Dal libro alla scena

Francesco Piccolo e Pif: «Noi, che ci vestiamo un po’ così...»

Lo scrittore e sceneggiatore campano e il regista, conduttore, scrittore e attore palermitano insieme sul palco per lo spettacolo "Momenti di trascurabile (in)felicità" che, dopo la tournèe nazionale del 2018, riparte il 30 gennaio dal Teatro Biondo di Palermo

In attesa di vedere a marzo Pif nei panni di Paolo in Momenti di trascurabile felicità il film di Daniele Luchetti dal libro di Piccolo. Lo scrittore: «Con Pierfrancesco è stato subito grande feeling». Diliberto: «Di fronte al nostro look, diciamo casual, ci siamo subito detti “ah…. allora anche tu”»

Francesco Piccolo e Pif

Francesco Piccolo e Pierfrancesco Diliberto in arte Pif Nella foto a destra Francesco Piccolo e Pif protagonisti dello spettacolo teatrale “Momenti di trascurabile (in)felicità”

«Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio». In questa frase, c’è tutto il senso dell’ironia e dell’approccio apparentemente scanzonato alla vita che accomuna Francesco Piccolo e Pierfrancesco Diliberto in arte Pif. Scrittore, sceneggiatore e autore tv, il primo; regista, attore, autore e conduttore (da qualche mese anche scrittore con il suo … Che Dio perdona a tutti) il secondo, i due hanno approfondito la loro conoscenza solo di recente, ma per entrambi, il loro incontro è stato un po’ come guardarsi allo specchio e ritrovarvi una sorta di proprio alter ego. Una sintonia di pensiero e di sguardo sulla realtà, che ha spinto Francesco Piccolo sia a indicare Pif («ovviamente la scelta finale è stata del regista Daniele Luchetti», sottolinea) come protagonista del film Momenti di trascurabile felicità - che, tratto dal suo libro cult del 2010 e da lui co-sceneggiato, arriverà nelle sale il prossimo 14 marzo - sia a volerlo con sé nello spettacolo teatrale Momenti di trascurabile (in)felicità.

Francesco Piccolo Momenti di trascurabile felicità

Dopo una applauditissima tournée che ha portato lo scrittore campano, Premio Strega 2014 con il libro Il desiderio di essere come tutti e ora in libreria con l’ultimo L’animale che mi porto dentro, nei teatri italiani nella prima metà del 2018, lo spettacolo, prodotto da ITC2000, riparte dal 30 gennaio dal Teatro Biondo di Palermo. E nell’unica data siciliana, organizzata da Agave spettacoli, si terrà proprio il battesimo di questa nuova avventura che vedrà il palermitano Pif condividere il palcoscenico con l’autore casertano e misurarsi con gli aforismi tratti dai due libri di Piccolo Momenti di trascurabile felicità (2010) e Momenti di trascurabile infelicità (2015).
«Portare in teatro i miei libri – spiega Piccolo - e farli parlare proprio attraverso la mia voce è stata davvero una bella esperienza. A spingermi ad affrontare il palcoscenico è stato il piacere che ho sempre provato nel vedere la gente divertirsi e, considerato che in passato avevo già fatto delle letture, mi sono detto che non era poi tanto male l’idea di “metterci la faccia” dal vivo. Ammetto che il teatro mi sta conquistando sempre di più e visto che, dal cinema ai libri, ho sempre scritto seguendo le mie passioni, non escludo di potermi misurare presto con la drammaturgia. Per quanto riguarda Pif, invece, la scelta di averlo con me sul palcoscenico è stata naturale e quasi automatica. Si tratta di un’esperienza del tutto nuova, ancora anche un po’ da costruire, anche se è stato subito evidente che tra noi due c’è un grande feeling».

Francesco Piccolo Momenti di trascurabile infelicità

«Il debutto a Palermo – gli fa eco Pif – da un lato mi tranquillizza, in quanto, giocando in casa, conto sull’affetto dei miei concittadini e conterranei; dall’altro però so bene quanto il pubblico più affezionato sia spesso anche quello più critico. Quel che è certo è che sul palcoscenico saliranno due persone che, nonostante, un rapporto d’amicizia ancora recente, sembrano conoscersi da sempre. È davvero strano, ma non mi era mai capitato in passato di essere così in sintonia con qualcuno pur senza averci mai lavorato prima. Un esempio è legato al nostro modo di vestire: prima di conoscerci meglio, Francesco ed io ci eravamo sempre incontrati in situazioni glamour, vestiti in modo elegantissimo, ma quando ci siamo visti, la prima volta, al di fuori da quelle situazioni, ci siamo subito resi conto di quanto quello stile ci fosse imposto dalle occasioni e di fronte al nostro look, diciamo casual, ci siamo subito detti reciprocamente “ah…. allora anche tu”».

E da quel primo “allora anche tu” a tutti gli altri, il passo è stato breve. Per Francesco Piccolo, infatti, non poteva che essere l’artista palermitano a interpretare Paolo, il protagonista del film (girato anche a Palermo e con il sostegno della Sicilia Film Commission, vede nel cast, anche la palermitana Federica Victoria Caiozzo alias Thony) cui viene concesso, dopo la sua morte, di tornare sulla terra per un'ora e trentadue minuti, 92 minuti di bilanci in cui potrà fare i conti con le cose importanti della propria vita, o forse gli torneranno in mente solo momenti di trascurabile felicità.
«Mentre scrivevo – racconta Piccolo – mi era chiaro quale potesse essere l’aspetto e l’atteggiamento di quel personaggio che, in qualche modo, era anche un po’ il mio alter ego. E nella mia mente, Pif con quell’aria sia leggera sia seria, con quel suo fare un po’ così, che non lascia trapelare dove finisce la realtà e comincia la finzione, era già Paolo».

Momenti di trascurabile felicità il film

Una scena del film “Momenti di trascurabile felicità” di Daniele Luchetti, tratto dal libro di Piccolo: da sinistra Thony, Pif e i giovani Angelica Alleruzzo e Francesco Giammanco

E per Pif-Paolo potersi confrontare spesso con l’autore del libro, è stato un arricchimento. «Quando Francesco veniva sul set – racconta - dicevo sempre: ecco quello vero. Nel libro, nei suoi testi, nel catalogo di aforismi scritti da lui mi rivedo tantissimo e mentre li leggo mi sento davvero come se li avessi ideati io. Nel mio libro, ad esempio, racconto un episodio legato alla partita Italia-Brasile: qualche mese fa, leggendo il romanzo di Francesco che non avevo letto prima, mi sono accorto che lui, 8 anni prima, aveva praticamente scritto la stessa cosa. A quel punto, il mio libro era già in fase di revisione, l’ho chiamato, confessandogli il mio plagio involontario ma lui mi ha detto che potevo tranquillamente lasciare l’episodio».

Così, nella condivisione di uno stile pungente, eppure quasi vago ed indolente, i due artisti si ritroveranno in teatro per sciorinare davanti al pubblico quel perfido e irresistibile catalogo di eventi trascurabili, ma piantati nella vita di ognuno, che faranno dire a chi sta in platea, così come a chi ha letto i libri o vedrà il film “è vero, è successo anche a me”. «Di certo – spiega Piccolo – ci sarà anche qualche frangente in cui faremo intervenire il pubblico, chiedendo ai presenti quali sono quei momenti cui spesso danno poca importanza ma che di fatto compongono il loro sentirsi felici o meno durante l’esistenza quotidiana».
Uno spettacolo che, in fondo, ha anche un aspetto terapeutico, in quanto stimola le persone a soffermarsi su quanto di bello ci sia nelle proprie vite. E soprattutto uno spettacolo che mette insieme due artisti poliedrici che quasi sembrano completarsi a vicenda tanto che, alla richiesta a bruciapelo “dimmi a scelta un momento di trascurabile felicità o infelicità”, Francesco Piccolo guarda al globale sottolineando «quanta felicità ci sia, in fondo, negli italiani che resistono quotidianamente all’infelicità che si respira di questi tempi», mentre Pif si sofferma su quelle sciocchezze giornaliere che, facendo naufragare le piccole certezze, rovinano i brevi momenti di felicità: «come, ad esempio, il ragazzo che prepara un panino in una catena dove il procedimento è sempre uguale, e proprio in quel giorno e il quel momento sbaglia a preparare il tuo…».

mariaenzagiannetto@gmail.com

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