Teatro

Rosario Petìx: «Porto in scena la storia di un eroe»

L’attore nisseno ha debuttato in prima nazionale al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta, con "Carte false", testo di Salvo Toscano con la regia di Aldo Rapè, storia di Calogero Marrone il siciliano che durante l'ultima guerra ha salvato centinaia di vite umane

«È per me un onore grandissimo vestire i panni di Calogero Marrone - dice Petìx -. Una figura straordinaria di uomo semplice che trovava naturale impegnare la propria vita, rischiandola, per difendere persone che non conosceva e che non aveva mai visto. Quello che ha fatto quest’uomo è incommensurabile»

Rosario Petìx

Rosario petìx. L'attore di Serradifalco in "Carte false" incarna Calogero Marrone

Ci sono storie che chiedono di essere raccontate, soprattutto quando la Storia minaccia di ripetere le sue derive. Sono quelle esemplari di uomini semplici e di eroi involontari, la cui vita si è incrociata con le mostruosità di un delirio politico nutrito di odio razziale e di negazione della libertà. Uomini eccezionali che al bene privato hanno anteposto l’amore per la collettività. Come il siciliano Calogero Marrone, nativo di Favara, che all’adesione conformistica al fascismo scelse una consapevole militanza contro la dittatura, salvando numerosi ebrei e perseguitati politici fino al sacrificio estremo della propria vita, conclusasi il 15 febbraio del 1945 nel campo di concentramento di Dachau. Di quest’uomo - insignito nel 2013 da Israele dell’onorificenza di Giusto tra le Nazioni accanto, tra gli altri italiani, a Gino Bartali, a Giorgio Perlasca e a Carlo Angela -, il giornalista e scrittore palermitano Salvo Toscano ha raccontato la luminosa storia, che ora nell’adattamento scenico curato in tandem dal regista Aldo Rapè e dall’attore Rosario Petìx debutta in prima nazionale domenica al Teatro Margherita di Caltanissetta con il titolo di Carte false. Calogero Marrone, un eroe italiano. Realizzato nel corso di una residenza artistica al Teatro nisseno, l’allestimento in forma di monologo è diretto da Aldo Rapè (nuovo direttore artistico del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta) e interpretato da Rosario Petìx, l’attore originario di Serradifalco protagonista di tanti ruoli di successo in tv, al cinema e a teatro.

Salvo Toscano

Salvo Toscano

«È per me un onore grandissimo vestire i panni di Calogero Marrone», dice Petìx, classe ’78 baffetti da guascone e aria da bel tenebroso, che abbiamo visto ieri in tv nel nono episodio de La mafia uccide solo d’estate. «Una figura straordinaria di uomo semplice che trovava naturale impegnare la propria vita, rischiandola, per difendere persone che non conosceva e che non aveva mai visto. Gli bastava sapere di essere dalla parte degli offesi e dei perseguitati. Era un cattolico convinto, e questo lo spingeva a mettersi in gioco. Confrontarmi con lui è stata l’occasione per rivedere le mie convinzioni. Spesso combattiamo per la quotidianità e per cose banali. Quello che ha fatto quest’uomo è incommensurabile».

Aldo Rapè

Aldo Rapè

Arrestato a Favara per aver manifestato pubblicamente il suo dissenso nei confronti del regime, Calogero Marrone non trova solidarietà tra i suoi concittadini e decide di lasciare la Sicilia con la famiglia alla volta di Varese dove, diventato capo dell’ufficio anagrafe, al tempo della Repubblica di Salò riuscirà a salvare centinaia di vite umane, rilasciando documenti falsi utili a varcare la frontiera.
«L’indifferenza e l’isolamento che molti amici per paura gli riservarono, convinse Marrone a lasciare Favara alla volta del Nord dove visse le pagine più drammatiche della Resistenza e dell’occupazione dei nazisti, sottraendo molti esseri umani da morte sicura, finché non fu scoperto e mandato a morire a Dachau. Il nostro tempo ha bisogno di esempi di rettitudine e di moralità. I giovani devono conoscere questa storia e noi abbiamo intenzione di far girare lo spettacolo e di proporlo anche in circuiti internazionali».

Sulla scena il monologo fa rivivere gli snodi più importanti della vita di Marrone, in una sorta di visionario viaggio della memoria sul filo dell’ironia e della forte vitalità del protagonista.
«Abbiamo cercato un linguaggio che potesse rendere più teatrale la narrazione, creando sulla scena degli accadimenti, come il primo in cui il protagonista viene prelevato dalla cantina di casa dopo che ha cercato di fare scappare il figlio, perché al tempo della Repubblica di Salò si cominciò a reclutare giovanissimi dai 12 anni in su. L’allestimento punta a valorizzare lo spirito di un uomo semplice e generoso conosciuto attraverso le lettere da lui inviate alla famiglia durante la sua deportazione. Sono messaggi molto positivi, anche bonariamente ironici, che trasfigurano agli occhi dei parenti le condizioni abominevoli nelle quali era costretto a vivere».

Calogero Marrone

Il documento di Calogero Marrone

Attore versatile, capace di passare da ruoli comici a interpretazioni di intensa drammaticità, Petìx si è formato alla Scuola Umberto Spadaro del Teatro Stabile di Catania. «Ho sempre respirato arte: mia madre pittrice e scultrice e mio padre appassionato di musica. Cominciai a fare teatro a Caltanissetta con Vincenzo Volo prima di approdare allo Stabile etneo con un grande maestro come Romano Bernardi e con Angelo Tosto, il primo a scommettere su di me affidandomi il ruolo di Riccetto nella sua fortunata Cenerentola. Da lì l’esperienza al Piccolo di Milano con Carmelo Rifici che mi ha diretto nel Giulio Cesare di Shakespeare accanto al grande Massimo De Francovich. Belle occasioni con il Berretto a sonagli diretto da Sebastiano Lo Monaco e con il recentissimo Sogno di una notte di mezza estate, regia di Massimiliano Bruno, accanto a Violante Placido, Paolo Ruffini e Stefano Fresi».

Una cifra di impegno civile ricorre nelle scelte artistiche di Petìx, come lo spot che da qualche tempo va in onda sulle reti Rai e che lo vede tra i protagonisti della campagna di sensibilizzazione Sblocca il coraggio sul tema della violenza sulle donne.
«Con la mia collega Cinzia Scaglione facevo uno spettacolo teatrale contro la violenza sulle donne. Mi ha visto il regista Massimo Coglitore e mi ha voluto per lo spot. Sono contento di lavorare a qualcosa che oltre alla bellezza del prodotto cinematografico veicola un importantissimo messaggio sociale».

E ancora la partecipazione al film indipendente Controluce diretto da Marco Cassini, in uscita il prossimo autunno sulla storia di Don Minzoni, in cui Petix sarà nel ruolo di Natale Gaiba, sindacalista e consigliere comunale socialista di Argenta, assassinato dai fascisti due anni prima di Don Minzoni.
«Un’altra esaltante esperienza di cinema indipendente dopo quella del film Nero infinito, opera prima del regista catanese Giorgio Bruno, in cui interpretavo l’ispettore Costa accanto a Francesca Rettondini, e dopo La notte non fa più paura dello stesso Cassini, sul terremoto dell’Emilia del 2012».

giovannacaggegi@yahoo.it

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