La storia

Orazio, il babbuino che nessuno voleva

Dopo dieci anni la scimmia “orfana” di Bronte è stata adottata dal veterinario Santo Fragalà, che ha prontamente risposto a una vera e propria richiesta di aiuto, e che gli ha dato una nuova casa nella sua fattoria didattica di Trecastagni dove oggi vive insieme a Teresa

Circa un anno fa un curatore, su richiesta di un magistrato, ha contattato il veterinario Santo Fragalà proponendo l’adozione di una coppia di scimmie che si trovavano a Bronte, all’interno di una villa ormai abbandonata da anni, perché il loro proprietario era morto e gli eredi non avevano come prendersene cura

Babbuini Teresa e Orazio

I babbuini Teresa e Orazio

Quella di Orazio è la storia eccezionale di un essere straordinario che ha avuto un lieto fine grazie all’impegno e alla caparbietà di un veterinario che non lo ha voluto abbandonare al suo destino incerto. Orazio da un mese vive a Trecastagni all’interno della fattoria didattica creata da Santo Fragalà. Una fattoria particolare perché oltre ad accogliere oche, galline, maiali e pecore, ospita anche dromedari, ibis, pecore del Camerun, gufi reali, aquile, e da un mese anche due babbuini.
«Le fattorie cambiano e sono diverse in ogni parte del mondo - spiega Fragalà che è un appassionato di animali e anzitutto un veterinario -, nelle fattorie africane da cui ho preso spunto, ad esempio, gli animali da allevamento e da aia convivono con specie selvatiche».

Il luogo ideale per un babbuino in cerca di collocazione. Sì, perché Orazio non è stato “comprato”, ma adottato da Santo Fragalà che ha prontamente risposto a una vera e propria richiesta di aiuto.
«Circa un anno fa – racconta il veterinario – mi ha contattato un curatore, su richiesta di un magistrato, proponendomi l’adozione di una coppia di scimmie che si trovavano a Bronte, all’interno di una villa ormai abbandonata da anni, perché il loro proprietario era morto e gli eredi non avevano come prendersene cura».

Santo Fragalà

Santo Fragalà

Inizia così la storia di Santo Fragalà e Orazio, un babbuino di 20 anni e 18 chili, che ha trascorso gli ultimi 12 anni della sua vita in una gabbia circondata da vegetazione spontanea, senza contatti con l’uomo se non quello con il custode che gli portava da mangiare.
«La condizione di questi due babbuini era molto complicata – continua Fragalà - anzitutto perché si tratta di una specie inserita nell’allegato A del Decreto del Ministero dell’Ambiente (ovvero l’elenco delle specie di cui è proibita la detenzione, nda): prima di contattarmi so che avevano provato a ricollocarli in uno zo, ma sono stati rifiutati».
Santo Fragalà, invece, ha subito accettato la proposta di adozione e si è messo a lavorare per assolvere tutte le pratiche burocratiche necessarie. Non poche.
«E’ stato lungo e faticoso ma posso dire che ne è valsa la pena – racconta -. Dopo aver chiesto il consenso agli eredi e alla Prefettura, è stato un via vai di ingegneri e architetti per costruire una gabbia idonea che alla fine è stata autorizzata sia dal Comune che dell’Azienda sanitaria locale. Ma lo scoglio più difficile è stato quello dei documenti: Orazio non li aveva, forse non li ha mai avuti o forse sono stati smarriti. E’ stato un problema».

Orazio e Santo Fragalà

Orazio e Santo Fragalà

Intanto il tempo passa e lo scorso gennaio la femmina della coppia è morta, lasciando Orazio improvvisamente solo.
«Il magistrato mi chiese se volevo rinunciare all’adozione, ma non ci ho pensato nemmeno. Orazio doveva essere tirato fuori da quella situazione, l’ho sentito come un dovere, anzi ora dovevo anche trovargli una compagnia».
E non una compagnia qualsiasi, considerato che Orazio è un po’ aggressivo, ma un femmina adulta che potesse tenergli testa. Una femmina dominante.

«Grazie al passaparola sono entrato in contatto con un circo di Olbia che, avendo chiuso, cercava una nuova collocazione per i suoi animali. Così ho incontrato Teresa, un dolcissimo babbuino di 10 anni che sono andato a prendere personalmente. Con i proprietari del circo si è instaurato un ottimo rapporto e ci sentiamo ancora».
Teresa è arrivata in Sicilia un mercoledì di settembre, dopo un sereno viaggio in nave. Cosa diversa, invece, per Orazio ...
«Dopo tre giorni dall’arrivo di Teresa sono andato a prendere Orazio. Appena mi sono avvicinato alla gabbia ha avuto una reazione violenta. Lo abbiamo dovuto sedare per trasportarlo. Ricordo ancora che quando lo abbiamo portato via il suo custode, nonostante fosse felice che Orazio avesse trovato casa, piangeva…».

Babbuino Teresa

Babbuino Teresa

Quando Orazio si è risvegliato si è ritrovato nella nuova casa di Trecastagni: un posto confortevole, con tanto cibo a disposizione e con una nuova compagna....
«I primi sette giorni li ho tenuti separati, non sapendo quale reazione potesse avere Orazio, ma quando ho visto che si accoppiavano attraverso la rete, ho capito che si erano accettati».

Oggi Teresa ed Orazio sono una coppia, dormono insieme abbracciati e lui si è parecchio rasserenato. Trascorrono le loro giornate mangiando anzitutto, ma anche prendendo il sole, giocando e facendo grooming.
«Ogni tanto litigano, come tutte le coppie. Io starei ore ad osservarli, sono straordinari, ci somigliano in modo sorprendente. Quando per esempio Teresa rimprovera Orazio, lui abbassa lo sguardo e con la mano pulisce il pavimento, come se si mortificasse. Viceversa, mai guardare troppo Teresa… Orazio è molto geloso».

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