Buio in sala

L’humor siciliano dal vivace guizzo intellettivo de I Soldi Spicci

“La fuitina sbagliata” è un film che non ha nessuna pretesa artistica particolare ma che regala un piacevole intrattenimento basato sulla classica commedia degli equivoci dove il rimedio è sempre peggiore del danno

Il debutto sul grande schermo del duo siciliano è leggero come deve essere la scorza fritta del cannolo, e gradevole come la farcitura di ricotta lavorata con lo zucchero, mischiando l’ingenuo al paradossale e giocando con ironia sugli stereotipi che inchiodano nell’immaginario collettivo opinioni generalizzate e spesso falsate sugli usi e costumi siciliani

I Soldi Soicci in "La fuitina sbagliata"

I Soldi Soicci in "La fuitina sbagliata"

A fronte della cautela per un film opera prima, non solo per i protagonisti (Annandrea Vitrano e Claudio Casisa, in arte I Soldi Spicci), ma anche per il regista (il napoletano Mimmo Esposito), “La fuitina sbagliata”  risulta leggero come deve essere la scorza fritta del cannolo e gradevole come la sua farcitura di ricotta lavorata con lo zucchero.
Ambientata in parte a Palermo e a Marzandello, borgo siciliano di pura invenzione (forse Marzamemi e Mondello - bisognerebbe chiederglielo perché loro amano le crasi) il film, mantenendo le caratteristiche di un prodotto fatto in casa, rassicura per la genuinità degli ingredienti a km 0.

Barbara Tabita_Stefania Blandeburgo La fuitina sbagliata

Barbara Tabita e Stefania Blandeburgo in una scena di "La fuitina sbagliata"


Pecore amate come figli, cannoli, gente che mormora, famiglie apprensive e progetti matrimoniali per sancire sodalizi commerciali, fanno da sfondo alla storia di Claudio e Anna che a Marzandello crescono e si  innamorano. I due sono rispettivamente i figli di una famiglia che produce  prodotti caseari e di un’altra che fa scorze di cannoli; inevitabile quindi  che le famiglie utilizzino i loro volti per sponsorizzare in effige “il cannolo degli innamorati”. Giunti a Palermo, gli studi universitari, la convivenza e la velocità diversa di crescita culturale dei due, irrancidisce l’amore. Ma come comunicarlo alle famiglie e al paese, sindaco in testa, che confidano in quell’unione per  esportare i cannoli ora che hanno anche trovato uno sponsor milionario in Giappone?

I soldi spicci_La fuitina Sbagliata

Annandrea Vitrano e Claudio Casisa in una scena del film

La vicenda che si muove con i ritmi alla Ficarra e Picone e che  fa dell’humor siciliano il vivace guizzo intellettivo  mischia l’ingenuo al paradossale, gioca con ironia sugli stereotipi che inchiodano nell’immaginario collettivo opinioni generalizzate e spesso falsate circa usi e costumi locali.  Chiaramente siamo davanti ad un film che non ha nessuna pretesa artistica particolare  ma che regala un piacevole intrattenimento basato sulla classica commedia degli equivoci dove il rimedio è sempre peggiore del danno; la faccia duttilissima di Claudio diventa maschera di gomma e si sorprende, si imbroncia e soffre per la risoluta Annandrea, perfetta incarnazione delle siciliane che tanto ricorda la nostra bella  Isabella Ragonese.

La fuitina sbagliata

Una scena del film "La fuitina sbagliata"

I soldi spicci il cui nome forse nasce dagli esigui guadagni durante il periodo di  gavetta artistica, sono ormai presenza importante sul web; approdano al grande schermo nel film prodotto prodotto da Cattleya e Buonaluna (di Alessandro Siani) con Rai Cinema,  con lo stile delle loro gag comiche basate sul rapporto sbilanciato di coppia e la loro  recitazione forse a tratti ingenua non risulta mai volgare. Inoltre si avvalgono della presenza di attori teatrali nostrali e fortemente “navigati” come Stefania Blandeburgo, Barbara Tabita, David Coco , Paride Benassai, Ernesto Maria Ponte, Toti e Totino. Come in una grande famiglia, fanno squadra artistica e avvolgono con la cura parentale che soli i siciliani sanno dare, i giovani talenti in crescita lasciando che le scarpe da ginnastica  rosse dello sposo e i  piedi nudi della sposa corrano verso il mare in una “ fuitina” che non è mai giusta.

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