I love tattoo

Maria Giovanna Martello, tatuarsi con la testa e il cuore

La graphic designer catanese ha condensato nei suoi 4 tatuaggi i pilastri della sua esistenza: l’amore come quello delle fiabe, infinito e senza tempo, il coraggio e la zampetta del suo gatto

Amante dei viaggi, la 30enne etnea è la tipica ragazza della porta accanto, una di quelle persone con cui è possibile parlare di tutto, seppur la si conosce da poco. A levare ogni dubbio sul suo essere, ci pensano i suoi tatuaggi. Quattro, almeno finora, ciascuno dei quali racconta i pilastri della sua personalità

Il tatuaggio di Maria Giovanna Martello

"Once upon a time" intgrecciato col simbolo dell'infinito campeggia sul dorso di Maria Giovanna Martello

Un viso pulito, occhi sinceri e un carattere ermetico. Maria Giovanna Martello è la tipica ragazza della porta accanto: ha 30 anni, è un graphic designer e ama viaggiare. Insomma, una di quelle persone con cui è possibile parlare di tutto, seppur la si conosce da poco. Forse per questo camaleontica, ma non ambigua. D’altronde, a levare ogni dubbio sul suo essere, ci pensano i suoi tatuaggi. Quattro, almeno finora, ciascuno dei quali racconta i pilastri della sua personalità: il segno dell’infinito, che rimanda alla magia senza tempo e senza spazio delle favole; aut omnia aut nihil che dice tutto di lei… o niente; un punto e virgola come segno di coraggio, e la zampetta del suo Amore, il nome del gatto da cui non si riesce a separare.

Maria Giovanna Martello

"Aut omnia aut nihil" tatuato sul braccio sinistro di Maria Giovanna Martello, fotografia di Laura Carla D'Urso

Trent’anni e quattro tattoo: pochi se rapportati alla moda e ai tempi. A quanti anni hai fatto il primo?
«Appena due anni fa, anche se avrei voluto tatuarmi quando avevo diciotto anni. Ciò che mi ha sempre trattenuto è stata l’incertezza. Non avevo ancora le idee chiare riguardo l’immagine e temevo di essere spinta dal bisogno di esprimermi. Come tutti gli adolescenti, stavo attraversando un periodo di instabilità e non volevo correre il rischio che il tatuaggio fosse rimasto legato a un periodo della mia vita piuttosto che alla mia personalità. Soprattutto, non volevo essere trascinata dalla moda. Mi sono decisa solo quando ho sentito l'esigenza di imprimere sul mio corpo un concetto che era parte di me, da sempre. A seguito di un’esperienza ho capito che niente e nessuno avrebbe mai potuto cambiare un'idea così radicata».

Cosa rappresenta il primo tatuaggio?
«Il simbolo dell’infinito che si intreccia con la frase Once upon a time..., ovvero C'era una volta... È il cappelletto con cui iniziano le storie della buonanotte che raccontano i genitori ai figli e dal lieto fine assicurato. L’infinito, invece, è l'idea del “per sempre”, dell'amore vero che dura tutta la vita. Rappresenta il mio essere sognatrice in un mondo fin troppo cinico ed egoista».

Ricordi ancora l'emozione della prima volta?
«Non è passato molto tempo, ma credo che non la dimenticherò mai. Ho avuto la sensazione che qualcosa di mio, che era lì da sempre, fosse ancora più visibile al mondo: a questo ho donato qualcosa di me, permettendomi di ritrovare l’equilibrio interiore che mi mancava per essere in pace con me stessa».

Ogni singolo tattoo, dunque, ha un significato particolare...
«Si. Sono legati al mio essere, ad un momento della mia vita e al mio amico a quattro zampe, il mio gatto, che mi accompagna da quasi 8 anni».

Hai mai pensato che un giorno potresti pentirtene?
«Non credo che ciò potrà mai accadere. Sono stati pensati tutti con la testa e con il cuore. Ho impresso dei colori sul mio corpo per esprimere me stessa: se dovessi tatuare la mia anima sulla pelle, non credo basterebbe un solo corpo… ».

Cosa pensi di chi dà ai tatuaggi un valore puramente estetico?
«Credo che, a prescindere dall’edonismo, tutti i tatuaggi abbiano un valore comunicativo. Sulla mia persona preferisco legarli ad un significato, ma non mi sento di giudicare chi lo fa per uno scopo puramente estetico. Ciascun tattoo, ovviamente, racconta comunque qualcosa: gusti, tendenze, stile di vita, senso di appartenenza e voglia di apparire. Ma quella, oggigiorno non manca».

pierangelacannone88@gmail.com

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