Buio in sala

Torna a novembre al cinema l'Infinito di perfezione di Michelangelo

Il film evento in altissima definizione di Emanuele Bucci, con Enrico Lo Verso nedi panni del genio dell'arte, e Ivano Marescotti in quelli di Giorgio Vasari, nelle sale per una settimana nei giorni scorsi, sarà proiettato nuovamente sul grande schermo il 19 e il 20 novembre

Il film evidenzia punta alle emozioni che scaturiscono dalla visione che consente di cogliere tutti i dettagli che rivelano le personalità, le sensazione, i turbamenti dei soggetti scolpiti e dipinti che sono in fondo quelle dell’uomo Michelangelo inquieto genio che si consuma nella solitudine e nella consapevolezza di non poter raggiungere il suo ideale di perfezione

Michelangelo Infinito

Enrico Lo verso è Michelangelo in "Infinito" di Emauele Bucci

Michelangelo - Infinito, il film evento di Emanuele Imbucci produzione Sky - Magnitudo Film distribuito da Lucky Red, è stato per 7 giorni (dal 27 settembre al 3 ottobre) in 300 sale cinematografiche e potrà essere visionato sul grande schermo per altri due giorni: il 19 e il 20 novembre prossimi.

In Michelangelo-Infinito il mirabile ed apprezzabilissimo tratteggio del genio immortale di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Cast limitato ma al tempo stesso ricchissimo: infatti oltre ad Enrico Lo Verso (Michelangelo Buonarroti nelle varie età) e Ivano Marescotti (Giorgio Vasari, attento biografo suo coevo), gli eccezionali protagonisti sono proprio le opere di Michelangelo, frutto oltre che di un talento naturale rarissimo, quasi unico, di una abnegazione totale verso un lavoro amato e sofferto affrontato nel freddo delle cave con le mani bianche di polvere che accarezzano il blocco di marmo mentre la mente ricerca le perfette rappresentazioni del corpo umano.

Michelangelo Infinito Ivano Marescotti

In "Michelangelo - Infinito" Ivano Marescotti è Giorgio Vasari

Meraviglia sempre che chi abbia avuto in sorte l’immortalità delle idee e delle opere possa aver sofferto una vita travagliata. Eppure anche per il Buonarroti fu così: la mancanza di finanziamenti, la competizione con gli altri artisti, la fatica fisica del lavoro sembrano essere state presenze costanti così come doveva far i suoi conti con la Chiesa principale committente  dell’epoca e non sempre incline ad accettare le sue tecniche innovatrici circa l’uso del colore, della tridimensionalità delle forme pittoriche, la sua ostinata aspirazione verso la perfezione e quel bisogno continuo di confrontare l’umano con il divino.

In appena 93 minuti che sembrano volare il film evidenzia il pregio di non essere un documentario né una biografia romanzata; pur nella contestualizzazione del preciso periodo storico, non ha alcun intento didattico ma punta alle emozioni che scaturiscono dalla visione che utilizzando una tecnologia in ultradefinizione (4k Hdr), consente di cogliere tutti i dettagli che rivelano le personalità, le sensazione i turbamenti dei soggetti scolpiti e dipinti che sono in fondo quelle dell’uomo Michelangelo inquieto genio che si consuma  nella solitudine e nella consapevolezza di non poter raggiungere il suo ideale di perfezione.

La riuscitissima ed alternata contrapposizione degli ambienti naturali con quelli sontuosi delle dimore papali o austeri come i musei vaticani tende il filo che unisce il  grezzo blocco di marmo con l’opera finale e l’umanità composita prende corpo da linee tracciate con il carboncino sul cartone e come Michelangelo libera la scultura che non aspettava che di essere portata alla luce così nella solitudine dei ponteggi elevati nella cupola della Cappella Sistina alla fioca luce delle candele la sua umanità composita prende corpo in un suo giudizio universale dove la creatura umana sarà sempre a una distanza virtuale da Dio in attesa che si compia la promessa di quell’ultima insindacabile sentenza.

daniela.robberto@gmail.com

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