L'intervista

Davide Vigore: «Io, Sorrentino e "Loro"»

Il regista ennese che quest’anno ha fatto incetta di premi nei principali festival internazionali con il suo "La viaggiatrice", è aiuto regista del nuovo lavoro del premio Oscar Paolo Sorrentino che ha girato un film sull’italianità, il decadimento dell’uomo e Silvio Berlusconi che avrà il volto di Toni Servillo

Sul set (blindatissimo) di "Loro", il nuovo film diretto dal regista Paolo Sorrentino che racconta i rapporti di alcuni personaggi che si intersecano con la vita di Silvio Berlusconi (interpretato da Toni Servillo), è assistente alla regia il 28enne Davide Vigore, il pluripremiato regista ennese. Tre mesi intensi di lavorazione che arrivano nella vita del giovane regista dopo aver conquistato la menzione speciale ai Nastri d’argento con "La viaggiatrice", cortometraggio premiato in 30 festival internazionali ed in gara anche alla 73° Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Migrarti

Paolo Sorrentino e il cast tenico di "Loro"

Al centro della foto, il regista Paolo Sorrentino con il cast tecnico di "Loro". In piedi, alla sinistra del regista napoletano, il giovane regista ennese Davide Vigore

Sul set (blindatissimo) di "Loro", il nuovo film diretto dal regista Paolo Sorrentino che racconta i rapporti di alcuni personaggi che si intersecano con la vita di Silvio Berlusconi (interpretato da Toni Servillo, nda), è assistente alla regia il 28enne Davide Vigore, il pluripremiato regista ennese. Tre mesi intensi di lavorazione che arrivano nella vita del giovane regista dopo aver conquistato la menzione speciale ai Nastri d’argento con La viaggiatrice, cortometraggio premiato in 30 festival internazionali ed in gara anche alla 73° Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Migrarti. Il regista, che ha già lavorato con il più navigato collega palermitano Daniele Ciprì, non può svelare molto del nuovo set in cui è impegnato. «È una volontà di Paolo (Sorrentino, nda) che devo rispettare, anche perché mi ha minacciato che “mi uccide a mani nude” se parlo! E giuro che ha detto proprio così - racconta ridendo -. Il film è un modo interessante per raccontare l'uomo nel suo decadimento e in un certo senso l'italianità. Per il resto dovrete aspettare di vederlo al cinema».

Davide Vigore

Davide Vigore dietro la macchina da presa

Quanto al set e all’esperienza con il Premio Oscar regista di "La grande bellezza", Vigore racconta: «Mi sono trovato molto bene, molti mi avevano messo in guardia su Paolo, descrivendolo come un burbero e irascibile, e mi avevano detto che sarebbe stato complesso poter avere un rapporto con lui. Invece posso dire l'esatto opposto, mi ha dato la possibilità di avere un rapporto di confronto e di amicizia. Il mio ruolo era quello di assistente alla regia, ma ho seguito Paolo anche nella fase di preparazione al film. Mi ha dato dei consigli su cosa leggere e cosa vedere, e tra un ciak e un altro, talvolta, si ritagliava un momento per un dialogo».

La lavorazione di "Loro" è durata 3 mesi vissuti in orari particolari «spesso abbiamo girato per tutta la notte, ma non mi sono mai scoraggiato - aggiunge - anzi, mi ha dato la certezza che è questo quello che voglio fare nella vita. Sento il bisogno di girare un nuovo progetto e, forse mai come adesso, mi sento determinato. Spesso andavo a dormire alle prime ore del mattino ma poi mi svegliavo dopo qualche ora per scrivere la sceneggiatura del mio prossimo lavoro».

Davide Vigore

Vigore con Eurydice El-Etr protagonista de "La viaggiatrice"

A ripercorrere la storia di Davide Vigore si resta un po’ a pensare: partito da Enna è approdato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo e dopo una serie di lavori, tra cui "Cortocircuito" e "Fuorigioco" (firmato a quattro mani con Domenico Rizzo), raggiunge il primo grande risultato lo scorso anno con "La Viaggiatrice". «Enna mi ha dato la grande opportunità di sviluppare la mia creatività e l’immaginazione. Quando mi annoiavo mi rifugiavo nel cinema che mi ha dato la possibilità di vivere lo straordinario. Quando mi hanno regalato la prima telecamera ho iniziato a girare qualsiasi cosa, ogni momento della mia giornata. A un certo punto, con non poche difficoltà, ho iniziato a coinvolgere gli amici: scrivevo un soggetto e improvvisavamo una troupe. Ho capito che poteva essere un mestiere quando sono stato ammesso al Centro Sperimentale di Cinematografia, un percorso di 3 anni che mi ha arricchito moltissimo e mi ha fatto fare sicuramente il salto di qualità».

Quanto ai suoi prossimi progetti... «Non parlo mai delle cose che devo fare perché subito dopo mi pento di quello che ho detto o peggio ancora il progetto naufraga. Però sto scrivendo una nuova sceneggiatura. I miei lavori sono sempre un po’ introspettivi e partono da domande che mi faccio e a cui voglio dare risposte. Parto sempre da una mia ossessione, da una domanda che mi ronza in testa, da un dubbio o una paura che piano piano prendono le fattezze fisiche di un personaggio. Prendo appunti sulle cose che mi vengono in mente durante la giornata, se vedo qualcosa per strada che mi suggestiona devo subito trascrivere i miei pensieri. Appena ho un buon numero di fogli volanti, ma anche di idee ed emozioni, inizio seriamente a costruire la storia ma, devo essere sincero, sono uno che da il meglio vicino alle scadenze. Ho una casa di produzione, Amira3, e quando i miei soci cominciano a mettermi pressione, credo di dare il meglio».

Davide Vigore

Vigore con Daniele Ciprì

Grazie a "La Viaggiatrice", Vigore ha girato il mondo e partecipato ai principali festival internazionali, tra cui Venezia e Cannes.
«Ho avuto la possibilità di confrontarmi con il meglio della cinematografia mondiale, di poter presentare il mio film ad un pubblico qualificato e questo mi ha fatto capire su cosa devo migliorare. Sicuramente nel mio modo di lavorare oggi c'è più consapevolezza e voglia di superarmi. I premi fanno piacere e danno le motivazioni a continuare, ma li considero un punto d'inizio».

tiziana.tavella1@gmail.com

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