Nuovi talenti crescono

Elena Manuele: «Il canto per me è magia»

Siamo andati a San Gregorio di Catania, a casa della cantante quindicenne vincitrice un mese fa del talent di Rai Uno "Sanremo Young". Qui Elena, si gode il successo televisivo e sogna, determinata, un futuro da scrivere: «Nella mia vita voglio la musica»

Dopo la vittoria a Sanremo Young, Elena è tornata alla sua quotidianità a San Gregorio di Catania, ma nulla per lei è come prima. Lo sanno bene i “guru” della giovane promessa del canto, nonché pilastri della sua vita: la sorella maggiore Carla, con cui condivide la stanza e l’armadio, il papà Carmelo, che è il suo primo fan, e la mamma Alfina, che ne vigila il passo

Elena Manuele

Elena Manuele nella sua stanza a San Gregorio, foto di Davide Anastasi

Quando era una bambina sognava di concorrere, un giorno, come cantante nel talent Amici di Maria De Filippi, eppure la realtà ha superato ogni aspettativa. E' trascorso poco meno di un mese da quando Elena Manuele, la quindicenne vincitrice della prima edizione di Sanremo Young, ha conquistato l’Ariston, ma lei su quel quadrato magico ci ha lasciato il cuore. E, forse, anche le bambole.

Elena Manuele e il premio di Sanremo Young

Etna alle spalle, Elena Manuele stringe contenta il premio ricevuto a Sanremo Young, foto di Davide Anastasi


Spenti i riflettori, Elena è tornata alla sua quotidianità a San Gregorio di Catania, dove siamo andati a trovarla per realizzare l’intervista, ma nulla per lei è come prima. Lo sanno bene i “guru” della giovane promessa del canto, nonché pilastri della sua vita: la sorella maggiore Carla con cui condivide la stanza e l’armadio, il papà Carmelo, che è il suo primo fan, e la mamma Alfina, che ne vigila il passo. D’altronde «bisogna che qualcuno la riporti alla realtà - dice la signora Manuele - perché ancora è molto giovane e il suo successo, per noi inaspettato, ci spaventa». «Imparerà - prosegue il marito - a difendersi dal mondo. Siamo il suo porto sicuro. L’ho accompagnata a Sanremo che era una bambina, mi hanno restituito una piccola donna».

Elena Manuele con papà carmelo e mamma Alfina

Elena "accerchiata" da papà Carmelo e mamma Alfina, foto di Davide Anastasi

Ed è così che si presenta Elena: sicura, determinata e consapevole di sé. Sembra essere nata per diventare una star, nonostante il suo percorso nel mondo della musica sia iniziato appena tre anni fa, quando ha posato le punte da ballerina per dedicarsi allo studio del pianoforte e alla sua voce. Il timbro è la sua arma vincente, oltre a un temperamento che non è proporzionato alla sua giovane età. Delle titubanze tipiche degli adolescenti, infatti, ha ben poco.

Provi ancora imbarazzo di fronte a una intervista?
«No, le domande dei giornalisti spesso si ripetono. Ormai ho la risposta pronta a tutto».

Elena Manuele, foto di Davide Anastasi

Elena e la musica, foto di Davide Anastasi

Allora facciamo che parli a ruota libera?
«Preferisco rispondere alle vostre curiosità. A ognuno il suo mestiere».

Com’è stato esibirsi su un palco tanto prestigioso quanto l’Ariston a soli quindici anni?
«Mi ha scatenato un mix di emozioni, dall’adrenalina alla determinazione alla paura di sbagliare. Ogni volta che mi sedevo al pianoforte, mi tremava una gamba e non riuscivo a bloccarla. Non ho mai provato così tante emozioni in una sola volta».

Elena Manuele

Etna music, foto di Davide Anastasi

Com’è stato l’impatto?
«Graduale. In occasione del Festival ci siamo confrontati con quella realtà e mi sono messa subito a mio agio. Non capita tutti i giorni che si passi dal partecipare ai concorsi di paese all’Ariston di Sanremo. Ho pur sempre quindici anni ed è stata un’esperienza forte».

La notte prima hai dormito?
«Non sono stata molto ansiosa perché ero in compagnia degli altri ragazzi e cercavamo di stare bene, divertendoci. Tanti genitori stressano i propri figli, io mi sento fortunata perché i miei non mi soffocano. A loro dedico la mia vittoria».

Elena Manuele

Il quaderno della musica, foto di Davide Anastasi

C’è stato un momento in cui non ti sei sentita all’altezza della situazione?
«Forse all’inizio. Mi sono confrontata con grandi voci e io, che canto da pochi anni, pensavo che gli altri concorrenti fossero più bravi di me. Mi sono anche chiesta che ci facessi lì, su quel palco, ma con il tempo ho acquisito sicurezza».

Ti sei esibita in due canzoni del celebre cantautore Gino Paoli, duettando con lui e, durante la finale di Sanremo, ci sono stati attimi di “tensione” dopo una tua performance. Un problema tecnico ti ha dato filo da torcere e se per Marco Masini sei stata imprecisa, per Mara Maionchi eri troppo giovane per interpretare La cura. Gino Paoli, invece, è stato irremovibile, difendendoti. Immagino ti abbia fatto piacere…
«Ha difeso il mio talento. Ha messo in evidenza me cantante. Mi sento onorata per questo».

Elena Manuele

Clicca sulla foto per vedere il video del backstage dell'intervista realizzata da Pierangela Cannone

Cos’è per te il canto?
«È tutto. In una sola parola: magia. Non è una definizione da manuale perché, quando canto, do libero sfogo alla mia anima».

Com’è nata la tua partecipazione al concorso?
«Un po’ per gioco. Due anni fa ho partecipato ai provini di Ti lascio una canzone, ma avevo la febbre e, mentre cantavo, sono rimasta senza voce. In quell’occasione è passato chi, in quel momento, lo meritava di più. È stata la mia insegnante di canto, Agata Reale, a suggerirmi di mandare i provini per Sanremo Young. Ho registrato Ti aspetto di Alessandra Amoroso, Tanto il resto cambia di Marco Mengoni e Ritornerai di Chanty. La redazione ha scelto la prima e con questa mi sono esibita ai provini di Roma. L’indomani eravamo già a Catania e stavamo facendo ritorno dal cimitero, avevamo riposto i fiori sulla tomba di nonna Luigia quando le redazione ha chiamato comunicandoci che, su mille aspiranti, ero una delle dodici concorrenti. È come se ci fosse stata una mano dal cielo».

Elena Manuele con i genitori Carmelo e Alfina

Papà Carmelo è il primo fan di Elena, mamma Alfina vigila su ogni passo della giovane artista, foto di Davide Anastasi

Hai scritto inediti?
«No, è difficile. Mi sembra di scrivere contenuti senza senso. Ci vuole tempo e al momento punto sull’interpretazione. Sono critica con me stessa e per questo dico che la mia forza è il timbro di voce unita alla capacità interpretativa».

C’è un piano b nella tua vita?
«Sono troppo determinata per avere un piano alternativo. Proseguirò gli studi al liceo scientifico “Galileo Galilei” di Catania. Il futuro è ancora da scrivere».

Pensi che la vittoria abbia tolto spazio alla spensieratezza dei tuoi anni?
«Ha accelerato la mia crescita. Ma ne è valsa la pena. Nella mia vita voglio la musica».

Chi è il tuo cantante preferito?
«Alessandra Amoroso, è l’icona cui mi ispiro. Sono andata a un suo concerto ma non l’ho mai incontrata».

Se leggesse il nostro articolo cosa vorresti chiederle?
«Di duettare con me con la canzone che mi ha portato fortuna, Ti aspetto, e la ringrazierei».

C’è qualcosa che teme l’audace Elena?
«Bella domanda. Non saprei dire. Sono consapevole che il successo si potrebbe spegnere da un momento all’altro e mi dispiacerebbe perché vivo di musica. L’inizio, comunque, è promettente».

pierangelacannone88@gmail.com

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0