Buio in sala

"Loro 1", la sinistra solitudine di una dimora da monarca sdegnoso

Nella prima parte del film di Paolo Sorrentino (la seconda sarà nelle sale dal 10 maggio), il regista napoletano ha voluto fare un film con un Berlusconi parallelo dove è quasi simpatico ma ogni scena trasuda berlusconismo

Sorrentino opera come la coscienza dei sogni: contrappone l’infima corte dei miracoli (Loro) con un uomo riservato (Lui) che si illanguidisce alla musica di Apicella, che tenta di limare la malinconia della moglie che nella solitudine di una villa sontuosa offre il suo cordoglio alla pecora superstite

Loro 1

"Loro 1": da sinistra, Giovanni Esposito (Mariano Apicella), il regista Paolo Sorrentino e Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi

Il film “Loro 1” di Paolo Sorrentino, uscito il 24 aprile scorso, ci introduce subito nella più oscura epopea berlusconiana. Un sottobosco dall’humus purulento dove cortigiani senza scrupolo hanno la sola ambizione di accedere alla corte del  moderno monarca. Lo stile di Sorrentino è riconoscibilissimo nella colonna sonora, nel riprendere dall’alto le masse che si dimenano in gruppo, nell’uso continuo di simboli che vanno dal candido agnello che non regge al gelo del condizionatore al camion della spazzatura che esplode proiettando in aria tutta la spazzatura i cui frammenti diventano le pasticche dell’abbraccio; meno riconoscibili sono i personaggi che rappresentano gli autentici "Loro". Riccardo Scamarcio è un simil-Tarantini mentre Fabrizio Bentivoglio, a metà tra Bondi e Formigoni e chissà chi. Nel mondo immaginario dove sesso, droga sono la moneta corrente tutto è funzionale al potere. Ma l’uomo potente, il Dio non si fa vedere che molto dopo e quando appare non è quello che ci aspetteremmo.

Ciò spiazza lo spettatore; ma è proprio l’effetto desiderato del regista per questa prima parte della storia. Non dimentichiamo che abbiamo a che fare con Sorrentino e che l’immagine del caimano addomesticato è solo strumentale e prodromica ad un suo affondo raffinato e geniale (probabilmente in Loro 2 nelle sale dal 10 maggio) Sorrentino non sarebbe mai potuto cadere nella trappola di ridicolizzare apertamente e con i modi soliti Berlusconi ma opera come la coscienza dei sogni: mescola esperienze apparentemente significative e comprensibili (come la fiera dei vizi e delle sregolatezze ) ma fondamentalmente insignificanti  che mediante uno spostamento assumono valore biecamente rilevante. Ci riesce contrapponendo l’infima corte dei miracoli (Loro) con un uomo riservato (Lui) che si illanguidisce alla musica di Apicella, che tenta di limare la malinconia della moglie che nella solitudine di una villa sontuosa offre il suo cordoglio alla pecora superstite.

Sorrentino gioca con lo spettatore; l’incipit  del film “Tutto documentato, tutto arbitrario” è del libro” Pinocchio - un libro parallelo” e Sorrentino ha voluto fare un film con un Berlusconi parallelo dove è quasi simpatico e sembra dare di sé un’immagine ineccepibile. Ma gli indizi sono a pioggia ed ogni scena trasuda berlusconismo così come  vibrazioni telluriche anticipano la falsità della sua bonomia, l’ambizione sfrenata del potere assoluto, nello sdegno della moglie, nella sinistra solitudine di una dimora da monarca sdegnoso, nei discorsi di un nonno apparentemente bonario che racconta al nipote come sia vincente l’arte di mistificare e far apparire sempre la propria la verità.

Loro 1
Regista: Paolo Sorrentino
Durata: 104 minuti
Cast: Toni Servillo; Elena Sofia Ricci; Fabrizio Bentivoglio; Riccardo Scamarcio; Kasia Smutniak; Euridice Axen.
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