Il talento

Roberto Adamov, il futuro del pianoforte

Ha origini bulgare ma è nato ad Acireale e vive ad Aci Catena, dove è seguito dalla docente Carmelita Cocuccio, l'11enne talento della musica colta che ha già collezionato diversi primi premii: «Il 14 dicembre, quando compirò 12 anni, inizierò un concorso in Belgio»

Parla di sé con tono garbato ed estrema naturalezza il giovanissmo artista: «Ho cominciato lo studio del pianoforte all’età di sette anni e mezzo, dopo la morte di mio nonno che suonava la fisarmonica, esaudendo il desiderio di mia nonna che qualcuno dei suoi nipoti continuasse la tradizione musicale di famiglia». La docente Cocuccio sottolinea che «grazie alla lungimiranza del dirigente scolastico dell’istituto Guglielmino il giovane Roberto, da me individuato per la sua spiccata attitudine, ha potuto iniziare in anticipo lo studio dello strumento, già fin dalla terza elementare. Il vero talento va coltivato molto presto»

Roberto Adamov

il giovane talento del pianborte Roberto Adamov

Ha già collezionato diversi primi premi a concorsi internazionali, l’undicenne Roberto Adamov, pianista talentuoso di origini bulgare, natìo di Acireale e residente ad Aci Catena, dove frequenta la scuola secondaria di primo grado all’istituto comprensivo “Francesco Guglielmino”, ad indirizzo musicale, sotto le cure della professoressa catanese Carmelita Cocuccio, docente di pianoforte della scuola, da otto anni.
Lo incontriamo allo stabilimento Monaco di Misterbianco (ex fabbrica di liquori), tra ciminiere svettanti, dove si esibisce ospite della rassegna di Cortile in Cortile, a cura di Antonio Biuso e Giuseppe Condorelli, articolata fra musica, teatro e letture in 12 appuntamenti che si sono chiusi lo scorso 30 luglio. Il giovanissimo Roberto ha aperto le manifestazioni con una disinvoltura tecnica di elevato livello per la sua età e una padronanza dello strumento decisamente sorprendente, come il suo precoce compenetrarsi espressivo nelle pagine prescelte, ovvero le Sinfonie a tre voci n. 2 e n. 6, e dal “Clavicembalo ben temperato” il Preludio e fuga in D minor (dal volume 1°), dal corpus di Johann Sebastian Bach; la Toccata del clavicembalista Domenico Paradisi, la Sonata KV 330 in Do maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart (primo movimento), lo Studio op.25 n. 2 e la Polacca op.40 n. 1 di Fryderyk Chopin; dal repertorio di Franz Liszt, invece, una selezione da Années de pèlerinage, Venezia e Napoli (Tarantella), e per chiudere l’applauditissimo recital coronato da bis, due brani di Sergej Rachmaninoff, Morceaux de fantasie op. 3 n.4 e Polichinelle.

Carmelita Cocuccio e Roberto Adamov

Roberto Adamov con l’insegnante Carmelita Cocuccio al Piano talents alla casa di riposo Giuseppe Verdi di Milano

Parla di sé con tono garbato ed estrema naturalezza il giovanissmo artista: «Ho cominciato lo studio del pianoforte all’età di sette anni e mezzo, dopo la morte di mio nonno che suonava la fisarmonica, esaudendo il desiderio di mia nonna che qualcuno dei suoi nipoti continuasse la tradizione musicale di famiglia». In proposito ci sottolinea la docente Cocuccio che «grazie alla lungimiranza del dirigente scolastico dell’istituto Guglielmino il giovane Roberto, da me individuato per la sua spiccata attitudine, ha potuto iniziare in anticipo lo studio dello strumento, già fin dalla terza elementare, portando avanti in questi quattro anni un percorso straordinario, costellato di successi. Non sarebbe stata la stessa cosa se avesse cominciato all’età di undici anni, com’è previsto solitamente nelle scuole a indirizzo musicale. Il vero talento va coltivato molto presto, perché è una proficua opportunità di crescita e di maturazione».

E proseguono entrambi soffermandosi sulle emozioni suscitate dalla vittoria di competizioni importanti come il primo premio ottenuto al Piano talents di Milano, presso la Casa di riposo intitolata a Giuseppe Verdi: un bel traguardo fuori dalla Sicilia, conseguito a giugno di quest’anno (dove ha destato l’attenzione del giurato Philippe Raskin, direttore artistico del Cesar Franck Piano Competition, in programma a Bruxelles a novembre), dopo aver vinto il premio Giuseppe Pilego ad aprile a Brindisi. In precedenza si annoverano i seguenti concorsi internazionali, tutti svoltisi nella terra natìa del pianista: Gianluca Campochiaro di Pedara (I premio alla ventiquattresima edizione, a soli 9 anni ), Sollima di Enna (I premio) e Magma di Catania.

Dopo il triennio della scuola secondaria, gli studi del giovane proseguiranno ancora con la Cocuccio per approdare in seguito alle sponde universitarie dell’Istituto di alta cultura musicale “Vincenzo Bellini” di Catania.
Attratto soprattutto dai classici a partire da Bach - «Per me è l’inventore della musica» confessa Roberto -, nonchè da Mozart, la cui esecuzione ci ha colpito per la nitida leggerezza, e dal virtuosismo di Liszt, evidente nella brillante Tarantella. Roberto si illumina quando informa sui prossimi appuntamenti internazionali: «Il 14 dicembre, quando compirò dodici anni, inizierò un concorso internazionale in Belgio al quale prenderò parte con un programma che comprenderà, tra l’altro, brani di Bach e studi dal repertorio di Chopin».

Tra i suoi passatempi c’è anche il disegno, ma la passione prevalente è la musica. L’insegnante Cocuccio, (perfezionatasi con Vera Gornostayeva e Vincenzo Balzani, dopo gli studi catanesi con la professoressa Schillaci) alquanto perspicace nel metodo didattico, augura al suo dotato allievo, con affetto, di potersi un giorno distinguere al concorso Busoni, fiore all’occhiello delle competizioni pianistiche italiane. E noi speriamo di riascoltare ancora il promettente Roberto, con la speranza che la linfa della musica possa favorire sempre la crescita dei giovani, e in particolare di coloro muniti di una sensibilità e di un acume musicale fuori dall’ordinario.

annaritafontana@virgilio.it

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