Volontariato

Cercasi casa per le Aristogatte di Catania

L’associazione no profit catanese si occupa dal 2012 del recupero, della riabilitazione e dell’adozione di gatti randagi della città. La fondatrice Vera Russo: «Accogliamo sessanta gatti, abbiamo chiesto al Comune una sede appropriata ma senza ottenere risposta»

Secondo la legge il gatto è un bene dello Stato e, anche se randagio, è di proprietà del Comune. In assenza di fondi pubblici, però, intervengono le associazioni di volontariato che si prendono cura dei mici nel territorio rimettondoci di tasca propria

Due mici delle Aristogatte

Due a-mici delle Aristogatte

Fanno parte dell’associazione no profit Le Aristogatte e si occupano del recupero, della riabilitazione e dell’adozione dei gatti randagi di Catania. Stiamo raccontando dell’operato di un gruppo di volontarie, che perseguono come scopo principale il benessere e la tutela dei micetti, con il fine di trovare loro una felice e perpetua famiglia.
Tutto nasce nel luglio del 2012, dall’amore per i felini della fondatrice Vera Russo quando «C’era una grande mancanza - dice - nei confronti di questi animali, sia nel campo del volontariato sia in quello istituzionale. E a tutt’oggi siamo l’unica associazione che, oltre al recupero, alla riabilitazione, all’adozione, si occupa della difesa dei diritti dei gatti, per educare il cittadino. Mi spiego meglio: la legge per il randagismo parla di “randagi”, e la tutela e l’assistenza espressa valgono tanto per il cane quanto per il gatto, tuttalpiù c’è un articolo che è dedicato proprio a questi ultimi perché il gatto, rispetto al cane, ha caratteristiche che vanno messe in evidenza: non ha confini territoriali e le colonie feline, cioè un gruppo di gatti stazionanti in un determinato territorio, sono autorizzate per legge. I gatti, dunque, non si possono spostare dal luogo in cui stazionano perché ciò equivarrebbe a maltrattarli. Un esempio per tutti: quanti si lamentano per la presenza di gatti all’interno del proprio condominio sono passibili di una denuncia penale per maltrattamento. I felini, per natura, si muovono in orizzontale e verticale, saltando qualsiasi recinzione. Quanti non amano le “visite” dei gatti possono solo “ripararsi” da loro, ma senza danneggiarli».

Aristogatte Catania

Altri a-mici delle Aristogatte di Catania

Secondo la legge, dunque, il gatto è un bene dello Stato e, anche se randagio, è di proprietà del Comune. È qui, però, che nasce l’inghippo: in assenza di fondi pubblici, intervengono le associazioni di volontariato che, insieme con quanti li collaborano, si prendono cura dei mici nel territorio e, a volte, ci rimettono di tasca propria. «In associazione siamo circa in trenta - prosegue Vera Russo - anche se, le più costanti sono una decina. Per noi non esistono né giorni di riposo né festivi: ci alterniamo in rifugio, sfruttando la luce del sole perché manca la corrente elettrica. Ci troviamo in una villa storica di proprietà del Comune, che ci ha riconosciuto l’accesso al sito, e qui si riesce ad accogliere circa 60 gatti, spendendo in media circa 900 euro al mese. La cifra schizza in su se si aggiungono spese sanitarie extra. Andiamo avanti con le piccole donazioni di quanti, come noi, amano gli animali e hanno sposato la causa felina, ma spesso utilizziamo fondi personali ed è grazie alle adozioni se, dal 2012 a oggi, in rifugio siamo riusciti ad assistere circa 1.300 gatti, con un sistema di turn over. Sono ormai anni che richiediamo ufficialmente al Comune l’assegnazione di un sito appropriato e a norma di legge in cui assistere al meglio i gattini, ma non abbiamo mai avuto alcuna risposta. Tengo a ringraziare il dottore Antonio Seminara perché è grazie anche alla sua generosità se riusciamo a portare avanti il nostro progetto».
Come dire che lì dove mancano le giuste politiche assistenziali, intervengono quelle dettate dal cuore, per costruire insieme un futuro migliore ai nostri “a-mici”.

pierangelacannone88@gmail.com

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