Il cast del musical, comunque, è forte: è la prima volta che salgo sul palco del Metropolitan in queste vesti e spero che tutto vada per il meglio».

Qual è il tuo rapporto con il teatro?
«È un luogo in cui perdo la cognizione del tempo. Ho intrapreso la carriera di attore per caso ed è stato subito feeling: adoro il profumo del palco, la gente che vocifera al di là del sipario… È un’emozione diversa rispetto al “ciak” televisivo».

Il grande Gershwin

E' nutrito il cast dello spettacolo "Il grande Gershwin"

È un dato di fatto, comunque, che Ballando con le stelle ti ha “lanciato” nel mondo dello spettacolo. Qual è il tuo rapporto personale con questo palcoscenico?
«Tutte le volte che entro all’Auditorium della Rai è come varcare la porta di casa. Le pause previste dal programma non alterano il clima di affetto della squadra, che è consolidata. Il nostro rapporto va al di là della trasmissione televisiva. Sono entrato appena diciottenne e partecipo dalla seconda edizione. Oggi, che ho 31 anni e una famiglia, rivolgo lo sguardo al passato con soddisfazione. Da un paio d’anni, in autunno, siamo impegnati in Ballando on the road nei centri commerciali ed anche questo è un modo per ritrovarsi, nuovamente. L’ambiente di lavoro è affiatato e, secondo me, questo legame che traspare dagli schermi ha contribuito ad affezionare il pubblico al programma».

Come commenti la recente scomparsa del produttore Bibi Ballandi?
«È stato un improvviso colpo al cuore. Bibi è stato colui che tredici anni fa mi ha accolto nella famiglia di Ballando, quando ancora minorenne dovevo aspettare la seconda edizione per fare il mio ingresso in tv. Ballandi era discreto ed elegante. Esprimeva un parere solo se necessario. Ricordo che, accogliendomi, si complimentò con me e mi disse che avrei fatto strada perché avevo i numeri giusti per andare avanti in ciò che amavo fare».

Il successo è arrivato quando eri poco più di un ragazzino. Ti sei mai sentito baciato dalla fortuna?
«Mi piace sottolineare l’elemento fortuito perché sono entrato a Ballando per caso: accompagnavo mio fratello al provino e, invece, sono stato scelto. Quindi, sicuramente, c’è una buona dose di fortuna, però quello che dico ai miei allievi è che, affinché il successo duri, occorre avere una solida preparazione. La fortuna è limitata, non dura tredici anni. Il 99% del mio successo credo che derivi dal sudore della fronte: da bambino giocavo a calcio con i miei cugini e, mentre loro si dedicavano allo sport tutto il giorno, io mi allenavo. Nessuno mi ha mai regalato qualcosa».

A proposito di calcio, ci parli del tuo trascorso con il Misterbianco?
«Era il 2012-2013 ed è stato l’unico anno in cui il programma ha riposato più di nove mesi. A Misterbianco ho la mia scuola di danza e i miei amici, dunque chiesi all’allora direttore sportivo di accedere alla preparazione atletica estiva: il 31 luglio iniziai e a metà agosto firmai il contratto. Gli orari di gioco in Eccellenza mi permettevano di continuare a insegnare ed era un modo per tenermi in allenamento e svagare. Cominciato Ballando, la mia esperienza con il calcio finì, ma ne conservo ancora le amicizie. È stato un anno che ricordo con molta simpatia».

Chi è, dunque, Raimondo Todaro?
«Un ragazzo con una passione. Amo il mio lavoro e mi piace insegnare ai ragazzi. Sono sempre rimasto me stesso, siciliano al 100%. Ho scelto di non abbandonare la mia terra e di offrire ai miei allievi le stesse possibilità di città ben più fornite. Gli amici mi ritengono un pazzo, ma sono solo innamorato della mia terra».

Quanto è importante l’umiltà nel mondo dello spettacolo?
«È fondamentale. La disciplina della danza è ricca di sacrifici e nulla è regalato. È un’arte, ma in un certo senso anche uno sport, da cui si apprendono i valori sani. Sono ancora vive le notti insonni trascorse in aeroporto per prendere un volo e tutto il denaro investivo negli studi. Ma dai risultati, posso dire che ne è valsa davvero la pena».

pierangelacannone88@gmail.com

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