Teatro

La grande eredità di Goliarda Sapienza

E’ «la libertà di pensiero in tutte le sue forme » per l’attrice palermitana Paola Pace che sabato 24 e domenica 25 novembre porta in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania il suo "Goliarda music-hall", adattamento teatrale dal romanzo "Il filo di mezzogiorno"

"Goliarda music-hall" di e con Paola Pace, nei panni della scrittrice catanese, e con Giovanni Rizzuti nei panni del medico messinese Ignazio Majore, è uno spettacolo suddiviso in cinque sezioni dedicate ai temi cari alla scrittrice. «Lo spettacolo narra la vicenda psicanalitica di Goliarda Sapienza post elettroshock» racconta la Pace. Dopo essere stata sottoposta a quella pratica barbara Goliarda Sapienza scrisse "Il filo di mezzogiorno", un romanzo in cui alterna momenti di lucidità, delirio e ricordo, al quale la induce uno psicanalista, il medico messinese Ignazio Majore che la invita a scandagliare il passato per poter andare avanti

Paola pace e Giovanni Rizzuti in "Goliarda Music-Hall"

Paola Pace e Giovanni Rizzuti in "Goliarda Music-Hall"

«Di Goliarda rimane la libertà di pensiero in tutte le sue forme. Lei aleggia in tutte le menti libere che girovagano per l’Italia, un paese che subisce ancora l’oppressione culturale, patriarcale e conformista». E’ questa la dichiarazione di stima e amore che l’attrice palermitana Paola Pace rivolge a Goliarda Sapienza, l’attrice e scrittrice catanese riconosciuta “grande” solo dopo la morte, di cui porta in scena il romanzo Il filo di mezzogiorno sabato 24 e domenica 25 novembre al Piccolo Teatro della città di Catania, nello spettacolo Goliarda music–hall.
«Lo spettacolo narra la vicenda psicanalitica di Goliarda Sapienza post elettroshock – racconta Paola Pace -. Lei, che ha vissuto una vita intensa, soffriva di insonnia e un giorno prese più pillole del necessario. Durante il ricovero fu sottoposta a questa pratica barbara e in seguito scrisse Il filo di mezzogiorno, un romanzo bellissimo in cui alterna momenti di lucidità, delirio e ricordo, al quale la induce uno psicanalista, il medico messinese Ignazio Majore che la invita a scandagliare il passato per poter andare avanti».

Goliarda Sapienza

Goliarda Sapienza

Una storia vera, dunque, alla quale Paola Pace arriva per un incontro fortuito sul set del film Malena di Giuseppe Tornatore. «Ricordo che stavamo girando a Siracusa quando ho conosciuto lo scrittore e attore Angelo Pellegrino, vedovo di Goliarda. In quella circostanza abbiamo avuto modo di parlare di questa donna che io fino ad allora sconoscevo, e mi invitò a leggere alcune sue pagine. Rimasi subito folgorata dalla sua scrittura».
E se per Pace interpretare la controversa figura di Goliarda Sapienza non desta preoccupazioni, forte dei suoi 35 anni di carriera, ammette che lo scoglio più difficile per la realizzazione di questa pièce è stata proprio la scrittura.
«Scrivere l’adattamento teatrale di un romanzo è sempre un’operazione difficile e delicata – spiega l’attrice che firma il testo con Francesca Joppolo - ma volevamo salvare a tutti i costi la scrittura di Goliarda, mantenere la sua lingua meravigliosa e mitopoietica. Questa è stata la vera sfida di questo spettacolo. Quanto al ruolo non lo trovo un difficile, forse perché ho subito percepito quello scollamento necessario a cui ricorre una persona dotata di una certa sensibilità davanti a una squallida realtà».

Goliarda music–hall che ha debuttato al Teatro Biondo di Palermo lo scorso gennaio, al Teatro Palladium di Roma ha avuto uno spettatore “speciale”. «Ho avuto il piacere e l’onore di avere tra il pubblico il dottore Ignazio Majore che da anni vive a Roma. Una mente ancora brillante nonostante l’età, e con il quale mi sono fatta una bellissima chiacchierata. E’ stato molto emozionante. Nella mia sobria ma efficace messa in scena ha riconosciuto tante cose che lui ha vissuto realmente, senza lesinarci qualche critica. In particolare mi ha voluto sottolineare come la figura dello psicanalista fosse un po’ pallida rispetto al personaggio di Goliarda Sapienza, e forse a ripensarci è vero che in fase di scrittura con Francesca Joppolo abbiamo dato più risalto a Goliarda, ma è lei la figura centrale del nostro spettacolo».
In scena, dove troneggia un grande letto, insieme a Paola Pace ci saranno anche Giovanni Rizzuti, nel ruolo dello psicanalista Ignazio Majore, e due cantanti e chitarristi: Marcello Savona e Maria Piazza.

«Lo spettacolo è suddiviso in cinque sezioni, cinque temi che abbiamo riconosciuto ricorrenti nell’opera di Goliarda: morti, natura, filosofia al bar, sicultragico e amori e rivoluzione. I morti sono molti importanti per Goliarda Sapienza, infatti lo spettacolo inizia con una rievocazione della madre, che è stata una figura importantissima nella sua vita, di grande ispirazione. La madre, Maria Giudice, è stata una grande rivoluzionaria socialista, nonché la prima donna a capo della Camera del lavoro di Torino, che per fare la rivoluzione lasciava i figli all’amico Antonio Gramsci. Su questo filone le canzoni che chiudono ogni capitolo sono tratte dalla tradizione anarco-socialista, utili a ricostruire l’atmosfera in cui Goliarda è cresciuta: quella di una comune dei primi del ‘900, una famiglia molto allargata e assolutamente anticonformista. Di Goliarda Sapienza oggi rimane la libertà di pensiero in tutte le sue forme. Nei suoi confronti provo un grande amore e una grande ammirazione, e non nascondo di essere felice di portare questo spettacolo nella sua città».

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