L'intervista

Catena Fiorello: «La prevenzione è la nostra salvezza»

Nel giorno della Festa delle donna la scrittrice siciliana rivela che lo scorso anno è stata operata per un tumore al seno, superato grazie al lavoro svolto con l’associazione Susan G. Komen Italia: «E’ fondamentale scoprirlo per tempo, non bisogna mai dimenticarlo»

Catena Fiorello svela quello che per mesi è stato un suo segreto e che oggi ha deciso di rendere pubblico al fine di poter sensibilizzare sempre più persone sull’importanza della prevenzione. Un anno difficile ma allo stesso tempo pieno di soddisfazioni per la scrittrice siciliana che, oltre ad aver rieditato la scorsa primavera il romanzo "Picciridda", ha anche pubblicato lo scorso dicembre il libro "Un amore fra le stelle"

Catena Fiorello

Catena Fiorello

«Oggi nella giornata di celebrazione della festa della donna desidero ricordare a tutte le donne l’importanza della prevenzione grazie alla quale ho potuto tutelare la mia salute scoprendo per tempo lo scorso anno un carcinoma al seno».
Con queste parole Catena Fiorello ci svela quello che per mesi è stato un suo segreto e che oggi ha deciso di rendere pubblico al fine di poter sensibilizzare sempre più persone sull’importanza della prevenzione. Un anno difficile ma allo stesso tempo pieno di soddisfazioni per la scrittrice siciliana che, oltre ad aver rieditato la scorsa primavera il romanzo Picciridda (con la Giunti editori), ha anche pubblicato lo scorso dicembre il libro Un amore fra le stelle edito da Baldini & Castoldi.

Catena la pubblicazione di Un amore fra le stelle è stata una scommessa assai coraggiosa…
«Sì, e per questo desidero ringraziare pubblicamente Elisabetta Sgarbi per avermi dato la possibilità di realizzare e pubblicare questo libro in pochissimo tempo. Un sogno rivoluzionario che avrebbe potuto avere una vita brevissima e invece…».

E invece, nonostante si tratti di una fiaba (apparentemente) natalizia, continua la sua ascesa riscuotendo grande successo.
«Fortunatamente si! Vengo contattata anche da molte insegnanti che mi chiedono di presentare il libro ai loro studenti per trasferire i valori espressi dai due protagonisti della fiaba, Babbo Natale e la Befana. Nel libro i due personaggi escono fuori dal limite temporale affinché possano incontrarsi in un qualsiasi periodo dell’anno per raccontare una storia universale di grande amicizia tra due persone apparentemente diverse ma che in realtà diverse non sono».

Catena FiorelloCatena Fiorello

Sin da bambina sei stata molto attratta dal personaggio della Befana, perché?
«Ritengo che sia tra i modelli femminili che potrebbero costituire un punto di riferimento per le bambine. E’ un personaggio che coniuga intelligenza, fascino, coraggio, capacità, intraprendenza e indipendenza, non segue la moda e neppure i diktat degli altri».

Un amore fra le stelle lo definisci una fiaba da adulti che va bene anche per i bambini. Secondo te sarebbe adatto anche come prodotto televisivo?
«Lo vedrei bene… Immagino Nino Frassica che interpreta Babbo Natale e Monica Guerritore, con la sua spiccata personalità, la Befana».

La Sicilia ti accoglie sempre a braccia aperte, appena un mese fa sei ritornata nella tua Augusta per incontrare i tuoi lettori…
«Un momento di forte aggregazione e di grande successo che ho condiviso assieme a Concita De Gregorio con la quale abbiamo scelto di narrare la fiaba passando per il racconto della mia città».

Oggi nell’era dei social esiste non solo un pubblico fisicamente presente ma anche quello dei follower…
«Ognuno di noi ormai è vittima o comunque dipendente dal meccanismo dei social il che un po’ mi preoccupa soprattutto se penso ai giovani che interagiscono solo (o quasi) attraverso queste forme di comunicazione senza possedere degli strumenti per potersi difendere».

Grazie ai social hai conosciuto la bambina ritratta nella cover di Picciridda.
«Ecco, questo è uno di quei casi in cui il social ha un senso! Ho conosciuto la ragazzina ritratta nella foto da me scelta grazie alla madre che mi ha contattata attraverso facebook, diversamente non avrei mai saputo neppure il suo nome. Ricordo che quando mi fecero selezionare la foto la scelsi perché mi colpì l’intensità del suo sguardo, nonostante tutto esprimeva una gioia lacerante».

Una compagna sempre al tuo fianco è mamma Sara.
«Dico sempre che se non fosse mia madre sicuramente la sceglierei come amica e tengo a sottolineare che il rapporto che ho con lei è quello autentico tra genitori e figli. Ancora oggi se mi lancia uno sguardo un po’ più severo nutro un certo timore. Mia madre è da sempre molto presente nella nostra vita, amo definirla un’educatrice risoluta senza sensi di colpa. È una di quelle persone che non prova inibizione nel dire ciò che pensa, non a caso sia io che i miei fratelli la prendiamo come ottimo esempio di critica».

Chi di voi quattro fratelli è caratterialmente più vicino a lei?
«Giuseppe, sono identici! Acuti osservatori, discreti, ordinati quasi al limite maniacale. I loro silenzi sono eloquenti».

La fede ti ha supportato nel difficile momento che hai attraversato lo scorso anno quando hai scoperto di avere un carcinoma al seno…
«Ho pregato moltissimo, l’ultimo pensiero in sala operatoria prima di essere anestetizzata l’ho rivolto a Sant’Agata. Oggi ho un motivo in più per esserle ancora più devota. Desidero ringraziare dal profondo del mio cuore anche il professore Riccardo Massetti, presidente di Susan G. Komen Italia, organizzazione in prima linea nella lotta ai tumori del seno».

agatapatriziasaccone@gmail.com

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