Buio in sala

"Hotel Gagarin", l'albergo incantato dove comincia le felicità

Brillante opera prima del regista Simone Spada con un super cast che vede da Luca Argentero, a Barbara Bobulova, da Giuseppe Battiston a Claudio Amendola, una commedia dal gusto raffinato e persuasivo di chi crede nel suo potenziale narrativo

Un cast che non fa troppe domande e non ha troppe pretese si ritrova in Armenia in una set nato da una truffa. Eppure il messaggio che passa è che, se si vuole essere felici occorre cominciare con le piccole cose che si hanno a disposizione, e la comitiva sgangherata diventa nucleo di gioia di vita per la piccola comunità locale

Hotel Gagarin

Il regista Simone Spada, al centro, con gran parte del cast di "Hotel Gagarin", da sinistra Amendola, Bobulova, Battiston, Argentero, D'Amico

La crisi economica, la malapolitica  spinge a cercare anche nell’arte gli  escamotage dal sapore di truffa. E cosa c’è di più semplice che produrre un film con procurata copertura finanziaria e poi sparire nel nulla?  Nel film “Hotel Gagarin” ci sono tutti gli ingredienti necessari: un politico dalla condotta fraudolenta in grado di reperire fondi europei, un produttore (Tommaso Ragno) che prepara con la sua complice Valeria (Barbara Bobulova) l’imbroglio cinematografico da mettere in atto, un cast che non fa troppe domande e non ha troppe pretese. I personaggi così disarmantemente ingenui si fidano delle parole di Valeria che ancora una volta deve gestire un affare poco trasparente e tutti partono alla volta del set.

Nicola è il professore/regista sognatore (Giuseppe Battiston) che è il solo a credere al valore della sua sceneggiatura che nessuno ha mai letto e mai leggerà; Elio (Claudio Amendola) un burino romanaccio che nei freddi  luoghi troverà il calore dell’amore, Sergio (Luca Argentero) fumatore accanito di spinelli si prenderà l’incarico di direttore della fotografia e Patrizia (Silvia D’Amico) giovane prostituta di borgata quello di attrice professionista. La location è nella lontana Armenia e il gelo dei luoghi ed una centrale nucleare abbandonata fanno da sfondo al set del film. 

Hotel gagarin, Luca Argentero

Hotel gagarin, Luca Argentero

La troupe alloggia all'Hotel Gagarin, pretenzioso ma semideserto albergo isolato nei boschi carichi di neve dove ogni passo affonda silenzioso  come il personale che sovrintende alla necessità di tutti e dove l’ospite stabile della camera 401 accoglie benevolo, dalla misura dei suoi anni l’animo puro del regista- professore e con lui gioca a scacchi muovendo  i pezzi come fa il destino con i passi degli individui. Ancora prima di cominciare le riprese, scoppia una guerra locale, e la troupe viene bloccata senza possibilità di fare ritorno in Italia. Ognuno vede infrangersi i propri sogni o i propri piani ed è qui che il film vira splendidamente da commedia a poesia.

Hotel gagarin, Barbara Bobulova

Hotel Gagarin, Barbara Bobulova

Sulla frase di Tolstoj “Se vuoi essere felice, comincia” le risorse dell’animo fanno dell’empatia lo strumento che scaccia la diffidenza e ci si comincia a conoscere svelando le tristezze, le miserie, i bisogni di ognuno. Il messaggio  che passa è che, se si vuole essere felici occorre cominciare con le piccole cose che si hanno a disposizione, con l’essere promotori del proprio destino, della propria felicità. La realtà cede il passo alla fantasia e rende possibile anche l’impossibile. La comitiva sgangherata si rinsalda e diventa nucleo di gioia di vivere per la piccola comunità locale.

Hotel gagarin, Giuseppe battiston

Hotel Gagarin, Giuseppe Battiston

Nell’albergo incantato  i desideri di realizzazione dei sogni cinematografici di ognuno, elencati in non più di cinque righe prendono corpo e tutta la tutta la nostalgia del un cinema passato scorre incantevole nella magia surreale che connota  l’esordio di Simone Spada. L’artista è capace di affrescare con la delicatezza di un regista consumato, una narrazione che tocca senza abusare mai il lirismo della prova con il gusto raffinato e persuasivo di chi crede nel suo potenziale narrativo  e che riassume tutto facendoci volare assieme ad un vecchio e sdentato Gagarin su un’improbabile navicella di carta pesta lanciata nello spazio al di sopra degli azzurri fondali di cartone.

Hotel gagarin, Claudio Amendola

Hotel Gagarin, Claudio Amendola

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