Sicilia da scoprire

Gualtieri Sicaminò l’antico borgo dei bachi da seta

Dal centro dei Monti Peloritani anticamente ricco di alberi di gelsi (sicaminos in greco) si possono raggiungere due suggestive frazioni: Soccorso e la disabitata Sicaminò dove la natura dà spettacolo con le cascate del Cataolo

Nel territorio compreso fra i Monti Peloritani e la costa tirrenica di Milazzo, troviamo piccoli borghi fra le verdi colline modellate dai torrenti che scendono a mare, come Gualtieri Sicaminò. Il borgo è separato in due nuclei dall’ampio alvèo del torrente Gualtieri che scorre all’interno del centro abitato, unito da una serie di ponti fra cui spicca l‘antico Ponte vecchio pedonale

Il borgo fantasma di Gualtieri Sicaminò

Il borgo fantasma di Gualtieri Sicaminò, foto di Giovanni Musumeci

Nel territorio compreso fra i Monti Peloritani e la costa tirrenica che si affaccia sul golfo di Milazzo, troviamo piccoli borghi fra le verdi colline modellate dai torrenti che scendono a mare. A pochi chilometri da Milazzo, a 80 metri sul livello del mare, c’è un antico borgo dove il tempo sembra rallentare il suo corso: Gualtieri Sicaminò. Il suo toponimo deriva dal nome del feudatario (Gualtiero Gavarretta) a cui appartenne nel XIII secolo e dagli alberi di gelso, in greco Sicaminos, anticamente utilizzati per l’allevamento dei bachi da seta. Il borgo è separato in due nuclei dall’ampio alvèo del torrente Gualtieri che scorre all’interno del centro abitato, unito da una serie di ponti fra cui spicca l‘antico Ponte vecchio pedonale.

Il Ponte Vecchio di Gualtieri Sicaminò

Il Ponte Vecchio di Gualtieri Sicaminò, foto di Giovanni Musumeci

L’appuntamento più importante del borgo è la festa del Patrono San Nicola di Bari che si celebra l’ultima domenica d’agosto e che richiama migliaia di turisti. Per tre giorni e tre notti è un susseguirsi di eventi culturali, musicali, mostre artistiche ed enogastronomiche nei rioni, e giochi e coreografie di fuoco sotto il Ponte vecchio. La festa rappresenta un autentico momento di partecipazione di popolo che culmina l’ultima notte con uno dei più spettacolari giochi pirotecnici in Sicilia.

Dal vecchio borgo sono raggiungibili due interessanti frazioni: Soccorso e la frazione disabitata di Sicaminò. La frazione di Soccorso, a 210 metri sul livello del mare, è un agglomerato di case costruite attorno alla chiesa della Madonna del Soccorso. Curiosamente molti dei suoi abitanti per devozione alla Madonna si chiamano Soccorso come il pasticcere locale, famoso per le sue creazioni dolciarie. Salendo ancora più su, fino a 290 metri sul livello del mare, troviamo la frazione disabitata di Sicaminò e poco più avanti una vera attrazione della natura: le cascate del Cataolo.
Meta di appassionati trekker, biker e canyoning, queste cascate facevano parte del “parco delle cascate”, una struttura d’accoglienza ben segnalata con percorsi pedonali “distrutta” da una frana che ha cambiato lo scenario nella zona segnando una lenta decadenza delle strutture ormai abbandonate.

Le cascate del Cataolo

Le Cascate del Cataolo, foto di Giovanni Musumeci

Questi luoghi, di cui la natura ha ripreso lentamente possesso, non hanno perso il loro fascino ed in estate sono meta di appassionati o semplici curiosi che vanno alla scoperta di questo angolo di natura e dell’abitato fantasma di Sicaminò. Fino agli Anni 90 queste antiche case erano il centro della vita mondana che ruotava attorno all’animatore e padrone di Sicaminò: il gentiluomo Duca Giuseppe Avarna, barone di Sicaminò e Marchese di Castanea. Passeggiando fra le case in rovina del borgo si nota il Palazzo baronale, l’antica Cappella, il bar, la sala ricevimenti e gli alloggi, contrassegnate dallo stemm araldico della famiglia. Negli Anni 80 Sicaminò divenne protagonista delle cronache rosa del tempo. Il Duca aveva abbandonato la famiglia per realizzare il suo sogno d’amore con una giovane hostess. Quando non gli fu più concesso di risiedere nel palazzo, si rifugiò nei locali attigui la cappella, e secondo le cronache sembra che il duca di notte amasse suonare la campana per festeggiare “l’unione amorosa” con la sua giovane compagna. Passato alla storia come il “Duca della campana”, qui visse gli ultimi anni della sua vita morendo tragicamente nel febbraio 1999 in seguito ad un incendio che distrusse i suoi appartamenti. Visitare Gualtieri Sicaminò significa fare un tuffo nell’antico e recente passato fra cultura, feste religiose e nobiliari, storie d’amore ed una natura tutta da scoprire con piacevoli passeggiate fuori porta.

Palazzo baronale a Sicaminò

Palazzo baronale a Sicaminò, foto di Giovanni Musumeci

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