La recensione

Grand tour, viaggio dello spirito nella sicilianità con Sikelikos

E' stato davvero un emozionante “Grand Tour”, domenica 1 luglio nella cornice del Teatro greco romano per la stagione estiva del Bellini di Catania, sulle note del quintetto d'archi catanese, in un viaggio artistico e letterario nella bella Sicilia

La rassegna estiva del Teatro Bellini di Catania ha offerto un reading di emozionanti brani in prosa dei grandi viaggiatori stranieri che hanno celebrato la Sicilia. La magica voce di Valentina Ferrante ha così ricreato le parole di Dumas, Maupassant, Goethe, Brydone e Vuillier. Alle parole, ha fatto da contraltare la musica del Quintetto d’archi, che ha spaziato da Mascagni a Bellini, al nostro Matteo Musumeci, fino a Sollima e Casella

Quintetto Sikelikos

Il quintetto Sikelikos al Teatro Antico di Catania, foto di Giacomo Orlando

Una dolce serata estiva è proprio l’ideale per un viaggio artistico e letterario nella bella Sicilia. Ed è stato davvero un emozionante “Grand Tour”, come diceva lo stesso titolo dello spettacolo, quello di domenica 1 luglio nella cornice del Teatro greco romano di Catania col Quintetto Sikelikos (Alessandro Cortese, Antonio D’Amico violini; Aldo Randazzo viola, Gerardo Maida violoncello, Giuseppe Giacalone contrabbasso, tutti musicisti dell’orchestra del teatro Massimo Vincenzo Bellini), la suadente voce recitante di Valentina Ferrante e il celestiale flauto  di Laura Farneti.

La rassegna estiva del Teatro Bellini di Catania ha così offerto agli spettatori una vera e propria chicca, un reading di emozionanti brani in prosa dei grandi viaggiatori stranieri che hanno celebrato la Sicilia, incantati dalle sue straordinarie ricchezze paesaggistiche e artistiche. La magica voce di Valentina Ferrante, ricca di armonici, espressione di una tecnica perfetta, ha così ricreato le parole di Dumas, Maupassant, Goethe, Brydone e Vuillier, narrando aspetti diversi, ma tutti ugualmente significativi della incantevole Trinacria: un’ascesa notturna sull’Etna, in un’atmosfera gelida compensata dallo stupore dinanzi a un panorama mozzafiato, il fuoco della lava, da cui Sant’Agata ha salvato i catanesi, la bellezza della Venere di Siracusa, carnale donna di pietra, il giallo dello zolfo e la dura vita dei carusi, insomma tutto il passato grandioso, e misero insieme, della Sicilia è trascorso davanti agli occhi dei soddisfatti spettatori.

Laura FarnetiLa flautista Laura Farneti, foto di Giacomo Orlando

L’apice della commozione, poi, si è raggiunto con lo struggente racconto dell’incontro a Catania, nel lontano 1835, di Alessandro Dumas e del padre di Vincenzo Bellini, Rosario, un malinconico genitore cinquattottenne, ma invecchiato per la lontananza del figlio ormai parigino, che, parlando di lui col famoso romanziere francese, vive una delle ultime gioie della sua vita.

Alle parole, tanto icasticamente pronunciate, ha fatto da contraltare la musica del Quintetto d’archi, che ha spaziato da Mascagni a Bellini, al nostro Matteo Musumeci, fino a Sollima e Casella: un ensemble tutta siciliano, formata da esecutori attenti e dotati di grande tecnica, affiatati ormai perfettamente, a testimoniare come a Catania operano grandi professionisti, dotati di grande idee, come questa di Aldo Randazzo, assolutamente riuscita, di collegare insieme musica e testi d’autore per un viaggio dello spirito nella sicilianità.

Valentina Ferrante

Sicilia, Sicilia! L’invocazione degli antichi viaggiatori, risuonata tra le antiche pietre del teatro greco romano, ha dato la misura della bellezza della nostra isola, che tanto spesso dimentichiamo. E gli spettacoli così emozionanti hanno anche questa funzione, ricordarci che, tra tante miserie passate e presenti, la Sicilia è terra di bellezza. E se la bellezza salverà il mondo, siamo davvero fortunati...

L'attrice Valentina Ferrante, foto di Giacomo Orlando

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