La recensione

Ivan Manzella e Sabrina Messina, una full immersion nel belcanto per il debutto della Scam

"Florilegi sonori", la stagione 2018-2019 della Società catanese amici della musica si è aperta con il concerto del mezzosoprano catanese e del pianista siracusano che al belcanto italiano ha affiancato vivide espressioni mozartiane, e accorati tocchi francesi

Artista di ottima presenza scenica, la Messina ha sciorinato il suo forbito registro che ne ha posto in rilievo lo spessore  e la duttilità interpretativa, attenta alla preminenza melodica delle arie eseguite, che Manzella ha sostenuto con alta competenza e garbato equilibrio fonico, atto a una armonica integrazione con l’espandersi del canto lirico

Ivan Manzella e Sabrina Messina

Il pianista Ivan Manzella e il mezzosoprano Sabrina Messina hanno aperto la stagione della Scam di catania

Felice apertura per la stagione Florilegi sonori della Società Catanese Amici della Musica, sotto la presidenza di Tony Maugeri e la nuova direzione artistica di Anna Rita Fontana, già vicepresidente dell’associazione. Nel salone della Biblioteca “Giovanni Verga” di  S. Agata Li Battiati, in via dello Stadio 19, si è svolto il concerto del mezzosoprano catanese Sabrina Messina e del pianista Ivan Manzella: una apprezzatissima full immersion nel belcanto italiano accanto a vivide espressioni mozartiane, alquanto consone alla spigliatezza  vocale della cantante, e accorati tocchi francesi dal Werther di Jules Massenet (Va! Laisse couler mes larmes).

Ivan Manzella e Sabrina Messina

Ivan Manzella e Sabrina Messina

Artista di ottima presenza scenica, la Messina ha sciorinato il suo forbito registro che ne ha posto in rilievo lo spessore  e la duttilità interpretativa, attenta alla preminenza melodica delle arie eseguite, che Manzella ha sostenuto con alta competenza e garbato equilibrio fonico, atto a una armonica integrazione con l’espandersi del canto lirico: così dunque, nel corso della serata,  a partire da un giovane Vincenzo Bellini nelle arie Vaga luna che inargenti e dall’opera “Adelson e Salvini” Dopo l’oscuro nembo, la nitida dizione del mezzosoprano ha  contemperato toni dai molteplici colori, ora struggenti e appassionati, ora intriganti e accesi, ora dolenti, rivestendo i panni di amate figure del melodramma italiano ed europeo, dalla suddetta aria di Nelly alle opere del maestro di Salisburgo Le nozze di Figaro e La clemenza di Tito (nelle rispettive arie di Cherubino e Sesto Voi che sapete che cosa è amor e Parto, parto, ma tu ben mio), a La Favorita di Donizetti (nell’aria di Leonora Oh mio Fernando) e  L’Italiana in Algeri di Rossini (in Cruda sorte amor tiranno di una stuzzicante Isabella), sino alla romanza di Francesco Paolo Tosti Ideale, al Bajazet di Antonio Vivaldi (Sposa son disprezzata della principessa Irene, aria che il musicista veneziano ha attinto, mutandone il titolo, dall’opera La Merope di Geminiano Giacomelli la cui aria originaria è Sposa non mi conosci).

Il pianista Ivan Manzella ha inframezzato il decorso vocale con esecuzioni di brani pianistici, attingendo al corpus dei 24 Preludi di Fryderyk Chopin con l’op. 28 n. 4 e n. 6, accanto a trascrizioni di notissimi brani orchestrali, quali Preludio da La Traviata 3° atto di Giuseppe Verdi, Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Intermezzo da Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Al vivissimo assenso del pubblico gli artisti elargivano due intramontabili bis: Habanera dall’opera Carmen di Bizet e Non ti scordar di me di Ernesto De Curtis su testo di Domenico Furnò.

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