Teatro

Nicola Costa, cinque storie di destini possibili

Debutta il 28 giugno alla Sala Chaplin di Catania la pièce scritta e diretta dall’attore, regista e drammaturgo catanese che sceglie di misurarsi con temi esistenziali dirigendo i 15 allievi della sua Accademia in un lavoro ispirato a Il lungo inverno di Stefania Nibbi

In "Cinque storie" di scena alla Sala Chaplin a Catania, Costa si prende una piccola pausa rispetto al consueto percorso di impronta civile: «Con Cinque storie gli allievi hanno imparato a giocare con le infinite possibilità della parola e a costruire le storie a partire dal ribaltamento di quelle originali». Quattro sono i racconti portati sulla scena – Il lungo inverno, Il filo d’Arianna, Mazzamarieddu, Boom -, mentre il quinto viene fuori dalla riscrittura del finale dei primi quattro secondo differenti sviluppi e conclusioni

Nicola Costa

L'attore, regista e drammaturgo catanese Nicola Costa

Cinque storie. Tante quante sono le dita di una mano che chiudendosi forma un pugno o un cuore. Cinque racconti di vita che suscitano emozioni mentre colpiscono più forte di un fendente. Cinque differenti tracce lungo le quali le parole si avventurano a disegnare destini, a rappresentare mondi possibili, a rimescolare il naturale corso degli eventi. Il palmo di una mano aperta solcata dall’inchiostro è l’immagine simbolica scelta per la locandina di Cinque storie, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Nicola Costa, liberamente ispirato alla raccolta di novelle Il lungo inverno di Stefania Nibbi, giunta alla terza ristampa e il cui ricavato delle vendite è devoluto in beneficienza all’Associazione Teg4Friends, che si occupa di randagismo e di tutela degli animali.

Al debutto giovedì 28 giugno alle ore 20.30 nello spazio del Teatro Sala Chaplin di Catania (via Raffineria, 41), lo spettacolo rimarrà in scena per tutto il fine settimana (venerdì 29 e sabato 30 giugno alle ore 20.30 e domenica 1 luglio alle ore 18.30). Attore, regista e drammaturgo, il catanese Nicola Costa dal 2009 è anche direttore artistico dell’Accademia d’Arte Drammatica “Giovanni Grasso” di Catania, rinominata Centro Studi Teatro e Legalità – Accademia d’Arte Drammatica a seguito della fusione con i progetti di Teatro e Legalità, ideati e finalizzati alla produzione di spettacoli di impegno civile sui temi dell’antimafia e su questioni sociali quali il femminicidio e l’emigrazione. Dopo Sfracelli d’Italia. L’Italia s’è desta?, lo spettacolo sul tema della crisi della coscienza civile degli italiani, che chiudeva lo scorso anno accademico, Costa ora ha scelto di misurarsi con temi esistenziali, coinvolgendo i 15 allievi dell’Accademia nella messa in scena di alcuni dei più intensi racconti del volume della Nibbi.

Compagnia Centro Studi Teatro e Legalità

La Compagnia Centro Studi Teatro e Legalità

«È una piccola pausa rispetto al consueto percorso di impronta civile, prima di riprendere con l’allestimento di Processo alle intenzioni - racconta Costa -. Con Cinque storie, alla cui drammaturgia ho lavorato tutto lo scorso inverno, gli allievi hanno imparato a giocare con le infinite possibilità della parola e a costruire le storie a partire dal ribaltamento di quelle originali».
Quattro sono i racconti portati sulla scena – Il lungo inverno, Il filo d’Arianna, Mazzamarieddu, Boom -, mentre il quinto viene fuori dalla riscrittura del finale dei primi quattro secondo differenti sviluppi e conclusioni.

«Ho sollecitato i miei allievi - spiega - a reinventare le prime quattro storie, immaginando che il destino dei protagonisti intervenisse a sparigliare le carte. Un po’ per simulare quello che accade nella vita reale, quando le manovre del caso sono in fondo determinate dalle nostre scelte e dai nostri orientamenti. Intorno a questa chiave del destino, ho costruito la regia in senso geometrico. Sulla scena si cercano riferimenti matematici, un disegno visivo per ogni tema».

Nella prima storia, Il lungo inverno, si racconta la tragica fine di una bambina vittima della distrazione di un genitore, mentre nel Filo d’Arianna c’è lo scontro tra una famiglia patriarcale e una figlia rivoluzionaria. Mazzamarieddu è una storia di emarginazione e di pregiudizio, mentre Boom è il racconto di una vicenda realmente accaduta a Catania ai nonni della Nibbi, quando alla fine della Seconda Guerra mondiale, durante un bombardamento dei tedeschi, saranno gli unici sopravvissuti di una palazzina crollata tra via Vecchia Ognina e via Alfonzetti. Intanto Costa lavora già al nuovo anno accademico, per il quale sono ancora aperte le iscrizioni, e fa il bilancio di una stagione ricca di esperienze esaltanti.

«Un momento bellissimo - concude - . Dallo spettacolo diretto da Eliana Esposito al Canovaccio Ancora un Poe ispirato ai racconti di E.A Poe, passando dal fortunatissimo musical sui Promessi Sposi all’Ambasciatori, in cui ero il Griso accanto a straordinari compagni di scena, fino all’interpretazione di Ciàula scopre la luna diretto da Nino Romeo del Gruppo Iarba, e a Tutto il resto ha poca importanza da me scritto e diretto con Alice Sgroi e Francesco Bernava».

giovannacaggegi@yahoo.it

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