Il personaggio

Davide Sammartano: «"Notre Dame" mi ha fatto innamorare del musical»

In "Mary Poppins Il musical", che debutta il 13 febbraio e replica fino al 13 maggio al Teatro Nazionale di Milano, l’attore e performer palermitano affiancherà, nei panni di Bert lo spazzacamino, la protagonista Giulia Fabbri: «Bert è il personaggio più brillante, una persona risolta»

L’amore per il teatro cantato e ballato dell'attore e performer palermitano, coprotagonista nel ruolo dello spazzacamino in "Mary Poppins il musical", è nato nel 2002, quando bambino vide lo spettacolo di Cocciante a Taormina: «Fui rapito già dalla prima canzone». Ha fatto un laboratorio con Filippo Timi per un "Riccardo II" horror, vorrebbe tentare il cinema e sogna di fare "The Phantom of the Opera": «Accetterei qualsiasi ruolo»

Giulia Fabbri e Davide Sammartano in Mary Poppins

Giulia Fabbri e Davide Sammartano (Bert, lo spazzacamino) in "Mary Poppins"

Sono tre mesi da protagonista quelli che aspettano Davide Sammartano. Il 25enne palermitano, infatti, dal 13 febbraio si calerà ogni giorno nei panni di Bert, lo spazzacamino amico di Mary Poppins, nella versione italiana del musical omonimo basato sulle storie di Pamela Lyndon Travers e sull’omonimo film della Walt Disney del quale, più o meno tutti, almeno una volta nella vita abbiamo canticchiato Supercalifragilistichespiralidoso. Il musical, originariamente messo in scena da Disney Theatrical Productions e Cameron Mackintosh, è allestito per la prima volta in Italia e in lingua italiana, con Giulia Fabbri nel ruolo di Mary Poppins, le musiche dal vivo e la produzione di World Entertainment Company al Teatro Nazionale di Milano dove resterà in cartellone fino al prossimo 13 maggio. «Il nome esatto di Bert è Herbert, ma quasi nessuno lo sa. E nel racconto è il personaggio più brillante perché, banalmente, è una persona risolta», sottolinea Davide. «L’unica cosa da definire, semmai, è il tipo di rapporto che lega Mary e Bert, un ragazzo povero che nel corso della storia è spazzacamino, pittore, onemanband», continua il performer siciliano che per il suo secondo ruolo da protagonista ha affrontato una trafila di audizioni andate avanti per un anno e mezzo.

Davide Sammartano

Davide Sammartano

«Quello per Mary Poppins era un bando aperto, significa che chiunque poteva candidarsi inviando un video – ricorda -. Dopo averlo fatto ed essere stato convocato per un call back in cui ho presentato altre parti davanti al team creativo, nessuno si era fatto sentire. Così ci avevo messo una pietra sopra. Invece poi una terza audizione è stato risolutiva ed eccomi qui».
Il “qui” di Davide Sammartano è trovarsi sul palco con Gipeto (nel doppio ruolo dell’ammiraglio Boom e del presidente della banca) e Alice Mistroni (la signora Winifred), due dei suoi insegnanti della Scuola del Musical di Milano la cui direzione artistica fino al 2016 è stata affidata a Federico Bellone, il regista di Mary Poppins. «Non riesco ancora a crederci – ammette – Devo tanto a Gipeto che è stato un severo professore di recitazione, ma è riuscito a dare una svegliata, non soltanto professionale, a chi è stato disposto ad ascoltarlo: io sono stato uno di quelli che ha fatto innamorare ancora di più dell’arte».

L’innamoramento di Davide Sammartano per il musical, però, risale a molto tempo prima quando nel 2002, poco più che bambino, fu ammaliato da Notre Dame de Paris. «Lo vidi a Taormina con tutta la famiglia, e dopo la prima canzone Il tempo delle cattedrali ero già completamente rapito», ricorda. «Poi al liceo classico, l’Umberto I di Palermo, fui il Gobbo in una versione amatoriale di quel musical. Quando poi la psicologa scolastica, durante un colloquio di orientamento, mi chiese se mi era mai passato per la testa di fare del musical il mio mestiere cominciai a pensarci seriamente».
La scuola di musical («Presentarmi alle audizioni per me che non avevo mai ballato non fu una passeggiata, tanto che non sapevo se essere più preoccupato di essere ammesso o di essere respinto»), però, non è stato l’unico impegno degli anni milanesi di Davide. Il papà, ex direttore generale della Sanità regionale siciliana, e la mamma, professoressa d’inglese, si sono fatti promettere che insieme all’arte ci sarebbe stato anche qualcos’altro. «Sono stati tre anni di studi serrati: dalle 9 alle 18 tra canto, ballo e recitazione, e in tram, nel tragitto da casa alla scuola, e la sera quelli per il mio piano B che è una laurea triennale in Economia alla Statale di Milano e una specialistica in Mercati e strategia d’impresa all’Università Cattolica che ho conseguito a dicembre», dice Sammartano con malcelata soddisfazione. «I miei genitori dopo aver accusato il colpo di sapere che volevo dedicarmi a un lavoro artistico mi hanno incoraggiato, a ragione, a voler tenere gli occhi bene aperti, ricordandomi che il mestiere dell’attore non è tutto rose e fiori. Per questo non intendo mettere la laurea nel cassetto, ho già cominciato a mandare curriculua dappertutto perché vorrei sfruttare le soste tra i vari contratti per fare esperienza», ammette dimostrando un’invidiabile infaticabilità.

Mary Poppins non è il primo lavoro di Sammartano. Prima ci sono stati una replica di Sunset Boulevard e Fame. «Facevo parte – continua - dell’ensemble con i coveraggi di alcuni dei protagonisti, tra questi anche quello di Dave interpretato da Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio in Giulietta e Romeo. Ama e cambia il mondo, ndr) che si infortunò dopo qualche replica. Così toccò a me sostituirlo per un po’».
Fino a qualche tempo fa, invece, Davide Sammartano è stato Oliver, lo sfortunato innamorato di Love Story nella versione musicale del film con Ryan O’ Neal e Ali McGraw. Con lui sul palco c’era anche la fidanzata, conosciuta proprio alla Scuola del Musical, Maria Giulia Olmi. «Condividere la vita e le passioni è impagabile», ammette il perfomer siciliano che sogna di fare The Phantom of the Opera («Accetterei qualsiasi ruolo») e non disdegna la prosa. «Ho partecipato a un entusiasmante laboratorio di Filippo Timi per la messa in scena di un Riccardo III in chiave horror e non mi dispiacerebbe nemmeno provare con il cinema. Mi mancano, però, gli agganci giusti e non ci sono “open call” come per il musical. Quindi – conclude - forse proverò col doppiaggio».

Davide Sammartano e Maria Giulia Olmi in Love Story

Davide Sammartano e Maria Giulia Olmi in "Love Story"

Prima, però, ci sono tre mesi di repliche di Mary Poppins con mamma, papà e Sergio («Il mio fratello maggiore che mi ha sempre sostenuto») che il 22 febbraio, il giorno della “prima” ufficiale, lo applaudiranno dalle prime file.

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