L'intervista

Luca Vullo: «Esporto i 5 sensi della Sicilia»

Il poliedrico regista nisseno mette un logo isolano alle sue tante idee di cinema, teatro, cibo, musica e parola. Il suo "Influx", documentario sugli italiani a Londra va su Netflix e presto tornerà a teatro con il suo grande amore, la gestualità, con il tour de "La voce del corpo"

A maggio e giugno Luca Vullo porterà a Dublino e Londra la sicilianità di "Sicilian Mood", format culturale che vive di street food
e buona musica made in Sicily. E con Jah Sazzah vara un nhuovo progetto internazionale "Emotional Waves": «E’ un incontro tra diverse arti che presto proporremo anche in Italia»

Luca Vullo

Il nisseno Luca Vullo, regista e promotore di sicilianità nel mondo

Ce l’ho, ce l’ho… mi manca. E’ la spunta necessaria se da una parte facciamo un elenco di arti e dall’altra mettiamo il nome di Luca Vullo, il regista nisseno che in pochi anni si è affermato anche come produttore, ma poi ha iniziato a spaziare. Dopo aver insegnato a mezzo mondo a decodificare la gestualità italiana, sulla scia del successo del suo omonimo documentario ha intuito che La voce del corpo poteva diventare anche uno spettacolo teatrale in cui va in scena al fianco di sua madre, Angela Gabriele.

Luca Vullo è rimasto siciliano fino al midollo nonostante i tanti anni vissuti fuori, a Londra anzitutto, ma anche in giro per l’America. Un siciliano che si è impegnato, manco la sua fosse una mission, ad esportare la sicilianità in Europa: prima attraverso i suoi documentari, poi con le sue lezioni sulla gestualità, poi col suo spettacolo teatrale (di cui a breve inizierà il tour italiano) e infine anche con la musica. Sì, la musica, l’ultimo (al momento) tassello che completa la figura artistica poliedrica di Luca, che ha anche sfruttato la sua esperienza in capo internazionale per offrire un’opportunità ai suoi conterranei: anzitutto i musicisti siciliani, che grazie al suo Sicilian Mood hanno l’opportunità di esibirsi in contesti internazionali, ma anche ai tanti nostri giovani emigrati che possono godersi delle serate ad alto tasso di sicilianità lontano da casa.
Ma mettiamo un po’ d’ordine. Lo avevamo lasciato qualche tempo fa sull’isola di Lampedusa, reduce dal successo di Influx – il suo documentario sull'emigrazione italiana a Londra, prodotto da un gruppo di imprenditori siciliani che hanno creato la EM Productions, che dallo scorso 1° aprile è distribuito da Videopluggers su Netflix - , intento a realizzare il documentario Cca Semu, un’indagine socio antropologica realizzata con i fondi dell'Università UCL di Londra, che sarà in concorso nella sezione documentari al Festival CinemAmbiente di Torino (dal 31 maggio al 5 giugno).

Influx di Luca Vullo

La home di "Influx" su Netflix

«Sto ancora assaporando la soddisfazione del risultato raggiunto con Influx, uno dei pochi documentari italiani su Netflix – dice Luca Vullo – e sto anche lavorando al lancio dei miei due nuovi documentari: Dallas in Prizzi (già presentato in anteprima al’Università di Dallas) e Cca semu, un film che va in direzione opposta rispetto a Influx. Questo film racconta Lampedusa dal punto di vista dei lampedusani, di come stanno vivendo questi anni di flussi migratori che richiamano l’attenzione di tutta Europa. Ho dato per la prima volta la parola ai lampedusani, cercando di mettere a fuoco quali siano i loro veri problemi. E’ un nuovo modo di raccontare Lampedusa, ed è sicuramente la prima volta che si affronta questo tema dal punto di vista di chi abita l’isola, perché di fatto non sappiamo nulla sugli autoctoni, di che cosa significhi vivere in mezzo al Mediterraneo, come vivono né che tipo di problemi hanno, e neanche come i fenomeni migratori abbiano stravolto, se l’hanno stravolta, la loro vita . Alla luce del nuovo scenario politico – prosegue il regista - questo documentario è diventato ancora più potente, perché Lampedusa è certamente il luogo più rappresentativo quanto ad accoglienza, sono quelli che l’hanno fatta meglio, ma di contro fa emergere tutti quei nodi che non sono mai stati sciolti».

Dallas in Prizzi di Luca Vullo

Riprese di "Dallas in Prizzi"

Dal cinema al teatro, dove Vullo torna al suo grande amore: la gestualità. Quest’estate prenderà il via il tour nazionale di La voce del corpo, spettacolo che vede in scena il regista al fianco di sua madre, con il musicista (di San Cataldo) Giuseppe Vasapolli.
«Intelligenza emotiva e comunicazione non verbale, che sono poi i temi dello spettacolo, sono concetti ampi e universali - spiega Vullo -, che si prestano ad ogni location e a tutti i tipi di pubblico. Lo spettacolo, che è stato tradotto anche in inglese, sarà adattato al luogo in cui verrà messo in scena, giocando, quando possibile, anche con il dialetto del luogo e comunque con la gestualità del posto. Perché la gestualità non è solo una cosa del Sud, anzi porterò il pubblico del Nord a ragionare su una fisicità che fa parte del loro background: forse non tutti sanno che la gestualità è un codice nazionale, anche se al Nord si usa a un volume più basso».

La voce del corpo di Luca Vullo

La voce del corpo: in scena con Luca Vullo la madre dell'artista nisseno Angela Gabriele e il musicista Giuseppe Vasapolli

Dal tour teatrale italiano a quello europeo con la musica, perché Luca Vullo è anche l’ideatore di Sicilian Mood, il nuovo progetto di marketing culturale che promuove la Sicilia, realizzato insieme a TIJ Events di Attilio Perissinotti (l’agenzia che promuove i principali artisti italiani in Europa), partito lo scorso giugno da Londra e Berlino e ora pronto a portare la sicilianità nel resto d’Europa.
«L’idea è quello di veicolare il concetto di sicilianità attraverso la musica - spiega il poliedrico Luca -, creando una sinergia con quello che è il marketing aziendale. Durante le serate di Sicilian Mood, il cui perno è la musica live di tanti artisti siciliani che non hanno mai suonato nelle grandi capitali europee, vengono contestualmente promossi e proposti alcuni brand siciliani. E’ un format vincente che sta riscuotendo un grande successo, il pubblico è entusiasta di partecipare a queste serata, per loro è come trascorrere una serata in Sicilia tra street food e buona musica, ma soprattutto in molti mi hanno detto che entrare a contatto diretto con il nostro calore e la nostra energia è come prendere una boccta d’ossigeno. Siamo partiti dai club ma per il prossimo tour pensiamo di poter organizzare le serate in spazi aperti, anche per dare maggiore spazio al cibo. Fino ad ora sono state serate bellissime, piene di entusiasmo, in cui ho visto da una parte la gioia del pubblico locale, dall’altra l’orgoglio dei nostri conterranei che non mancano di portarsi dietro qualche bella bandiera della trinacria».

Sicilian Mood ha già visto alternarsi sul suo palco itinerante i Tinturia e Lello Analfino, I Percussonici, Shakalab e il rapper Picciotto, mentre ancora c’è massimo riserbo sulla line up delle due prossime date: il 16 maggio a Dublino e il 10 giugno nuovamente a Londra. Di certo sul palco ci sarà il siracusano dj Jah Sazzah, l’ex batterista di Aretuska e ospite fisso di Sicilian Mood, con il quale Luca Vullo ha varato il suo nuovo progetto: Emotional Waves.
«E’ entrata in gioco un’altra branca della mia creatività. Si tratta di un incontro tra diverse arti: la musica, il cinema, il teatro e la parola. E’ un mix di arti che presto proporremo anche in Italia».
Un’Italia in cui Luca Vullo è sempre più presente negli ultimi tempi, e non certo per effetto della Brexit, semmai perché sembra che stia già lavorando a nuovi e ambiziosi progetti di cui, però, è ancora presto per parlare.

Luca Vullo e Shyakalab

Luca Vullo con gli Shakalab

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