Autoritratto

Antonio Parinello: «Per fare una buona foto serve sempre un fotografo»

Per il fotoreporter catanese il digitale ha sì cambiato le tecniche più facili per tutti ma per ottenere uno scatto di alto livello le competenze sono ancora necessarie: «Per Ferdinando Scianna la fotografia sta morendo per troppo successo. Io dico no, si è solo evoluta»

Migranti su un bus di Catania, foto di Antonio Parrinello

Nella foto di Antonio Parrinello migranti dopo uno sbarco a Catania su bus urbano di linea

“La fotografia sta morendo per eccesso di successo” ha dichiarato Ferdinando Scianna nelle pagine di un bellissimo libro - Italia a scatti il racconto dei grandi fotografi - scritto da Giuseppe Matarazzo, giornalista del quotidiano Avvenire.
Si può essere d’accordo o no, ma è chiaro che qualcosa è cambiato. La società dell’immagine, ormai appartenente all’era digitale, è diversa da quella in cui si utilizzava la pellicola. Basti pensare che solo su Instagram vengono caricate milioni e milioni di foto al giorno realizzate con un semplice strumento, lo smartphone. Verrebbe da dire che siamo tutti “fotografi”. Catturiamo ogni momento della nostra giornata con il telefonino, per condividere sui social con amici virtuali dove siamo, cosa facciamo, cosa mangiamo.

Foto di Antonio Parrinello

Devoti di Sant’Agata durante i giorni della festa della patrona a Catania, bianco e nero in movimento. Foto di Antonio Parrinello

In questo processo dell’immediato non si ha nemmeno il tempo di pensare, ma si scatta. È proprio questa, a mio parere, la differenza sostanziale tra due tipologie di fotografi, il “fai da te” e il professionista. Non è sicuramente colpa della tecnologia se al giorno d’oggi sono tanti i fotografi improvvisati, l’innovazione è fondamentale in una società in continuo mutamento come la nostra.
Indipendentemente dallo strumento che si utilizza per scattare un’immagine è necessario trovare la luce adatta, l’angolazione ideale, non avere fretta, attendere pazientemente l’istante perfetto. È capitato anche a me di non avere la pazienza di aspettare il momento giusto per lo scatto che avrei voluto realizzare e accorgermi dopo che sarebbe bastato attendere un po’ di più.

Se dovessimo aspettare questo momento, quanto tempo sarebbe necessario? Non è semplice capirlo, perché questi istanti decisivi possono essere tanti e diversi. Per realizzare una buona foto è sicuramente di fondamentale importanza cogliere l’attimo, immortalando in un’immagine non solo quello che si guarda, ma anche ciò che si può vedere attraverso il cuore.
Oggi, l’immediatezza dello scatto, fa perdere l’emozione dell’attesa dello sviluppo della pellicola. L’immagine appare sullo schermo e la tecnologia permette di modificarla a nostro piacimento.

Librino, Catania, foto di Antonio Parrinello

Librino, Catania, foto di Antonio Parrinello

Un tempo, invece, l’impossibilità di vedere subito gli scatti stimolava ad uno studio più accurato delle inquadrature o dell’esposizione della luce, e si prestava attenzione a non consumare i rullini in quanto avevano anche un costo. Si è ormai dimenticato il “fascino” della camera oscura. Si aspettava ore e ore chiusi in un ambiente illuminato solamente da una fioca luce rossa che serviva a non danneggiare la pellicola. Nell’attesa del momento in cui nella carta fotografica, dopo essere stata esposta sotto la lente dell’ingranditore, comparisse “l’immagine”, che si compone man mano che agitiamo la carta fotografica immersa nella vaschetta contenente lo sviluppo, e si rimaneva a guardare sperando di aver colto, ancora una volta, il giusto istante. Con la pellicola non si poteva cancellare e rifare la foto.

Antonio Parrinello

Il fotoreporter catanese Antonio Parrinello

Il digitale rimane, comunque, un’invenzione straordinaria. Ha favorito non solo i professionisti, ma anche chi fotografa per passatempo. Basti pensare alla facilità con cui si possono cambiare gli ISO senza la necessità di dover cambiare la pellicola.
Resta però il concetto che per ottenere un alto livello di risultati servono competenze. Quindi alla domanda “la fotografia è morta?” mi sento di affermare che è sicuramente cambiata, si è evoluta.
Anche con il digitale si può realizzare un ottimo scatto. E per far sì che resti stamparlo su carta fotografica potrebbe essere un’ottima idea.

antoparri64@gmail.com

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