Buio in sala

Radical chic o coatti? Si ride con le due Italie parallele che faticano a parlarsi

Dietro il successo al botteghino di "Come un gatto in tangenziale" di Riccardo Milani con Paola Cortellesi e Antonio Albanese, c'è un disperato bisogno di comunicazione tra il mondo benestante e "attento" ai problemi sociali e quella "periferia" che vive tra mille difficoltà. Perché dall'una e dall'altra parte ci si vuole tutelare dalle sicure delusioni di amori socialmente "impossibili"

Da una parte i quartieri ghetto della estrema periferia romana (Bastogi in questo caso), dall’altra, un centro storico elegante, curato, ben servito ed  abitato da un annoiato ceto benestante. Nell'ultimo film di Riccardo Milani con Paola Cortellesi e Antonio Albanese la vita scorre  parallela nei due universi la cui contiguità è occasionale e sebbene sia  altamente improbabile una ipotesi di commistione sociale e sentimentale, può accadere che si verifichi una storia d’amore la cui durata non può che essere breve... "Come un gatto in tangenziale”

Come un gatto in tangenziale

Una scena di "Come un gatto in tangenziale" con Paola Cortellesi e Antonio Albanese

Scampia, Zen, Bastogi… tutte zone “bottone nero” all’occhiello del vestito buono di molte città il cui solo pronunciarne il nome  evoca degrado, malaffare, perniciosa promiscuità; dove i mezzi pubblici arrivano a stento e l’amore è sgrammaticamente vergato sui muri con la stessa violenza con cui si avvertono gli intrusi “Lassate ogni speranza o voi k’entrate". Si contrappongono così le due facce diversissime di una stessa medaglia: da una parte i quartieri ghetto dove i fili per stendere la biancheria sono quelli degli stendini inchiodati sotto i davanzali di edifici scatoloni pilastrati di lontana e devastata ispirazione al modello “le corbusier” ed  in cui, di un ascensore progettato ma  mai installato, rimane solo un lungo tunnel verticale dal buco nero di accesso “allapazzato”.

Dall’altra, un centro storico elegante, curato, ben servito ed  abitato da un annoiato ceto benestante. La vita scorre  parallela nei due universi  la cui contiguità è occasionale e sebbene sia  altamente improbabile una ipotesi di commistione sociale e sentimentale, può accadere che si verifichi una storia d’amore la cui durata non può che essere breve... "Come un gatto in tangenziale”.  La commedia brillante che pare tragga spunto dall’esperienza personale del regista Riccardo Milani fatta come padre di una figlia adolescente infatuatasi di un ragazzo di Bastogi, vede come sceneggiatori la stessa Paola Cortellesi (moglie di Milani), Giulia Calenda e Furio Andreotti e riunisce ancora una volta un team lavorativo già sperimentato con successo dallo stesso Milani e dalla coppia affiatata di attori, Antonio Albanese e Paola Cortellesi.

Riccardo Milani

Riccardo Milani

I temi trattati dal film in uscita durante il periodo delle festività natalizie mantengono costante un potenziale di comicità - premiato al botteghino (il film è il primo italiano più visto a Capodanno) - da ascrivere  alla duttilità naturale della coppia di attori. La sempre brillante Cortellesi interpreta Monica, ex cameriera che ha trovato lavoro part-time in una mensa e non si lascia abbattere dalle contrarietà ma proietta tutta la sua cura sul figlio Alessio, riuscendo ad essere una meravigliosa madre coatta piena di verve intelligente ma la prima a volerlo tutelare dalle sicure delusioni di un amore socialmente impossibile. Curatissimo anche l’aspetto scenografico con dettagli esilaranti come la suoneria del campanello di casa con le canzoni di Renato Zero, la presenza delle sorellastre di Monica, le gemelle Pamela e Suellen irresistibili nell’eloquio in tandem ed afflitte oltre che dalla cellulite da uno shopping compulsivo e soprattutto taccheggiatore. Non manca la gita al mare, località Coccia di morto, dove sotto il cartello “divieto di balneazione” si affollano bagnanti di serie C dopo aver fatto la coda per un ghiacciolo alla frutta.  

Come un gatto in tangenziale

Paola Cortellesi e Antonio Albanese

Antonio Albanese interpreta Giovanni; lavora a Bruxelles ed è pagato per pensare: è responsabile di un think tank  (letteralmente serbatoio di pensiero in inglese). Si occupa di analisi delle politiche pubbliche comunitarie che, utilizzando fondi sociali europei, sgravati dall’intraducibile magna-magna italico, prospettano soluzioni sul disagio che slega le periferie ai centri urbani. Egli in una riunione ribadisce convinto che “è sulle periferie metropolitane  che oggi si gioca il futuro dell’Europa; … è arrivato il momento di andare oltre le parole a cominciare da noi , a cominciare da me….”. Ma in realtà non sa di cosa parla. Infatti quando scopre che sua figlia Agnese (Alice Maselli), poco più che ragazzina, si innamora del coetaneo Alessio (Simone De Bianchi) il prototipo del ragazzino coatto, che abita a Bastogi, precipita tutto.

Paola Cortellesi

Paola Cortellesi

Padre separato (la moglie francofila e snob, interpretata da Sonia Bergamasco, se ne è andata a coltivare la profumata lavanda in Provenza) sente la responsabilità di dovere trattare in qualche modo quella nuova situazione che non riesce a gestire se non tallonando i ragazzi. Per la prima volta così prende reale contatto con le periferie, oggetto del suo teorizzare e conosce il vero volto della marginalità sociale. E’ una commedia dai tratti noir finti, tracciati solo negli estesi tatuaggi, nelle gag che spingono alla risata, dove la geografia antropica si impara dal  cibo cucinato nei vari piani, dal fumo e dagli odori stranieri come la  curcuma, il cumino, dove il rispetto per l’altro è scavalcare il condomino che sfugge alla calura e russa stravaccato sul pianerottolo delle scale.

Come un gatto in tangenziale

Albanese, Cortellesi, Alice Maselli e Simone De Bianchi

Chiaramente  il film non vuole suggerire alcuna soluzione o dare lettura  critica dei conflitti sociali ma accenna a questioni serissime quali l’integrazione, la disoccupazione, l’incapacità di comprendere le difficoltà degli altri, l’occasione insperabile  di un ascensore culturale e sociale che in altri tempi paradossalmente era possibile; che rappresenta i modelli antropologici  fortemente estesi ed inchiodati dalla miseria culturale di un sottoproletariato  nazionale dalle esigue speranze  di riscatto sociale, ed economico, dove i ragazzi imparano presto ad arrangiarsi come si può e prendono come normalità anche un capofamiglia, parrucchiere mesciato “al gabbio” (un insupoerabile cameo di Claudio Amendola) per aver  usato impropriamente  i suoi strumenti di lavoro  sulla pancia di un altro e che alterna periodi di  licenza al soggiorno a Rebibbia definendo  con affetto tale  residenza come un “crogiolo di figli di una mignotta”.

daniela.robberto@gmail.com

Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani
Durata:98 minuti
Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D'Ausilio; Alice Maselli, Simone de Bianchi, Claudio Amendola, Franca Leosini

Come un gatto in tangenziale

Da sinistra Cortellesi, Maselli, Claudio Amendola, Albanese e Sonia Bergamasco

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