Il personaggio

Isabella Blackat: «Il burlesque parla da donna a donna»

Dalla storia d’amore finita male alla meditazione, dalla scoperta del burlesque alla rinascita. L’artista catanese Isabella Consoli con il nome d’arte di Blackat ha messo in gioco se stessa tra danza e seduzione

E tutto adesso è raccontato nel libro "Isabella Blackat", prima pubblicazione che prende il titolo dal nome d’arte della ballerina, e che attraversa varie fasi della vita della 30enne catanese Isabella Consoli

Isabella Consoli / Isabella Blackat

Isabella Consoli / Isabella Blackat

Dalla storia d’amore finita male alla meditazione, dalla scoperta del burlesque alla rinascita. Isabella Blackat, prima pubblicazione che prende il titolo dal nome d’arte della ballerina, attraversa varie fasi della vita della 30enne catanese Isabella Consoli. Bella e sensuale senza strafare. Neanche quando indossa gli abiti di scena. Piume, paillettes, pizzi, coroncine e brillanti con cui strega il pubblico e con cui Isabella si sente se stessa.
«Il libro è stato pubblicato il giorno del mio compleanno, mentre ero in scena per uno spettacolo», spiega Isabella, che ripercorre le tappe che l’hanno portata a scrivere un’autobiografia. «Tutto inizia dopo che ho chiuso una relazione a causa di tradimenti che mi avevano fatto perdere la stima in me stessa. Cercavo un ambito in cui potevo confrontarmi con altre donne, perché si è sviluppata in me una sorta di curiosità piuttosto che un senso di rifiuto».
Che l’ha portata ai workshop di burlesque tenuti, che hanno fatto nascere in Isabella l’amore per questa disciplina. «Inizialmente ero molto impacciata e non sapevo bene cosa volessi ottenere da questo percorso. L’unica cosa certa è che mi faceva stare meglio, perché frequentavo un luogo dove pur essendoci solo donne non c'erano pregiudizi, invidie o gelosie. Ed era quello di cui avevo bisogno».
E da lì è iniziato lo studio sul suo personaggio, Isabella Blackat. «Il burlesque mi dà la possibilità di esprimere delle parti di me e mi sono resa conto che le varie performances che creo sono legate a periodi precisi della mia vita. Ecco perché sono convinta che sia una forma di espressione, soprattutto per chi, come me, è una persona introversa che grazie a questa arte riesce a esprimere quello che prova».

Isabella Blackat

L'artista Isabella Blackat


E metterlo nero su bianco. «Da autodidatta ho iniziato a fare meditazione e a leggere libri sulla forza del pensiero e dopo un paio di anni ho creato una mia filosofia di vita che si basa sul dare meno peso alle cose materiali e pensare che tutto si può risolvere». Uno stile di vita che aiuta anche gli amici di Isabella, che vedono nella sua pacatezza un punto di riferimento, tanto da chiederle consigli.
«Un giorno ho pensato di scrivere qualcosa e ho contattato la casa editrice Scatole parlanti, che ha sposato il mio progetto rivolto soprattutto alle donne». La scrittura diventa catartica, un modo per raccontare e trasmettere una storia di speranza, obiettivi raggiunti, positività. «Quando ho scritto i primi capitoli, in cui racconto della mia storia d’amore, ho scavato dentro di me, perché erano passati 5 anni, molte informazioni erano già state immagazzinate dalla mia testa e ho dovuto tirarle fuori, metabolizzandole del tutto». E così è trascorso un anno e mezzo, durante cui Isabella ha scritto prevalentemente di notte, dividendosi fra numerosi impegni. «Nella mia precedente vita - dice scherzando - ho lavorato facendo lezioni private di matematica e fisica».

Ma dal giorno in cui si è lasciata ha cambiato rotta, mettendo in pausa l’Università e lavorando come responsabile eventi in tutta Italia. «Volevo allontanarmi da Catania, ho girato un sacco di posti e conosciuto persone che mi hanno fatto crescere tanto». Dopo 2 anni, però, Isabella è tornata a Catania per seguire con maggiore costanza i corsi di burlesque e per gli spettacoli, oltre che per terminare l’Università (ormai manca l’ultimo esame per la laurea in Matematica).
Per tornare a dare fiducia a un uomo, dice, dovrà passare ancora un po’ di tempo. Soprattutto da quando ha preso la decisione drastica – così la definisce lei stessa – di affrontare un periodo di castità, che le ha permesso di concentrarsi su se stessa e di essere più libera mentalmente. «Mi ero scocciata di tutte queste pseudo relazioni. Ho attraversato un periodo di sfiducia nel genere umano e se fino all’anno scorso era un no categorico, oggi dico non lo so e sono disposta a lasciare uno spiraglio aperto. Anche perché sono convinta che l’amore sia un elemento fondamentale nella vita».E se il libro dovesse finire tra le mani dell’ex o della ragazza che ha causato la fine della sua relazione, per lei sarebbe indifferente, anzi. Grazie a questo “incidente” la sua vita è cambiata e oggi è soddisfatta della piega che ha preso. «Per raggiungere nuovi obiettivi – conclude - un punto di rottura deve esserci. Quella storia finita male è stato il mio».
giorgialodato@hotmail.it

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