Visioni

Mel Stoutman: «Il mio film critica il crimine siciliano»

Dopo 3 “spaghetti western” il regista catanese, all'anagrafe Carmelo Auteri, firma "Sicilian Gangster" prodotto e distribuito da Elefante Film

La nuova pellicola, di cui è protagonista Renny Zapato, è stata presentata domenica scorsa a Catania

Mel Stoutman/ Carmelo Autieri ph Elisabetta Pandolfino

Mel Stoutman/ Carmelo Auteri foto di Elisabetta Pandolfino

Chiamatelo Mel Stoutman, pseudonimo che cela l’identità di Carmelo Gerardo Auteri, al secolo “Melo, il corpulento”. Per quanti non lo conoscessero ancora, Mel Stoutman è un veterano del settore cinetelevisivo, suo campo d’azione da oltre vent’anni. Sfogliando il suo curriculum, che poi altro non è che un album dei ricordi, ci sono alcune tappe che saltano subito agli occhi. Partiamo dal 1988, quando diventa assistente di regia nel set della nota fiction televisiva Un posto al sole, per poi spostarsi nel 1999 in quello di Trionfo d’amore, supervisionato dal grande Bernardo Bertolucci.

Una carriera che è arricchita da un’esperienza biennale come montatore negli studi di Cinecittà entertainment, ma anche dalla partecipazione a diversi film festival tra cui quelli Cinemadamare, On the lot short Fest di Steven Spielberg e il Contest Mediaset in onda su Italia2. È il 2015, però, l’anno della “soddisfazione”, quando crea “con le proprie forze”, così come afferma, la Elefante film, con cui ha prodotto e distribuito nelle sale cinematografiche siciliane i suoi primi tre lungometraggi. Ed è di questo che parliamo, quando nominiamo il “corpulento Mel”: dopo tre “spaghetti western” arriva Sicilian Gangsters, prodotto e distribuito da Elefante Film, con la partecipazione come attore di punta di Renny Zapato (“re” del rock 'n' roll e interprete caratterista di film di genere). Co-protagonisti sono il ballerino coreografico Giuseppe Scaccianoce e gli attori teatrali Salvo Monforte, Valerio Caponetto, Antonella Felziani, Anna Toro; la coppia Ketty D’Agosta e Tommy Politini, invece, è alla sua seconda esperienza sul grande schermo, mentre Marco Manzella, per la prima volta in camera, ha subito conquistato il ruolo di attore-rivelazione del film.

Set Sicilian Gangsters

Sul set di Sicilian Gangsters


«Mi fa piacere ricordare - precisa Stoutman - pure gli altri attori ovvero Laura Salerno, Lucia La Causa, Pina Randazzo, Lucrezia Anastasi, Daniela Caruso, Carmelo Scaringi, Valentina De Franco, Riccardo Di Maria, Alessandro e Ludovica Musumeci, Daniel Trepat, Francesco Condorelli, Luigi Messina, Alessandro Idonea, Marcello Messina, Giorgio Pappalardo, Mr ICk, Mauro Borchio, Sharon R. Gates, Fabrizio Fontana, Maddalena Manzoni, Rosario Vattiato, Massimo Ossino, Conci Consoli, Alessandro Ragusa, Ryan e Gerardo Ruben. E poi ci sono Il club biker degli “Scasellati” e Fidia Gangemi, che insieme con la scuola di ballo “Etna Country Style” e “Globus Television” hanno fatto parte del film in diverse scene. Il film è in dialetto siciliano, ma a breve, dovrò mettere i sottotitoli perché mi è stato richiesto da alcune case cinematografiche estere. Il film è stato realizzato ad Acitrezza, ma ho anche inserito un paio di scene realizzate a Catania. Nonostante si narri di malavita locale, il crimine siciliano non viene enfatizzato, anzi se ne parla in modo critico. È questo il messaggio che si vuole mandare». 
Stoutman, come mai non si fa chiamare semplicemente Carmelo Auteri?
«Creo cinema di genere in B-movie e tutti i miei colleghi registi italiani hanno pseudonimi. Non potevo sottrarmi… “Mel” sta per Carmelo e la traduzione di “Stoutman” significa grassottello: sono corpulento, di nome e di fatto. A 48 anni mi piace ancora non prendermi troppo sul serio».
 

Qual è il punto di forza di Sicilian Gangsters e quale quello di Mel Stoutman?
«Si narra la realtà dei fatti senza entrare nei particolari. In alcuni momenti le scene si bloccano per dare spazio a un monologo degli attori, che invitano il pubblico a riflettere. Il regista Mel, invece, spicca per la sua determinazione. Ho vissuto 22 anni a Roma e sono tornato in Sicilia l’anno scorso, trovandola peggiorata. I siciliani si fanno la guerra e la competizione non si conclude con una stretta di mano».
Cosa bolle in pentola?
«Una commedia all’italiana. Narrerà dell’importanza dei valori umani e l’happy end sarà un amore trionfale. Sebbene conosca la realtà, ritengo che occorra dare più importanza all’essere, piuttosto che all’avere. Le classi sociali qui ancora esistono ed è allucinante. Vorrei aprire gli occhi alla gente».
pierangelacannone88@gmail.com

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