Talenti in scena

Daniele e Umberto Vita: «Come Fiorello amiamo l’arte a 360°»

I 28enni gemelli messinesi, volti noti del piccolo schermo grazie al ruolo di Fortunato e Domenico Strano in "Questo nostro amore 80", sono cantanti, attori, doppiatori, conduttori (e Umberto è anche regista): «Lavorare insieme non è mai stato un peso per noi»

Il 26 maggio al Sistina di Roma sono tornati nei panni di Abel e Arthur Buttman in "Georgie Il musical" una vera opera musicale epica: «Non è semplice cantare brani come "Ho pianto per lei" che è il finale del primo atto», ammettono i due

Daniele e Umberto Vita

Daniele e Umberto Vita

Sono stati ancora una volta i gemelli messinesi Umberto e Daniele Vita nel cast della replica straordinaria di Georgie – Il musical in programma sabato 26 maggio al Sistina di Roma. Seduto nella platea del teatro romano Mann Izawa, autore dei testi del manga Lady Georgie dalla quale è stato tratto il musical. Molto emozionati Umberto e Daniele per questa serata evento in cui sono tornati a indossare i panni di Abel e Arthur Buttman e non non solo perché approdati al Sistina, ma anche perché questo spettacolo, grazie alle musiche di Tiziano Barbafiera, è concepito come un’opera musicale epica: «Non è semplice cantare brani come "Ho pianto per lei" che è il finale del primo atto», ammettono i due.

Umberto e Daniele Vita in Georgie il Musical
Daniele e Umberto Vita nei panni di Abel e Arthur Buttman nel musical "Georgie"

Ventotto anni compiuti il 20 aprile, i due fratelli siciliani sono reduci dall’impegno televisivo con la fiction di RaiUno Questo nostro amore 80 con Anna Valle e Neri Marcorè nella quale sono stati Fortunato e Domenico Strano. Cantanti, attori, doppiatori, conduttori (Umberto è anche regista) i due macinano palchi e set sin da quando erano bambini. «Abbiamo avuto la fortuna di avere due genitori che ci hanno permesso di studiare e perfezionarci in più discipline ci ha dato una marcia in più e la possibilità di affrontare più lavori. Siamo un po’ alla Fiorello, amiamo l’arte a 360°», dice Daniele.

Quando avete capito di avere entrambi la stessa passione per l’arte?
«Abbiamo cominciato a suonare la chitarra e cantare quando avevamo 4/5 anni – continua Daniele -. A 17 anni, alla scuola di musica di Christian Gravina e Francesca Morabito, siamo passati al canto professionale e sono arrivate le prime vittorie nei concorsi. A quel punto i nostri genitori, Gregorio e Maria, ci proposero di puntare sulla nostra peculiarità di gemelli artisti».

E hanno avuto ragione. Ma voi non avete mai avuto la necessità di distaccarvi l’uno dall’altro?
«Lavorare insieme non è mai stato un peso per noi, è stato naturale perché amavamo le stesse cose – spiega Umberto -. Questo, però, non significa che, pur vivendo nella stessa casa a Roma, la nostra vita vada in parallelo: io per anni ho praticato arti marziali e fatto più recitazione in film e cortometraggi, Daniele è un appassionato di fumetti e lavorativamente ha fatto più doppiaggio. Quando, però, in un cast cercano dei gemelli abbiamo una marcia in più. È capitato anche che Rai Italia cercava un solo conduttore, poi dopo averci conosciuto Piero Corsini ci ha voluti entrambi alla conduzione di “Campus Italia”».

La popolarità arrivata con Questo nostro amore ha cambiato la vostra vita?
«Noi siamo sempre gli stessi – continua Umberto –, qualcosa è cambiato in termini di notorietà: ci fermano per strada, nei bar. Mi è capitato di essere abbracciato da un’anziana nella metro. Abbiamo allargato la nostra fascia di audience: con la Disney (per la quale fanno doppiaggio nda) il nostro pubblico arriva fino ai 10 anni, con Questo nostro amore siamo arrivati fino alla terza età. Sul fronte lavorativo, però, quel set è stato una grande scuola che ci ha fatto crescere tantissimo anche dal punto di vista organizzativa».

Questo nostro amore 80

Umberto e Daniele con Vittorio Magazzù (Francesco) e Daniele Monachella (il carabiniere) per "Questo nostro amore 80"

Da quanto tempo avete lasciato la Sicilia?
«Da tre anni e mezzo, ma torniamo appena possiamo perché siamo troppo affezionati all’Isola e a Messina – spiegano insieme -. Roma è molto bella, ci sono molte più opportunità ma niente potrà sostituire nel nostro cuore la Sicilia. Siamo come degli ammalati tanto che alla fine di ogni progetto torniamo subito a Messina dove ci aspettano i nostri cani che sono dei rottweiler ungheresi».

E adesso cosa vi aspetta?
«Non lo sappiamo, ma come tutti gli artisti non siamo mai soddisfatti e siamo sempre alla ricerca di qualcosa. Quando ci arriva un progetto, sia nel cinema sia nel teatro o in altro, lo valutiamo attentamente e se decidiamo di accettare ci mettiamo il cuore».

La prossima estate vi si potrà incontrare in Sicilia?
«Noi speriamo di sì, anche se in genere in estate si fa molto doppiaggio. Stiamo già lavorando ad una serie Netflix e poi ci sono altri progetti Disney. Di sicuro se verremo in Sicilia andremo a mare sulla costiera jonica e faremo villeggiatura sulla costa tirrenica».

Twitter @mariellacaruso

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