Teatro

Teatro Tina di Lorenzo di Noto, la scena è viva oltre lo spettacolo

Con "La scortecata" di Emma Dante il 29 novembre comincia la nuova stagione. Il sovrintendente e direttore artistico Salvatore Tringali: «Lavoreremo anche fuori dal momento spettacolo in sé: alcuni workshop parleranno di spazio scenico e drammaturgia»

Quest’anno la Fondazione Tina Di Lorenzo, diretta dal sovrintendente Salvatore Tringali, vuole intestarsi un’altra grande sfida: avvicinare al teatro le nuove generazioni e, perché no, cominciare a ragionare per una serie di produzioni proprie da mettere in scena nel giro di pochi anni

La scortecata di Emma Dante

Salvatore D'Onofrio e Carmine Maringola in "La scortecata" di Emma Dante

Quasi 6 mesi per vivere una storia d’amore legata al teatro, con un cartellone che si snoda in 4 segmenti diversi per dare l’opportunità agli spettatori di confrontarsi con generi di tutti i tipi e, di contro, anche a nuovi registi e sceneggiatori di trovare spazi importanti per presentare idee e lavori. La nuova stagione teatrale della Fondazione Tina Di Lorenzo di Noto è ormai alle porte, si comincia giovedì 29 novembre con La Scortecata di Emma Dante e in questi giorni è stata aperta la vendita libera degli abbonamenti dopo alcune settimane in cui valevano solo le prelazioni per i vecchi abbonati. Abbonamenti che quest’anno sono stati pensati un po’ per tutte le tasche.

Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate. Prendendo spunto dalle fiabe popolari, Giambattista Basile tra il 1634 e il 1636 crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani. La scortecata è lo trattenimiento decemo de la iornata primma e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Il re, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura, la invita a dormire con lui. Ma dopo l’amplesso, accorgendosi di essere stato ingannato, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da lì passa una fata che le fa un incantesimo e diventata bella e giovane, il re se la prende per moglie.
In una scena vuota, due uomini (gli attori Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola), a cui sono affidati i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re. Basteranno due seggiulelle per fare il vascio, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia e un castello in miniatura per evocare il sogno. Le due vecchie, sole e brutte, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro miseria vita inscenano la favola con umorismo e volgarità, e quando alla fine non arriva il fatidico: “e vissero felici e contenti…” la più giovane, novantenne, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. La morale: se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si dà a queste civetterie, quanto è più degna di castigo una vecchia che, volendo competere con le figliole, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé stessa. La novella fu ripresa anche dal regista Matteo Garrone nel suo film Il racconto dei racconti.

Salvatore TringaliNella foto a destra Salvatore Tringali, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Tina Di Lorenzo di Noto

La sfida di quest’anno del Teatro di Noto ricalca per sommi capi quella dell’anno scorso e il sovrintendente e direttore artistico Salvatore Tringali sembra molto contento del cartellone di qualità allestito per la stagione 2018/2019. «Tante tappe uniche in Sicilia - commenta - e un alternanza di ritmo e argomenti che farà da filo conduttore a un’altra stagione lunga che secondo me è anche molto equilibrata. Lavoreremo molto anche fuori dal momento spettacolo in sé: abbiamo in programma alcuni workshop con docenti universitari per parlare di spazio scenico e drammaturgia, per coinvolgere ancora di più chi alla fine a teatro non viene solo per seguire quello che succede sul palcoscenico».

Sembra quasi che quest’anno la Fondazione Tina Di Lorenzo voglia intestarsi un’altra grande sfida: avvicinare al teatro le nuove generazioni e, perché no, cominciare a ragionare per una serie di produzioni proprie da mettere in scena nel giro di pochi anni. Il primo tentativo è già partito, considerando che da pochi giorni è stata ufficializzata la partnership con la cooperativa Il Cuore di Argante, compagnia che ha già in archivio un paio di musical portati in giro per la Sicilia, e che lavorerà come braccio operativo e organico alla Fondazione coi più piccoli. L’idea dei 4 segmenti diversi in cui si declina il cartellone 2018/2019 ricalca un po’ le esigenze spiegate prima. Il teatro di Noto ha un zoccolo duro di abbonati anche con un’eta media alta che non disdegna però opere contemporanee. C’è in compenso la necessità di trattare argomenti attuali, magari con testi non recentissimi, ma è esagerato parlare di sperimentazione.

Il cartellone principale prende il nome di Palco Centrale/Non solo classici ed è quello che ricalca le orme della stagione di prosa e che è composto da 9 titoli. La prima, dicevamo, è fissata per il 29 novembre, con un testo d’eccezione, La Scortecata, liberamente tratto dalla omonima fiaba del Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, testo e regia di Emma Dante, con Salvatore D’onofrio e Carmine Maringola.

Il 18 dicembre, invece, arriva Il padre, testo di Florian Zeller con regia di Piero Maccarinelli e il ritorno a Noto di Alessandro Haber insieme con Lucrezia Lante della Rovere.

Il padre con Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere

Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere in "Il padre"

Fanno parte di questo segmento anche Phaedra di Alberto Bassetti con regia di Giovanni Anfuso (10 gennaio); La classe di Vincenzo Manna con la regia di Giuseppe Marini (15 gennaio); New Magic People Show tratto dall’opera di Giuseppe Montesano e con la storica compagnia napoletana di Toni Servillo (2 febbraio); Fedeli d’amore - Politicco in sette quadri per Dante Alighieri di Marco Martinelli, con il Teatro delle Albe in unica data siciliana (2 febbraio), seguito il giorno dopo dalla proiezione del documentario Il teatro al lavoro con Toni Servillo; I miserabili di Victor Hugo per la regia di Franco Però (11 marzo); Le relazioni pericolose, tratto dall’omonimo romanzo di Choderlos De Laclos (9 aprile); Come d’incanto… l’Operetta regia e testi di Emanuele Puglia (3 maggio).

L’altro cartellone, invece, è quello che prende il nome Esplora/Palcoscenico Contemporaneo, il cui inizio è previsto il 25 gennaio con Frame di Alessandro Serra (Premio Ubu di quest’anno) e che si chiuderà con un’altra tappa unica in Sicilia, quella dei Motus che saranno a Noto il 10 maggio con il loro MDLSX, spettacolo di drammaturgia di Daniela Nicolò e Silvia Calderoni. Accanto al cartellone Ragazzi, che al momento prevede solo spettacoli mattutini, poi c’è il cartellone 70/30: 6 titoli speciali per una forma di teatro che premia l’espressione del territorio.

ottaviogintoli@gmail.com

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