Il festival

Luigi Tabita: «Diritti Lgbt a rischio, bisogna educare alle differenze»

Sabato 4 e domenica 5 agosto Noto sarà la città più arcobaleno della Sicilia grazie all’edizione 2018 di Giacinto, festival di informazione e approfondimento culturale sui temi della omosessualità, bisessualità e transessualità, ideato e diretto dall’attore augustano

Il festival "Giacinto" di Noto è nato dal bisogno di informazione sulle tematiche della omosessualità nel senso più ampio per offrire alle persone la possibilità di comprendere, riflettere e accogliere. Luigi Tabita: «Credo che sia importante parlare alla gente fornendo spunti di riflessione, ho paura che si possa tornare indietro sui processi culturali innescati in passato»

Luigi Tabita

L'attore augustano Luigi tabita, ideatore e direttore di Giacinto - Nature lgbt, foto A. Di Stefano

«Nel 2008, a Roma, mentre tornavo dal cinema insieme con un amico fummo aggrediti da un gruppo di ragazzi che cominciarono a lanciarci bottiglie di birra. La prima reazione fu quella di brandire la catena del motorino, ma fu solo un attimo, perché invece scappammo via. Fuggii via quella sera, con una grande rabbia e senso di impotenza ma dopo quell’episodio mi dissi che era arrivato il momento di impegnarmi in prima persona contro le discriminazioni».
Sono passati 10 anni da quell’aggressione omofoba e da allora l’attore augustano Luigi Tabita di battaglie in difesa dei diritti umani ne ha fatte davvero tante, accostando alla sua ormai quasi ventennale carriera in teatro e sullo schermo, l’attivismo per i diritti delle persone Lgbt e di tutte le minoranze. Un impegno che lo ha portato, quattro anni fa, a ideare Giacinto - Nature lgbt, festival di informazione e approfondimento culturale sui temi che più interessano la comunità Lgbt ma che riguardano davvero tutti e che il prossimo weekend, come sempre a Noto, avrà come fil rouge il tema del viaggio in tutte le sue declinazioni.

Luigi tabita, foto A. Di Stefano

Luigi Tabita, foto di A. Di Stefano

Luigi, com’è nata l’idea del festival Giacinto?
«Penso ci sia un grande bisogno di informazione per offrire alle persone la possibilità di comprendere, riflettere e accogliere. La mia ricetta del Giacinto è sempre stata l’unione tra il pop e i contenuti perché credo che sia importante parlare alla gente senza issare pulpiti da cui elargire verità assolute ma fornendo spunti di riflessione. Le battaglie per il rispetto delle differenze non possono rimanere relegate nell’ambito delle convention dei militanti Lgbt mentre chi fa della paura il proprio vessillo arriva alla pancia della gente».

Ti riferisci alle dichiarazioni del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana?
«Anche. Purtroppo ho molta paura che si possa tornare indietro sui processi culturali innescati in passato. Io ho fatto mia la frase di Tina Anselmi “nessuna conquista è definitiva” e penso che non si debbano mai dare i diritti per scontati».

Hai pensato di invitare il ministro Fontana al Giacinto?
«Sinceramente no, ma ho invitato altri componenti del governo che hanno declinato l’invito. Ammetto, però, che la mostra “Adelmo e gli altri – confinati omosessuali nel Materano” è nata proprio in risposta alle dichiarazione di Fontana sulla non esistenza delle famiglie arcobaleno. Abbiamo voluto mostrare come, durante il ventennio fascista, per far sparire gli omosessuali non solo li si relegava al confino ma li si faceva scomparire anche dal linguaggio, rendendoli invisibili. Il valore delle parole, nelle battaglie per i diritti, è fondamentale: Alma Sabatini che considero la mia guru diceva che il linguaggio restituisce la realtà e impone una visione del mondo».

Oltre al festival Giacinto, il tuo impegno di attivista coinvolge anche quello di educatore nell’esperienza di Alma – educare alle differenze.
«L’educazione e la formazione hanno per me un valore immenso, non a caso mi sono laureato in Scienze dell’Educazione. Alma: educare alle differenze è il progetto che coordino da quattro anni nella provincia di Siracusa ed è rivolto alle alunne/i della prima media e ai loro genitori. Si tratta di un percorso di prevenzione che vuole innescare un processo culturale sui temi dell’inclusione e della differenza come valore. Ho lavorato assieme alle associazioni Nesea, Colori di Aretusa, Auser, Demetra che hanno aderito al progetto e non nascondo che il nostro sogno sarebbe quello di esportarlo in altre province. Oggi sarebbe possibile grazie all’art 1 comma 16 della “Buona scuola” che prevede l’educazione alle differenze per ogni ordine e grado scolastico e grazie alle linee guida che l’ex ministra Valeria Fedeli, a fine mandato, è riuscita a lasciarci in eredità».

È per questo che hai voluto Valeria Fedeli tra gli ospiti di Giacinto?
«Sì, ma anche per la sua battaglia contro lo spauracchio del gender e per la sua mobilitazione per la stepchild adoption. Allo stesso modo ho voluto Alda D’Eusanio, amica della comunità LGBT da sempre, per il suo essere stata un’antesignana nel raccontare sulla tv generalista e in tempi non sospetti storie di omosessuali; mentre non ho potuto non pensare a Paolo Briguglia, attore raffinato e anima sensibile per dar voce alla storia di “Filippo lo studente” (reading che si terrà sabato sera, nda)».

Cosa significa educare alle differenze?
«Vuol dire guardare l’altra o l’altro oltre qualsiasi stereotipo e senza alcun pregiudizio. Significa, appunto, indirizzarsi verso l’anima dell’altro, senza sovrastrutture e aiutare i giovanissimi a venir fuori con coraggio, manifestando le proprie preferenze che possono e devono essere fuori dal branco perché la differenza è il valore della libertà e dove non c’è libertà di essere differenti c’è dittatura».

Educare alle differenze è anche il titolo di un’altra manifestazione che si terrà a Palermo a settembre.
«Si tratta del meeting nazionale di Educare alle differenze promosso da S.CO.S.S.E., Stonewall e Il Progetto Alice e da altre associazioni che si incontrano per scambiarsi le buone prassi. Il “Giacinto festival” sostiene ogni anno l’iniziativa con una raccolta fondi e quest’anno farò parte anche dell’organizzazione perché la quinta edizione si terrà a Palermo, Capitale della cultura 2018 nonché città che dimostra di essere sempre un baluardo di apertura e accoglienza».

Luigi, oltre a quell’aggressione omofoba, ci sono altri episodi di discriminazione che hai vissuto e che fanno ancora male?
«Sono stato discriminato da adolescente per i miei chili di troppo e per i miei atteggiamenti che forse per qualcuno non erano abbastanza “maschili”. Cosa che mi sorprendeva perché per me era la normalità. Io ero sempre stato me stesso anche grazie ai miei genitori estrosi e colorati che mi hanno sempre permesso di esprimermi come volevo nella vita e nella carriera. Per questo, il mio augurio per tutti i giovanissimi che oggi sono vittime di soprusi e bullismo è che abbiano una famiglia che li sostenga e che dia loro la forza di reagire».

mariaenzagiannetto@gmail.com

Il programma di Giacinto

SABATO 4 AGOSTO

Adelmo e gli altriH.18.00 Sala Dante - Teatro Tina di Lorenzo 
Mostra foto-documentaria ADELMO E GLI ALTRI – confinati omosessauli nel Materano

"Nell’Italia fascista l'omossesaulità non esisteva e quindi fare una legge che la punisse avrebbe significato ammettere che le cose stavano diversamente. Negata a parole l'omosessaulità, si rendeva necessario nascondere gli omosessuali, si cercò allora in quache modo di curarli chiudendoli in manicomio e più spesso di renderli invisibili ai più mandadoli al confino con l'accusa di essere moralmente e socialmente pericolosi per la società. Si è voluto dare il nome di Adelmo a questa mostra perchè così si chiamava il più giovane - 18 anni - dei confinati dei quali si cerca qui di ricostruire le vicende. Si tratta di storie, inevitabilmente parziali, ricostruite soltanto sulla scorta delle carte di polizia e degli atti giudiziari, nella consapevolezza che la vita delle persone a cui si riferiscono fu più complessa e - si spera - serena di quanto risulta da quella documentazione.” Prof.Cristoforo Magistro, curatore della mostra. Allestimento Vincenzo Medica per Studio Barnum. Orario  mostra: 10-13, 17-24

H.19.30  Convitto delle Arti 
TURISMO LGBT

Secondo le ultime stime il turismo lgbt rappresenta il 10% del turismo mondiale. Approfondiremo con specialisti del settore e tour operator questa nuova richiesta del mercato sempre più in crescita.

Interverranno: Sandro Pappalardo - Assessore turismo, sport, spettacolo della regione Sicilia; Marco Albertini - giornalista e reporter viaggi lgbt; Francesco Pastore - direttivo Italian GLBT Business Chamber; Marco Galati - tour operator, Passion for Sicily - Sicily over the rainbow; Alessandro Battaglia - esperto marketing lgbt, ass. Quore; Armando Caravini - Presidente Arcigay Siracusa.

H.21.30 Convitto delle Arti
MANIVALD

Cortometraggio di animazione dell' illustratrice estone Chintis Lundgren. Manivald è una volpe gay di trent'anni che vive ancora con la madre in perfetta armonia. Un giorno arriva a casa un lupo manutentore per sistemare la lavatrice e sconvolge gli equilibri e le certezze della famiglia.


H.22.00 Convitto delle Arti
FILIPPO LO STUDENTE

Un incontro-reading per raccontare la storia di uno dei tanti omosessuali che furono deportati al confino durante il periodo fascista perché  “socialmente pericolosi nei riflessi della moralità pubblica”. A dare voce a Filippo, studente siciliano sarà il raffinato attore Paolo Briguglia. Attraverso le lettere dell’esilio del giovane studente ripercorreremo una delle pagine piu brutte della nostra storia. Interverranno: Chiara Ottaviano – storica, ass.italiana Pubblic History; Gabriele Guglielmo - Presidente Polis Aperta, ass. lgbt appartenenti alle Forze Armate e dell’Ordine; Andrea Cozzo - Prof. di lingue e letteratura greca, Università di Palermo.


Performance dell'artista Adel Tirant

DOMENICA 5 AGOSTO

H. 17.30 Convitto delle Arti Guardami

Un laboratorio esperienziale curato dalla visual artist Clara Luiselli. I partecipanti attraverso la costruzione di "porte-scrigno" faranno un percorso di scoperta e svelamento del proprio sè. Le piccole e preziose porte create nel corso del laboratorio verranno poi indossate dai partecipanti e portate per le strade di Noto per essere poi dischiuse da chi, di passaggio, desidera conoscere veramente chi si trova di fronte, in un dialogo silenzioso fatto di  sguardi, immagini e gesti sottili che si attiveranno ogni volta che una nuova porta verrà aperta.

H.19.30 R-Esistiamo

Le associazioni lgbt invaderanno le strade principali della città con animazioni, flash-mob e con una travolgente onda rainbow.

H.21.00 Convitto delle Arti LE SFIDE DELLA GENITORIALITA’

Dopo lo stralcio della stepchil adoption dalla legge Cirinnà del 2016 qual è stato il futuro per i figli delle famiglie omogenitoriali? E le coppie omosessuali potranno in Italia, in un futuro prossimo, accedere ai percorsi di procreazione medicalmente assistita e all’istituto dell’adozione come in Spagna ed in Francia? Quali sono oggi i limiti, i rischi, le difficoltà che una famiglia lgbt deve affrontare? Interverranno: Valeria Fedeli - Senatrice della Repubblica Italiana; Marilena Grassadonia - Presidente Ass.Famiglie Arcobaleno; Alessandro Savona - genitore affidatario; Janelle Hammett – portatrice; Giusi Arena - avvocata Rete Lenford, avvocatura per i diritti lgbt.


H.22.00 Convitto delle Arti
INVECCHIARE LGBT

Invecchiare lgbt è un documentario sulle persone lgbt di terza e quarta età di Adriano Silanus: "Molti anziani lgbt necessitano di assistenza quotidiana e spesso vivono sole. Raramente si torna nei luoghi d'origine perchè spesso non si è dichiarati. Qualcuno è fuori dalla comunità da molti anni, altri vorrebbero continuare a frequentare l'ambiente in cui hanno passato tutta la vita ma non riescono." Dopo la proiezione, presentazione dei libri “Over60-men”e “Over60-women”, con il curatore Giorgio Ghibaudo, Alessandro Bottaro, Presidente ass. Stonewall glbt, e con la partecipazione della giornalista Alda D'Eusanio.
 
 

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