La rassegna

Porte aperte Unict, l'estate catanese comincia all'Università

Dal 20 giugno al 1° agosto torna la rassegna estiva di concerti e spettacoli ospitati dall'Ateneo in collaborazione con numerose associazioni culturali catanesi. Tema della kermesse "Dialoghi migranti"

Questo insieme di iniziative è inserito nella campagna di promozione e di informazione "Studia con noi", in vista dell'immatricolazione ai corsi di studio del nuovo anno accademico

Marranzano World Fest

Marranzano World Fest, dal 28 giugno la nona edizione della festival di world music

Oltre trenta appuntamenti tra concerti, spettacoli teatrali, mostre e proiezioni di film, laboratori e conversazioni, in gran parte uniti da ‘fil rouge’ che sottolinea il tema delle tante ‘migrazioni’ che caratterizzano la nostra società, e dalla volontà di avviare il dialogo interculturale, di ascoltare le voci delle periferie, di porgere la dovuta attenzione all’inclusione e al confronto.

E’ questo il ricco programma di “Porte aperte alla musica, al teatro, al cinema 2018”, l’ormai tradizionale rassegna di eventi dell’Ateneo catanese, che si terrà dal 20 giugno al 1° agosto, scegliendo quest’anno il significativo sottotitolo di “Dialoghi migranti”.

Eventi che si rivolgono innanzitutto agli studenti e alle loro famiglie (la maggior parte dei quali a ingresso libero o con un biglietto d’ingresso dal costo simbolico), ma che intendono riaffermare il ruolo di Catania come grande città universitaria e fornire un contributo originale all’estate catanese e al tempo stesso, come ha sottolineato il rettore Francesco Basile, sostenere la campagna di promozione e di informazione “Studia con noi", in vista dell'immatricolazione ai corsi di studio del nuovo anno accademico. «Ci rivolgiamo ai tanti studenti del liceo – ha spiegato il rettore -, per convincerli a scegliere la nostra Università e a rimanere nella nostra città, offrendo loro una proposta culturale piacevole e valida e mostrando il nostro impegno per qualificare la formazione fino alla laurea e consolidare il percorso di accompagnamento verso il lavoro».

«E’ un cartellone di appuntamenti che coinvolge strutture e dipartimenti dell’Ateneo, valorizzandone i suoi luoghi più suggestivi – ha aggiunto il prorettore Giancarlo Magnano San Lio, intervenendo insieme al presidente della Scuola Superiore Francesco Priolo e al direttore del Dipartimento di scienze umanistiche Marina Paino – che attesta per la quarta volta la scelta di questa Università di aprirsi stabilmente al territorio e di lavorare fianco a fianco con le più importanti istituzioni e associazioni culturali catanesi».

Collaborano infatti alla rassegna il Teatro Massimo Bellini, il Teatro Stabile, l’Associazione Musicale Etnea, l’Associazione culturale Artelè, l’Associazione Ingresso Libero – Teatro Machiavelli, Rocketta Booking, Mercati generali, CineStudio, Associazione Mo.Mu. Mondo di Musica, Associazione Catania Jazz, Arbash Film, Associazione Musicainsieme a Librino, Officine culturali, Liceo classico Nicola Spedalieri, e inoltre Scuola superiore di Catania, Ersu di Catania, Cinap e Radio Zammù.

Si comincia già mercoledì prossimo, 20 giugno, alle 21 con il concerto del Quartetto Desormadé dal titolo “Barocco&Barocco”, nel cortile del Palazzo centrale in piazza Università, per la rassegna “Il Bellini nel Barocco”, e si prosegue l’indomani con la Festa europea della Musica, che si terrà per tutta la giornata di giovedì 21 giugno con esibizioni dal vivo sul palco del Teatro Machiavelli, nell’atrio di Palazzo Sangiuliano e nella stessa piazza Università.

Quartetto Desormadè

Quartetto Desormadè

Ma è solo l’assaggio di un fitto calendario di appuntamenti che accompagnerà i catanesi fino ai primi di agosto, presentati nel dettaglio sul sito ufficiale www.agenda.unict.it/porteaperte.

«Nelle precedenti tre edizioni abbiamo avuto sempre un grandissimo riscontro di pubblico e di gradimento – ha osservato il delegato ai Servizi culturali per gli studenti, professor Rosario Castelli, organizzatore della rassegna insieme con il professore Luciano Granozzi -, soprattutto grazie alla capacità di fare rete con altri attori del territorio. Anche quest’anno vogliamo proporre un programma attento alle forme di espressione dei più giovani, che valorizzi i luoghi dell’Università e sia caratterizzato da un tratto identitario forte e quanto mai attuale, improntato alla speranza, all’inclusione, alla solidarietà».

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