L'artista

Michelangelo Lacagnina, il designer nisseno alla corte di D&G

Dopo aver realizzato 10 dei 100 frigoriferi della linea ad edizione limitata "Sicily my Love", l’artista continua a collaborare con la celebre maison senza trascurare le sue creazioni adesso esposte a Milano nella collettiva "Omaggio a Frida"

Il suo nome e la sua arte si legano a doppia mandata con quelli di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, ma in maniera particolare con Domenico Dolce, entrambi siciliani e con i colori, gli odori ed i sapori dell’Isola nel cuore. Lacagnina è uno degli artisti scelti, qualche tempo addietro, per dipingere i frigoriferi d’arte della Smeg firmati D&G per la serie "Sicily my love". Il prossimo impegno del designer nisseno, che oramai è entrato nell’alveo degli artisti italiani che contano, è "Omaggio a Frida", una collettiva dedicata a Frida Kahlo per la quale esporranno a Milano 60 artisti provenienti da tutta l’Europa

Michelangelo Lacagnina

Il designer e artista nisseno Michelangelo Lacagnina

E’ luminoso e moderno, non troppo grande, lo studio di Michelangelo Lacagnina. Le pareti raccontano la Sicilia: quadri, serigrafie, donne con le camicie a sbuffo e i cannoli in mano ed in testa, è un tripudio di colori l’arte di questo designer nisseno che ha conquistato lo stilista Domenico Dolce qualche anno fa. I colori delle sue tele corrispondono alla gioiosità del suo sorriso, quello con il quale ci accoglie aprendo la porta. E’ essenziale nell’arredamento e pure così accogliente ed elegante il luogo in cui crea. Il suo nome e la sua arte si legano a doppia mandata con quelli di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, ma in maniera particolare con Domenico Dolce, entrambi siciliani e con i colori, gli odori ed i sapori dell’Isola nel cuore. Lacagnina è uno degli artisti scelti, qualche tempo addietro, per dipingere i frigoriferi d’arte della Smeg firmati Dolce e Gabbana per la serie Sicily my love: cento esemplari in edizione limitata che adesso sono in giro per il mondo.

Michelangelo Lacagnina serie Sicily my love

"Taratatà", due frigoriferi firmati da Michelangelo Lacagnina per la serie "D&G Sicily my love" di Smeg

Dieci sono quelli realizzati da Lacagnina, ogni pezzo è unico ed ha un nome legato a ciò che rappresenta: i Paladini di Sicilia, la terra, il sole, il mare. Ma tra tutti gli artisti scelti dai due stilisti, Micheleangelo Lacagnina è rimasto a far parte della famiglia D&G, infatti sta già lavorando ad alcuni nuovi progetti (segretissimi) con il marchio di alta moda.

Michelangelo Lacagnina Sicily my love

Ancora un frigorifero firmato da Michelangelo Lacagnina, tema la mattanza

 

«Dovete fare cose che suscitano emozioni mi ha detto Domenico Dolce una delle prime volte che l’ho incontrato, perché l’amore e la bellezza portano la Sicilia per il mondo» racconta. La sua storia artistica parte da lontano, a soli cinque anni cominciò a disegnare le carte siciliane, una riproduzione perfetta delle quaranta carte. Poi l’istituto d’arte, il diploma, la laurea in architettura e la specializzazione in scenografia e interior designer. Ha iniziato a lavorare nel 1993, e non si è mai fermato. La svolta reale lo scorso anno, quando ha avuto inizio l’avventura con Dolce & Gabbana che gli è anche valsa l’esposizione della sua personale Dolci Suggestioni di Sicilia, tra gli eventi collaterali organizzati in occasione del G7 a Castelmola, dove è stato esposto anche uno dei suoi frigoriferi d’arte che l’indomani è subito volato in America perché acquistato da un ricco collezionista.

Michelangelo Lacagnina Barcaccia

"Barcaccia" opera del 2003


«Sai in quella sedia dove sei seduta, prima di te si è seduto Larsen Montenesi, - si ferma, ride, e continua - forse a te non dirà nulla, ma lui è uno dei direttori creativi della Dolce & Gabbana, quello che ha seguito il progetto Sicilia. Quando ha visto i miei quadri mi ha detto di non cambiare stile, di mantenere quella leggerezza che si differenzia dai carrettisti. Pensa, è arrivato da Milano a Caltanissetta per incontrarmi e parlare, non ci credevo quando ho ricevuto la telefonata che mi annunciava la sua visita». Quello tra Lacagnina e Domenico Dolce è un rapporto che si è consolidato nel corso dei mesi fino a che lo stilista gli ha aperto le porte della sua casa siciliana, a Polizzi Generosa, per fargli dipingere una delle stanze. «Domenico dice che quello che dipingo gli ricorda la sua infanzia, e per questo probabilmente ha voluto che gli dipingessi le pareti della casa natìa».

Michelangelo Lacagnina Portatore di pesce

"Portatore di pesce", opera del 2002

 

Michelangelo Lacagnina non si sbilancia, non racconta con facilità il rapporto con il grande stilista, quasi a voler ammantare di pudore qualcosa che è diventato personale e non più solo lavorativo, come dimostrano i regali che lo stilista ha inviato a sua moglie e a sua figlia «inaspettati e graditissimi». E poi i momenti di conviviale spensieratezza vissuti assieme in una calda estate a Polizzi Generosa, e i pranzi in campagna con modelle, attori e gente del mondo dello spettacolo. Dice e non dice Michelangelo, come a non voler svelare un’intimità che ha capito essere necessaria per chi della sovraesposizione fa un lavoro, e la riservatezza diventa la cifra dei rapporti. E allora parliamo d’arte. Sono i gialli e i rossi, i colori accesi quelli che danno vita alle opere di Suggestioni mediterranee, la collezione più recente, e Dolci suggestioni di Sicilia dedicata alle delizie culinarie della nostra terra. Le sue donne Letizia e Delizia con i cannoli, le cassate e gli arancini, sono state anche ispirazione per la famosa sfilata di Palermo di D&G: le modelle con le maniche delle camicie a sbuffo e le pettinature con i cannoli e le cassate, sembrano essere uscite da un quadro di Michelangelo Lacagnina. Pop art mediterranea, così è stato definito il suo stile da Sara Arnout, la curatrice delle sue due ultime mostre nonché proprietaria della famosa galleria Spazio Arte Arnout di Milano. Nella mostra Sicilian art factory la sicilitudine, così come la definiva Leonardo Sciascia, ritorna sempre nella produzione di Lacagnina, o meglio, è il motore di tutto quello che dipinge: «Io sono siciliano e la Sicilia è in me, mi riconosco in tutto quello che dipingo».

Michelangelo Lacagnina La lampara

"La lampara" opera del 2003

 

Adesso lo aspettano altre mostre, sempre a Milano, che adesso è diventata la sua patria artistica. Il prossimo impegno del designer siciliano, che oramai è entrato nell’alveo degli artisti italiani che contano, è Omaggio a Frida, una collettiva dedicata a Frida Kahlo per la quale esporranno all’istituto Cervantes dal 16 febbraio 60 artisti provenienti da tutta l’Europa. Michelangelo Lacagnina dipinge, scolpisce, intaglia, colora, crea con la solarità di un uomo siciliano e l’eleganza di un nobile d’altri tempi. A chi gli chiede cosa vuol fare da grande risponde: «Andare in un luogo dove il sole non manca mai, con un mare cristallino che allevia le mie fatiche per poter dipingere fino allo stremo delle mie forze».

Michelangelo Lacagnina Frida

“Frida” di Michelangelo Lacagnina che sarà esposto all’Istituto Cervantes di Milano per “Omaggio a Frida”

 

ivanabaiunco@gmail.com

 

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