Vroom, motocicletta che passione

Tony Cairoli: «Farò meglio di Vale, vincerò il 10° titolo»

Un mese e mezzo fa ha sposato l’amata Jill ma è già proiettato al prossimo anno il 32enne fuoriclasse di Patti nove volte campione del mondo di motocross

Tatuate sulla sua schiena, le parole chiave del nove volte campione del mondo di motocross sono "velocità, fango e gloria". E Tony sogna di battere il record dell’amico Valentino Rossi: «Sono felicissimo di questo nono titolo, un titolo meritato dopo due anni difficili. Questa è stata una delle mie più belle stagioni e il prossimo anno punterò al 10° titolo per affiancare Everts nella storia del motocross e fare meglio del mio amico Valentino che nella MotoGp è fermo a quota nove»

Tony Cairoli

Il nove volte campione del mondo di motocross Tony Cairoli

«Velocità, fango, gloria». In queste tre parole tatuate sulla sua schiena ci sono tutti i segreti di Tony Cairoli il formidabile pilota messinese capace a 32 anni di vincere due mesi fa il nono titolo iridato in carriera nel motocross.
Una scalata ai vertici cominciata presto con la passione per le due ruote scattata ad appena 4 anni e grazie a papà Benedetto, che dopo aver comprato una mitica moto Italjet 50, vedeva il figlio girare a Patti sui terreni di famiglia, dando spettacolo. Poi, a 7 anni la prima gara e subito le prime vittorie che fanno capire il suo grande e puro talento.

Epiche e indimenticabili le sue gare nel Supermarecross con le tappe in Sicilia che richiamavano migliaia di appassionati. Sempre disponibile e un tantino timido nelle prime interviste, prima di scatenarsi in pista e nella sabbia già volava, come ha fatto 10 anni fa alla Plaia di Catania quando in occasione di una tappa del Supemarecross, accettò l’invito degli organizzatori e con due titoli iridati già in bacheca, regalò grande spettacolo sfrecciando sulla sabbia come se fosse in una pista.

Tony Cairoli

Il campione di Patti sul podio della vittoria

Tony poi di strada ne ha fatto ancora tanta con il Team De Carli, dopo aver mosso i primi passi in carriera con il M. C. Trinacria Messina dei fratelli Cutroneo e sono arrivati i primi titoli nella classe MX2 (2005 e 2007), i sei titoli consecutivi nella classe regina (2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, prima delle due stagioni 2015 e 2016 da dimenticare con infortuni e cadute che ne hanno «frenato» la scalata verso la conquista del 10° titolo, quello della stella per affiancare il suo idolo il grande pilota belga Stefan Everts che nella sua straordinaria carriera si era fermato a 10.
«Sono felicissimo di questo nono titolo - grida forte Tony che il 14 ottobre si è sposato con Jill, la bellissima ragazza olandese, sua fidanzata da ben 11 anni - un titolo meritato dopo due anni difficili ma noi ci abbiamo sempre creduto, la nostra squadra è stata sempre compatta e convinta che saremmo tornati a vincere. Questa è stata una delle mie più belle stagioni dove abbiamo avuto regolarità e costanza e vogliamo andare avanti, perché so che possiamo ancora migliorare e il prossimo anno punterò al 10° titolo per affiancare Everts nella storia del motocross e fare meglio del mio amico Valentino Rossi che nella MotoGp è fermo a quota nove. Questo è stato il mio primo titolo iridato con la Ktm 450, una moto con cui ho trovato un gran feeling».

Un nono titolo e la consapevolezza che a 32 anni Tony può ancora scrivere grandi pagine di storia del motocross mondiale e alle tre parole che ha tatuato sulla schiena «velocità, fango, gloria», Tony dovrebbe aggiungere altre due parole: fatica e sacrificio, quelli che sono serviti per dominare la scena sulla sabbia, un terreno dove prima di lui nessun altro italiano era riuscito a fare bene e per arrivarci ha dovuto lasciare giovanissimo la sua Patti per trasferirsi prima a Roma e poi in Belgio per allenarsi al meglio e diventare il numero uno.
«Adesso sulla mi strada trovo piloti che hanno anche 13 anni meno di me - confessa - e sai la gioia che provo a batterli». Nel 2015 e 2016 si era dovuto inchinare ai due nuovi campioni del motocrosos mondiale, il francese Romain Febvre, classe 1991 e lo sloveno Tim Gajser, classe 1996 e invece lui ci ha sempre creduto non ha mai mollato dando il massimo negli allenamenti tra il circuito di Malagrotta nei presi di Roma e il Belgio e curando al meglio l’alimentazione (predilige la dieta mediterranea: «Amo la pasta!») e solo in questa maniera è entrato nella storia di tutti gli iridati a due ruote.

E se Tony è arrivato sul tetto del mondo per rimanerci ancora a lungo lo deve ai due genitori che adesso non ci sono più: mamma Paola scomparsa nel 2011 e papà Benedetto che se ne è andato nel 2014. «Non vederli più a bordo pista - racconta sempre commosso Tony è sempre dura e continuo a correre sempre per loro. Mio papà aveva una grande passione per le moto, ma mio nonno non voleva e così lui ha trasmesso a me la passione per le due e se vinco è grazie a loro». Forza Tony il futuro è ancora tutto tuo, facci sognare ancora!

l.magri@lasicilia.it

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0