Vita da attore

Emanuele Puglia: «In scena amo interpretare figure ostiche»

L’attore catanese, premiato a Vicenza con la Maschera d’oro, è artista versatile che passa dalla commedia all’operetta, dal musical al dramma. Ottimo cantante, oltre che regista e autore, dopo il teatro pasquale a Sperlinga e Enna, l'8 aprile torna all'operetta con "Come d'incanto" ad Aci Bonaccorsi

La messinscena di "Ecce Homo" a Sperlinga ha seguitodi due giorni un altra piéce pasquale "Si chiamava Gesù", con Carmela Buffa Calleo, ospitata dal Garibaldi di Enna. Tra i personaggi che hanno dato lustro all'attore catanese quello dell'Innominato in "I promessi sposi. Amore e Provvidenza": «Amo questo tipo di personaggi dalle mille sfaccettature perché mi sento davvero messo alla prova»

Emanuele Puglia

Emanuele Puglia nei panni dell'Innominato in "I Promessi Sposi. Amore e Provvidenza", foto di Valdina Calzona

Con la sua interpretazione di Eddie Carbone nello spettacolo Uno sguardo dal ponte messo in scena dal Nuovo Teatro Stabile di Mascalucia, sabato scorso l’attore catanese Emanuele Puglia si è visto assegnare il premio Maschera d’oro - Festival Nazionale di Vicenza per la categoria “Miglior Attore” (lo Stabile di Mascalucia ha vinto anche nelle sezioni Migliore Compagnia, Spettacolo più gradito al pubblico e Migliore giovane attore). Un premio per l’interpretazione di un ruolo ostico che, come si legge nella motivazione: “Puglia affronta di petto: veemente, geloso, violento, subdolo nella delazione”.
«Sono molto contento – afferma l’attore – non solo per il mio successo, ma soprattutto per questa realtà siciliana amatoriale che non ha davvero nulla da invidiare alle compagnie professionistiche. Per questo ho accettato il loro invito e devo dire che ci ho davvero visto bene. D’altra parte, per me il teatro è soprattutto lavoro di squadra. Amo essere circondato da colleghi bravi perché migliore è il collettivo, migliore è la performance di ognuno».

Maschera d'oro a Emanuele Puglia

La Maschera d'oro a Emanuele Puglia

Lavoro di squadra che, però, non ha certo impedito a Emanuele Puglia, classe 1965, di emergere nei tanti ruoli interpretati in questi 31 anni di carriera e soprattutto in quelli da “antagonista malvagio”. «In effetti - racconta – ne ho collezionati molti, da Quinziano a Giuda, da Caino al padre della Baronessa di Carini e in ultimo persino l’Innominato nella commedia musicale "I Promessi Sposi. Amore e Provvidenza", in scena all’Abc di Catania da qualche mese. Amo questo tipo di personaggi dalle mille sfaccettature perché mi sento davvero messo alla prova. L’Innominato, ad esempio, è un personaggio intenso, complicato, mai scontato e mosso da tanti tormenti interiori».

Emanuele Puglia La baronessa di carini

Puglia in "la Baronessa di Carini"

Non solo malvagi però. Puglia, che si è formato alla Scuola di teatro dell’Istituto nazionale del dramma antico, nei suoi più di 200 lavori (con le principali compagnie professionistiche catanesi nonché istituzioni teatrali nazionali come il Teatro della Tosse di Genova e il Bellini di Napoli) ha sempre saputo spaziare dalla commedia brillante all’operetta, dal musical al teatro dell’assurdo, dal dramma al teatro popolare, dalla drammaturgia contemporanea ai grandi classici.
Senza disdegnare il ruolo di regista e autore, come in "Si chiamava Gesù" fortunato spettacolo, da lui scritto, diretto e interpretato, liberamente ispirato a "Gesù figlio dell’uomo" di Khalil Gibran con brani tratti da "La Buona Novella" di Fabrizio De Andrè andato in scena giovedì 29 marzo al Teatro Garibaldi di Enna per la stagione firmata da Mario Incudine, e che vede in scena, oltre allo stesso Puglia, Carmela Buffa Calleo.
«Ho tratto spunto – racconta Puglia - dai testi dei brani del celebre concept-album di De Andrè e dalla raccolta di poesie di Gibran, miscelandone, adattandone, integrandone i contenuti e creando un “oratorio” di grande suggestione e intensità emotiva. Si tratta di uno spettacolo molto intimo, cui mi sono avvicinato con umiltà, e che mi ha dato modo di mettermi alla prova in tante delle mie passioni».

Emanuele Puglia e Carmela Buffa CalleoEmanuele Puglia e Carmela Buffa Calleo in "Si chiamava Gesù", foto de Il Grande Antonino

Ancora Pasqua in scena anche sabato 31 marzo al Castello di Sperlinga con "Ecce Homo, laica rappresentazione del mistero di un uomo in 7 stazioni", che vede Puglia alla regia e in scena con Alessandra Barbagallo, Francesco Bernava, Egle Doria, Silvio Laviano. Pilato, Erode, Kaifa, Dio, il Diavolo... processano gesù per una Via Crucis laica, rispettosa e dissacrante. La rappresentazione sarà replicata dalle ore 11.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 16. Per info e prenotazioni 3479131485.

Le passioni di Puglia spaziano dalla scrittura - ha anche un passato da giornalista pubblicista e oggi continua a scrivere drammaturgia e adattamenti teatrali - al canto che l’attore catanese è riuscito a mettere decisamente a frutto partecipando a vari musical e operette.

Emanuele Puglia Ti parlerò d'amor

Puglia in "Ti parlerò d'amor"

«Si tratta di due generi che amo molto – confessa – perché fanno venir fuori questo mio talento che per un po’ avevo tenuto celato. Invece gli spettacoli che metto in scena con l’associazione Incanto mediterraneo mi danno davvero la possibilità di esprimermi in modo completo perché mettiamo in scena lavori che sono, in pratica, grandi contenitori di varietà teatrali, come per esempio "Come d’incanto" l’operetta che andrà in scena l’8 aprile ad Aci Bonaccorsi». Spettacoli di intrattenimento in cui Emanuele Puglia è riuscito a mettersi alla prova anche come attore “comico”, capace di far ridere e sorridere.
«Non nascondo, però – ammette - che mi piacerebbe davvero riuscire a mettermi alla prova nel ruolo tragico di Macbeth oppure a riportare in scena, prima o poi, Lord Henry del "Ritratto di Dorian Gray" magari nella versione musical che ho già fatto anni fa, dove ho potuto interpretarlo saltuariamente come “cover" del grande Tato Russo».

mariaenzagiannetto@gmail.com

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