L'itinerario

Sotto il Ponte dei Saraceni dove il Simeto ha scritto la storia di Adrano

In contrada Mendolito il fiume si incanala in una forra stretta gola lavica che termina poco dopo lo storico ponte di pietra policroma nato in epoca romana e rifatto da esperte maestranze arabe durante il dominio normanno

In contrada Mendolito, nel comune di Adrano, le antiche rocce laviche pre etnee sono state incise e modellate dalle acque del Simeto in modo spettacolare. Questo luogo è conosciuto dagli studiosi come le forre di Adrano dove la “forra” indica una stretta gola incisa dall’azione erosiva del fiume La forra, lunga qualche centinaio di metri, termina poco dopo uno storico ponte di pietra policroma: il Ponte dei Saraceni

Ponte Saraceno di Adrano

Il Ponte saraceno di Adrano, foto di Soren Wang

Il fiume Simeto, raffigurato con le sembianze di un vecchio alla base della fontana dell’Elefante di piazza Duomo a Catania, nasce sui monti Nebrodi ed anticamente sfociava, come i suoi affluenti, nel grande golfo pre etneo. Il suo corso ha subìto l’evoluzione della genesi dell'Etna che lo ha costretto a deviare ad ovest aggirando l’apparato vulcanico per sfociare a sud di Catania. Nel corso dei millenni l’azione continua del fiume ha modificato e reso fertile il vasto territorio pedemontano attraversato. In contrada Mendolito, nel comune di Adrano, le antiche rocce laviche pre etnee sono state incise e modellate dalle acque del Simeto in modo spettacolare.

Ponte dei saraceni di Adrano, foto Soren Wang

Il Ponte dei saraceni di Adrano, foto Soren Wang

Questo luogo è conosciuto dagli studiosi come le forre di Adrano che, insieme al ponte che lo attraversa, dal 2000 fa parte del sito di interesse comunitario (SIC). Il termine “forra” indica una stretta gola incisa dall’azione erosiva del fiume nel corso dei tempi. Il fiume scivolando nella stretta e profonda gola crea con le sue acque delle rapide, turbolenze e vortici che si insinuano fra le nere e profonde pareti basaltiche. La forra, lunga qualche centinaio di metri, termina poco dopo uno storico ponte di pietra policroma: il Ponte dei Saraceni. Così descriveva questo luogo nel XIX secolo lo studioso adranita Giovanni Petronio Russo: “Il Simeto ha qui una larghezza di due metri circa; il suo letto è assai profondo. Questo passo chiamasi del pecorajo perchè un bifolco inseguito dà nemici, passò dall’una all’altra parte con un salto. Ivi presso è il Ponte Normanno”.

Forra di Adrano, foto di Soren Wang

La forra di Adrano, foto di Soren Wang

Le due sponde presentano pareti levigate e perennemente bagnate dal fiume che pur nella sua arcana bellezza è meglio osservarle a distanza di sicurezza. Un buon punto di osservazione della forra è dall’arco maggiore a sesto acuto del ponte dei Saraceni. Le origini del Ponte Normanno, formato da due archi a sesto acuto e tre a sesto tondo, si pensa risalgono al periodo dello impero romano come struttura di collegamento fra Adrano e Centuripe e di attraversamento del Simeto lungo la grande via “frumentaria” (commercio del grano) che dall’interno della Sicilia si dirigeva verso il porto di Catania. Nel corso dei secoli ha subìto a causa di terremoti ed inondazioni di cui l’ultima nel 1948, crolli e rifacimenti.

La tradizione popolare vuole che questo ponte, dalla bellissima struttura policroma, sia stato ricostruito e modificato da esperte maestranze saracene, da cui ha preso il toponimo, nel XII secolo durante il periodo della dominazione normanna Dal ponte si ammira un panorama di rara bellezza paesaggistica, lo sguardo spazia dall’imponente sagoma dell'Etna ai paesi del territorio pedemontano per finire in basso ai sinuosi disegni delle rocce scolpite dal Simeto. Un sito che merita di essere visitato per i suoi intrinseci valori storici, artistici e geologici.

Per arrivare al ponte, con l’auto si procede lungo la Via Garibaldi che inizia all’altezza del castello di Adrano. Alla fine si gira a sinistra per la discesa, si imbocca poco dopo a destra la strada provinciale 122 per arrivare dopo 5 chilometri, immersi nella campagna, al fiume ed al ponte nei cui pressi si posteggia l’auto. Nel gennaio del 2015 una indagine condotta da un famoso quotidiano nazionale ha incluso il ponte dei Saraceni nei trenta ponti più belli d’Italia.

gimeci@hotmail.it

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