Stand-up comedy

Sparacino e Pantano: « Ride bene chi ride amaro»

E’ il motto dei comedian che in scena si divertono, e divertono, demolendo finti perbenismi e luoghi comuni. Sullo stesso palco per "Sottovuoto Comedy Night" l'ex Iena rosolinese Pietro Sparacino e il palermitano Emanuele Pantano

Armati solo di un microfono e battute politically incorrect, i comedian non sono cabarettisti né comici, ma autori di un nuovo modo di ridere in crescente ascesa. Sparacino: «Nella stand-up comedy la risata non è il fine, ma il mezzo. Non scriviamo per far ridere, ma per dire qualcosa». Pantano: «I comedian portiamo in scena quel cinismo tipico da spogliatoio»

Pietro Sparacino e Emanuele Pantano

I comedian Pietro Sparacino ed Emanuele Pantano

Prendete pensieri impopolari, buttate nel cestino la retorica con i suoi orpelli e le sue censure, condite tutto con un bel po’ di satira, un pizzico di cinismo ed una risata amara: ecco a voi la stand-up comedy, la “nuova” comicità made in Inghilterra che negli ultimi dieci anni è in costante ascesa anche in Italia. Complici un gruppo di comedian (non comici, né cabarettisti) che armati solo di un microfono raccontano al pubblico un punto di vista assolutamente alternativo, e che si divertono - e divertono -  a distruggere luoghi comuni e finti perbenismi.

Precursore italiano del genere è stato Daniele Luttazzi, ma è il progetto del collettivo Satiriasi (nato una decina d’anni fa da un’idea di Filippo Giardina con Giorgio Montanini - noto ai più per la trasmissione Nemico pubblico- , Francesco De Carlo, Saverio Raimondo, Mauro Fratini, Velia Lalli e il siciliano Pietro Sparacino) a sdoganare il genere via web, rompendo definitivamente con la classica comicità italiana: luoghi comuni, giochi di parole elementari e banalità a cui ci hanno abituato anni di tv commerciale, trasformando di fatto il modo di ridere.

Pietro Sparacino

Pietro Sparacino

«Satiriasi è stato l’inizio di un’avventura che tra vent’anni troveremo nei manuali di comicità– dice Pietro Sparacino -, perché ha segnato un punto di rottura e noi ne siamo stati i protagonisti».
Risate amare generate da monologhi feroci – alcune volte persino fastidiosi per alcuni – che possono far ridere ma anche arrabbiare, perché i comedian parlano di tutto (politica, pornografia, religione, malattie, dipendenze, incesti e chi più ne ha più ne metta) senza filtri, e in un modo che il più delle volte viene definito “politicamente scorretto”.

Esponenti siciliani del genere sono due 35enni legati da una sincera amicizia: il già citato Pietro Sparacino, l’ex Iena di Rosolini, ed Emanuele Pantano, palermitano classe 82, che dopo un passato da documentarista e  autore teatrale, ha deciso di metterci la faccia diventando un comedian. Loro due, insieme, saranno i protagonisti di Sottovuoto Comedy Night, la serata organizzata da Sottovuoto cerebrale (il collettivo siciliano di “menti alternativamente pensanti” da oltre 75mila contatti su Facebook) sabato 16 giugno al Teatro Machiavelli di Catania.

«I comedian portiamo in scena quel cinismo tipico da spogliatoio – dice Emanuele Pantano, che è stato trasmesso anche su Comedy central di Sky -  affrontando gli argomenti più disparati. In Italia sono tanti quelli che si definiscono “comedian”, ma in realtà siamo appena una quindicina o pochi più. Scrivere una battuta può essere facile, specie al tempo dei social, ma non tutto si  può portare su un palco, soprattutto perché in scena il comedian è se stesso, non interpreta nessun altro, quindi quello che dice gli appartiene totalmente. Questo per dire che, mentre a teatro l’attore non risponde del personaggio che interpreta, durante uno spettacolo di stand-up la quarta parete non esiste, e quindi il rapporto col pubblico è senza filtri, il contenuto dello spettacolo appartiene al comedian e il pubblico è libero di dire la sua. E’ come essere nel salotto di un amico, a conversare tra amici, dove il cinismo o la battuta cattiva non scandalizzerebbe nessuno. Diciamo che la stand-up non serve a farti staccare dalla vita di merda che fai, ma a iniziare a riderci su per vivere con più leggerezza».

Emanuele PantanoEmanuele Pantano su Comedy Central di Sky

«Citando Filippo Giardina – dice Sparacino, attualmente impegnato in un progetto live sulla ‘ndrangheta con Francesco Forgione, ex presidente della Commissione parlamentare antimafia - nella stand-up comedy la risata non è il fine, ma il mezzo. Non scriviamo per far ridere, ma per dire qualcosa, a differenza del cabaret. Per fare un esempio, io ho trasformato la psoriasi, che è una malattia di cui soffro, in un pezzo di stand-up: nessun comico si sognerebbe di fare un pezzo per ridere di una malattia, perché non è un argomento che fa ridere. Ma fa ridere me».

Dire che cosa ci attende sabato è un po’ difficile, considerando che il comedian è anche un grande improvvisatore: pur seguendo un canovaccio, infatti, solo quando si approccia col  pubblico in sala decide quali pezzi inserire in scaletta.
«Quello di sabato sarà un piccolo esperimento – aggiunge Sparacino che il 26 agosto tornerà a Catania con il nuovo spettacolo Diodegradabile. Il potere logora chi ce l’ha da SpiazZo, il nuovo spazio all’aperto del Centro Zo -, proporremo il meglio del repertorio di entrambi, e sono sicuro che vi divertirete… o vi incazzerete tantissimo».
A differenza di Pietro Sparacino, che a Catania è “di casa”, per Emanuele Pantano – reduce da oltre 20 date in tutta Italia - è la sua prima volta nella città etnea.


«Per me è un grande piacere dividere una serata con Pietro, anche perché è stato lui a incitarmi e a spingermi su un palco: la vivo come se Daniel San e Miyagi di Karate Kid combattessero insieme contro il Sensei. Nonostante abbia già un nuovo spettacolo pronto, Hasta siempre comediante. Liberi di non ridere, sabato aprirò la serata con alcuni pezzi del mio repertorio, attingendo ai miei tre spettacoli precedenti, e quindi parlando di perversioni, talento, droga e lavoro, ovviamente in modo politicamente scorretto, ma forse svelando tristi verità».

«Mi piace pensare – conclude Pietro Sparacino - che il nostro pubblico di riferimento non andrebbe mai a vedere uno spettacolo di cabaret. Perché la stand-up fa ridere sì, ma dopo fa anche pensare. Assistere a uno spettacolo di stand-up è come vivere i primi dieci minuti di una giornata: caffè amaro, sigaretta e bagno».

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