Teatro

Pirrotta e Maccagnano: «Faust è specchio dell’uomo contemporaneo»

Quello tra Vincenzo Pirrotta e Cinzia Maccagnano è un sodalizio artistico ben collaudato in palcoscenico e che ritroveremo in "Faust ovvero Arricogghiti u filu", il 24 gennaio al Comunale di Siracusa e dal 25 al 27 gennaio al Piccolo Teatro della città di Catania

"Faust ovvero Arricogghiti u filu" è un testo ispirato a "La tragica storia del Dottor Faust" di Cristopher Marlowe in cui però l’attore, autore e regista (presto al cinema in "Il primo re") rivede l’uomo del 2019

Cinzia Maccagnano e Vincenzo Pirrotta in "Faust arricogghiti u filu"

Cinzia Maccagnano e Vincenzo Pirrotta in "Faust ovvero arricogghiti u filu", foto di Angelo Macaluso

C’è l'uomo contemporaneo al centro del Faust di Vincenzo Pirrotta, un uomo che pensa di sapere tutto, che si crede onnipotente e invece ha perso la sua spiritualità. Ispirato a La tragica storia del Dottor Faust di Cristopher Marlowe, Faust ovvero arricogghiti u filu di cui Pirrotta è autore, interprete e regista, è un'amara riflessione sull'uomo moderno.
«Del testo di Marlowe mi interessava il senso dell'ineluttabilità dell'azione che si compie – dice Vincenzo Pirrotta – per quanto il suo Faust si penta, non c'è perdono, perché vendere l'anima al diavolo è l'unica azione che Dio non può perdonare. Mi interessava il senso profondo di un'anima inquieta, infatti la prima parte dello spettacolo è una continua colluttazione con la sua stessa coscienza, un continuo entrare e uscire dal suo tormento».

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Biondo di Palermo e che sarà portato in scena il 24 gennaio al Teatro comunale di Siracusa e dal 25 al 27 gennaio al Piccolo Teatro della Città di Catania, si rifà al mito faustiano: l’uomo assetato di scienza, bellezza e successo che vende l’anima al diavolo, ma riportato ai nostri giorni. Pirrotta: «Marlowe ha scritto il suo Faust nella seconda metà del XVI secolo, ed è ancora oggi un testo molto attuale. La mia è la riflessione di un uomo del 2019: un uomo che crede di sapere tutto, che è convinto di essere libero di governare la sua vita, un uomo della nostra società che rifiuta il confronto perché vuole essere onnipotente, ambisce a prevaricare gli altri. In realtà non è affatto libero, ma ha anzi perso la sua spiritualità, e se ne renderà conto solo quando ormai sarà troppo tardi».

Faust Cinzia Maccagnano e Vincenzo Pirrotta

Il diavolo e Faust: Cinzia Maccagnano e Vincenzo Pirrotta

La scena di Faust ovvero arricogghiti u filu è disseminata di simboli, non sempre svelati nella loro funzione, frutto di una ricerca di Pirrotta sull'occultismo e sull'esoterismo: «E' una ricerca che ho condotto alcuni anni fa nel Ragusano, specialmente nella zona di Chiaramonte Gulfi, per il mio Macbeth. Ho pensato che Faust potesse essere la “stanza” in cui far confluire i risultati di tutta questa interessante ricerca. Già il sottotitolo dello spettacolo, “arricogghiti u filu”, oltre ad essere un chiaro riferimento a un vecchio detto popolare, include anche una simbologia esoterica. Il sottotitolo, poi, dichiara apertamente che per questo testo ho scelto il siciliano: trattando di argomenti molto intimi, ho pensato che potesse rendere meglio certe esplosioni, che il tormento dell'anima recitato in siciliano risultasse più forte e potente».

Faust Cinzia Maccagnano

Cinzia Magnano in "Faust ovvero arrocogghiti u filu"

Anche questa volta Vincenzo Pirrotta ha scelto di avere a suo fianco Cinzia Maccagnano, una grande interprete della scena nazionale che piacerebbe poter vedere prima o poi sul palcoscenico dell'Inda, come a chiudere un cerchio, perché è partendo da lì che ha portato in scena nei teatri di mezza Italia quasi tutte le eroine del mondo classico. Al fianco di Vincenzo Pirrotta in Faust ovvero arricogghiti u filu, interpreterà più ruoli: da Mefistofele a Lucifero.
«Il Faust di Vincenzo è molto suggestivo sin dall'inizio, il pubblico si troverà catapultato in una vera atmosfera faustiana – dice Cinzia Maccagnano -. E poi lo spettacolo è contraddistinto da una forte musicalità: oltre alle musiche originali di Luca Maugeri, il siciliano fa sì che lo spettacolo diventi un unico mantra, fino a quando sarà svelata tutta la mediocrità di quella società di cui Faust vuole essere il più grande. E' uno spettacolo bello e impegnativo, perché faccio continui cambi, ma sento di essere valorizzata in tutte le mie corde. Mefistofele, per esempio, cambia continuamente forma e atteggiamento, come fosse una maschera: perché il potere ha bisogno di gratificazioni, il male ti seduce facendoti sentire potente attraverso delle maschere».

Faust Vincenzo Pirrotta

Vincenzo Pirrotta

Maschere che sono care, ora più che mai, a Cinzia Maccagnano, che ci anticipa che la prossima estate le porterà nuovamente in scena una commedia greca con La Bottega del Pane.
«Per l'estiva sto riprendendo le maschere in uno spettacolo importante dei nostri inizi - conclude Maccagnano -, perché trovo che in questo momento ci sia bisogno di un ritorno ad alcune forme tradizionali del teatro, applicate a nuove pratiche. Poi ci sono altre cose in cantiere, ma rifletto su tutte. In questo momento voglio fare meno cose, concentrandomi su ciò che mi piace e sulle cose davvero importanti».

E se Cinzia Maccagno la ritroveremo certamente la prossima estate nei teatri all'aperto, Vincenzo Pirrotta dal prossimo 31 gennaio sarà al cinema, tra i protagonisti di Il primo re di Matteo Rovere, una pellicola che si annuncia come un kolossal made in Italy (e di cui firma la fotografia Daniele Ciprì), in cui interpreterà Cai il sabino.
«Cai il sabino è il cattivo della pellicola, un personaggio che durante il film mostra tutta la sua ferocia - conclude Pirrotta - che sta nel limbo tra la pazzia e la ragione. E' un reietto, una sorta di cane randagio, ma c'è un risvolto che ovviamente non posso svelare. E’ un personaggio che ha dei tratti in comune con Calibano, il personaggio che ho interpretato a teatro ne La Tempesta di Roberto Andò. Negli ultimi due anni il cinema è entrato a gamba tesa nella mia vita. In questi giorni sono sul set di Il cattivo poeta, opera prima di Gianluca Iodice, in cui interpreto Benito Mussolini, mentre in autunno ho concluso le riprese de Il traditore di Marco Bellocchio, film che uscirà nel corso del 2019 e in cui interpreto Luciano Liggio».

Il primo re

Pirrotta (in basso a sinistra) in una scena de "Il primo Re" di Matteo Rovere

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