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Chi sarà il birraio del 2018?

L’appuntamento è dal 19 al 21 gennaio a Firenze per la nona edizione del Birraio dell’anno che riconosce il miglior artigiano della birra italiana. Un solo candidato siciliano, l’ibleo Marco Gianino, tra gli emergenti

Giunto alla nona edizione, l’evento vuole essere una “vetrina” per un settore che vanta eccellenze riconosciute e apprezzate a livello internazionale, un doveroso tributo a prodotti artigianali unici nati dalla maestria e dalla creatività dei nostri birrai. Nessun siciliano tra i 14 candidati alla vittoria finale per il premio principale. C’è, invece, un siciliano fra i candidati alla vittoria nella categoria emergenti ed è Marco Gianino del birrificio Yblon di Ragusa

Birraio dell'anno

L'edizione 2017 del Birraio dell'anno

Dal 19 al 21 gennaio, Birraio dell’Anno torna al teatro ObiHall di Firenze. Ideato e organizzato dal network Fermento Birra, il premio, che riconosce il miglior artigiano della birra italiana, darà vita ad un appuntamento imperdibile per ogni appassionato, ricco di emozioni birrarie garantite da un’offerta super-selezionata composta da oltre 150 birre artigianali alla spina prodotte da 25 birrifici italiani individuati dal voto dei 100 esperti interpellati.
Giunto alla nona edizione, l’evento vuole essere una “vetrina” per un settore che vanta eccellenze riconosciute e apprezzate a livello internazionale, un doveroso tributo a prodotti artigianali unici nati dalla maestria e dalla creatività dei nostri birrai, che durante la tre giorni saranno presenti all’evento pronti a raccontare la loro passione attraverso le loro birre.
Come da tradizione, domenica 21 gennaio, alle 16.30, il noto degustatore Lorenzo “Kuaska” Dabove avrà il compito di condurre la premiazione e pronunciare l’atteso nome del vincitore, sia del premio Birraio dell’Anno, che del Birraio Emergente, riconosciuto al produttore con meno di due anni di esperienza.

Il premio può essere considerato una sorta di “Pallone d’oro” della birra. Un premio unico nel suo genere che vuol riconoscere un birraio in carne ed ossa per il lavoro svolto nel corso di un intero anno, ben consapevoli dell’intimo legame tra birra artigianale e produttore. A differenza dei classici riconoscimenti, non intende valutare la bontà di una birra in un preciso momento, ma piuttosto la bravura tecnica del birraio, la sua filosofia, la costanza qualitativa dei prodotti in un intero anno. Un approccio che ha permesso di superare alcuni limiti di molte competizioni dedicate alle birre artigianali, come quello delle classificazioni che caratterizzano i principali concorsi (data l’oggettiva difficoltà ad inquadrare soprattutto i tanti prodotti nostrani) o di evitare la premiazione di quelle che potremo definire “birre da concorso”, birre a volte fortuite, difficilmente reperibili dal consumatore e spesso ancor più difficilmente ripetibili dal birraio.

La valutazione deve riguardare la produzione nel suo complesso considerando le birre prodotte durante l’anno in bottiglia e/o in fusto. La costanza qualitativa da valutare va intesa come assenza di difetti, valutata sulla produzione dell’intero anno. Stabilità intesa anche come capacità di saper riprodurre una determinata birra. È da preferire dunque un birraio che produce sempre buone birre, ad un altro che produce birre sufficienti e raramente birre ottime.

Ad eleggere il più bravo oltre 90 esperti italiani (giornalisti, publican, degustatori, giudici, operatori del settore), che con il loro voto nomineranno il Birraio dell’Anno e il Birraio Emergente. La lista complteta dei candidati e dei giudici su www.birraiodellanno.it. Nessun siciliano tra i 14 candidati alla vittoria finale per il premio principale. C’è, invece, un siciliano fra i candidati alla vittoria nella categoria emergenti ed è Marco Gianino del birrificio Yblon di Ragusa.

Marco Gianino

Marco Gianino

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