Globetrotter su due ruote

I coniugi Coco: «Continuiamo il giro del mondo in moto»

Sabato 13 ottobre al Municipio di Zafferana Etnea presentano "Nulla è meglio di esserci" libro edito da Algra editore in cui raccontano la prima parte del loro straordinario viaggio

Dopo aver già attraversato 9 stati e 3 continenti per il loro viaggio intorno al mondo su due ruote, Sebastiano Coco e sua moglie Venera Eleonora Russo, mototuristi di Zafferana Etnea, sono appena rientrati dal Sud America dove hanno visitato Cile e Perù

Coco on the road

Sebastiano Coco e Venera Eleonora Russo a Machu Picchu, in Perù

Gli appassionati di mototurismo li conoscono bene, perché Sebastiano Coco e sua moglie Venera Eleonora Russo sono i due audaci motociclisti di Zafferana Etnea che qualche tempo fa hanno deciso di realizzare un grande sogno: il giro del mondo su due ruote (sul sito www.cocoontheroad.it). Lo scorso anno hanno concluso il primo step della loro straordinaria impresa, quello che li ha visti attraversare nove stati e tre continenti (Europa, Asia ed Oceania) in quattro mesi e mezzo di viaggio e 31.000 chilometri, percorsi a bordo della loro BMW 1200 GS Adventure, che ora hanno raccontato nel libro Nulla è meglio di esserci (pubblicato da Algra editore), che sabato 13 ottobre alle ore 18.30 presenteranno al Municipio di Zafferana Etnea.

Coco on the road -  Deserto di Atacama

I coniugi Coco nel deserto di Atacama

Archiviata – si fa per dire – la prima parte del loro straordinario viaggio, Sebastiano e Venera (impiegato lui, preside lei) continuano a viaggiare per il mondo, e già quest’estate sono partiti alla volta del Sud America per un itinerario che è partito da Santiago del Cile e li ha portati fino a Lima, in Perù. Questa volta, in un mese e mezzo di viaggio durante il quale hanno percorso 8.000 Km, hanno viaggiato a bordo di una Honda Transalp del 2003 che, inizialmente, avevano previsto di lasciare in Sud America.
«Abbiamo valutato che la nostra BMW, nonostante avesse un serbatoio più capiente – racconta Sebastiano – fosse troppo pesante per il tipo di strade che avremmo dovuto affrontare. Così abbiamo optato per una motocicletta più leggera e agile, ottimale per gli sterrati, e poi perché oltre ad essere una moto estremamente affidabile, è facile da riparare in caso di guasti. L’idea iniziale era quella di lasciarla lì fino al nostro ritorno, perché ci portasse fino in Patagonia, ma è stata “eroica”. Come si può abbandonare una moto che è stata parte integrante del tuo viaggio?».

Coco on the road libro

La copertina del nuovo libro


«Abbiamo attraversato tutto il Cile – aggiunge Venera - da Sud a Nord: Valparaiso, La Serena, Caldera fino al Perù, addentrandoci nel deserto di Atacama, il più arido del pianeta, dove siamo a riusciti a trovare la Mano del Deserto, l’opera dell’artista cileno Mario Irarrázabal, e abbiamo visto lagune salate e fenicotteri di tutti i colori. Ricordo che abbiamo percorso 40 km ininterrotti di rettilineo, dove da una parte e dall’altra c’era solo deserto rosso, un tormento».
Anziché risalire verso la Bolivia, coperta dalla neve, i coniugi Coco sono andati dritti verso il Perù, che hanno visitato a tappeto.
«In Perù eravamo molto preoccupati – continua Venera - per noi anzitutto, ma anche per la moto, che a queste altitudini avrebbe potuto dare qualche problema di prestazione. Siamo arrivati fino a 5.000 metri e a -7°… mai sentito così tanto freddo. Abbiamo proceduto piano piano e ci siamo aiutati masticando foglie di coca a cui io, a dire il vero, ho preferito delle caramelle. Questo ci ha salvaguardati: in albergo abbiamo incontrato diversi turisti con la bombola di ossigeno».

Coco on the road Perù

Venera Eleonora Russo con alcuni bambini peruviani


E se dal primo step di questa straordinaria impresa Sebastiano e Venera si sono portati a casa il sorriso della gente di tre continenti, questa volta sono tornati in Sicilia con il ricordo di paesaggi naturalistici mozzafiato, ma anche di una miseria senza eguali. «I peruviani sono poverissimi, molto più che i cileni – raccontano -. C’è molta sporcizia, la gente vive in case di fango e in condizioni igienico sanitarie molto precarie. Una miseria a cui fa da contrasto il colore vivacissimo dei loro abiti, tessuti in modo artigianale e colorati in modo naturale».
E adesso? Il terzo step del Coco on the road – il Giro del mondo in moto prevederebbe ora la Patagonia, ma...
«Penso che possa aspettare – dice Sebastiano –, mi piacerebbe ripartire dal Sudafrica».
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