Itinerari d'arte

Nell’Agrigentino l’arte si fa bella

Al Ritratto di Paolo III di Farnese di Tiziano esposto al Mudia di Sambuca di Sicilia fino al 27 maggio, si aggiunge la personale di Giuseppe Colombo fino al 25 maggio alla Villa Aurea di Agrigento

C’è sempre un motivo valido per una visita nell’Agrigentino che, oltre a quella Valle dei Tempi famosa in tutto il mondo, offre ai visitatori la possibilità entrare in contatto con la bellezza, sia della natura, sia quella dell’arte contemporanea (Farm Cultural Park a Favara) ma in questi giorni c’è un motivo in più per visitare il territorio agrigentino, e l’occasione è offerta da due importanti iniziative artistiche: una ospitata nella Valle dei templi, l’altra a Sambuca di Sicilia, “Borgo più bello d’Italia” 2016

Villa Aurea di Agrigento

L’esterno di Villa Aurea, la dimostra ottocentesca che ospita la mostra “Di memorie, di reale incanto”, con il busto di sir Alexander Hardcastle in primo piano

C’è sempre un motivo valido per una visita nell’Agrigentino che, oltre a quella Valle dei Tempi famosa in tutto il mondo, offre ai visitatori la possibilità entrare in contatto con la bellezza. La bellezza della natura, come quella offerta dalle sue coste incontaminate – dalla suggestiva Scala dei Turchi all’Oasi naturalistica di Siculiana –, a quella dell’arte contemporanea che trova un’alta concentrazione al Farm Cultural Park, la galleria d’arte open air di Favara. Ma in questi giorni c’è un motivo in più per visitare il territorio agrigentino, e l’occasione è offerta da due importanti iniziative artistiche: una ospitata proprio ad Agrigento, nella Valle dei templi, l’altra a Sambuca di Sicilia, il borgo che nel 2016 è stato insignito del titolo “Borgo più bello d’Italia”.

Nelle sale di Villa Aurea, proprio nel cuore del Parco della Valle dei Templi, è stata inaugurata la mostra “Di memorie, di reale incanto”, una raccolta di opere di Giuseppe Colombo, a cura di Elisa Mandarà. La dimora ottocentesca, storica residenza del mecenate e archeologo dilettante sir Alexander Hardcastle, posizionata tra il Tempio della Concordia e quello di Ercole, ospita fino al 25 maggio una ventina di opere, tra oli, pastelli e matite, del raffinatissimo disegnatore ormai da un ventennio sulla scena dell’arte contemporanea. L’artista originario di Modica per questa mostra ha concepito un suo personale omaggio al territorio, un olio inedito intitolato I Dioscuri di Agrigento, e altri cinque disegni nati durante i sopralluoghi dei mesi scorsi fra i monumenti dichiarati dall’Unesco “patrimonio dell’Umanità”. Le opere in mostra documentano come ancora oggi la Valle dei Templi e il suo mistico paesaggio millenario punteggiato dal verde degli ulivi rinnovino il “reale incanto” testimoniato dai celebri viaggiatori del Grand Tour: una potente energia creativa che affiora dalle architetture e dalla silenziosa memoria delle pietre che continuano a sedurre artisti e visitatori.

I dioscuri di Agrigento di Giuseppe Colombo

I Dioscuri di Agrigento di Giuseppe Colombo, olio su tela, centimetri 180x130 (2018), LGT

«La mostra attraversa due filoni essenziali dell’opera di Giuseppe Colombo – dice Elisa Mandarà - la relazione primaria che il pittore coltiva con la realtà, sostanziata da una gamma distillata di soggetti poetici, e la linea memoriale, connotata da un preziosismo di gusto e di resa, per il quale l’artista trasceglie alcune delle più fini icone dall’emporio formale della grande tradizione occidentale».

A Sambuca di Sicilia, roccaforte sicana a pochi chilometri dal mare di Menfi, invece, è possibile ammirare uno dei capolavori di Tiziano ospitato fino al 27 maggio nella seicentesca chiesa del Purgatorio, polo espositivo sambucese del Mudia, il Museo diffuso di arte sacra. Si tratta del "Ritratto di Paolo III Farnese", rientrato un anno fa nella Pinacoteca comunale di Troina e attualmente in prestito al comune di Sambuca, che raffigura il papa seduto col capo coperto da un camauro, con una "memoria" nella mano destra, ritratto davanti a una finestra da cui si scorge uno scorcio paesistico. «Un'opera di grande pregio – ha detto il critico d'arte Paolo Giansiracusa, direttore della Pinacoteca e studioso del quadro - che Tiziano dipinse nei giorni in cui il Papa incontrò l'imperatore Carlo V a Bologna. Rappresenta uno dei documenti storico-artistici più importanti per la storia della chiesa moderna e per le dinamiche politiche e religiose della società europea del tardo Rinascimento. L’opera arricchisce il patrimonio artistico dell'Isola e va a aggiungersi alle prestigiose opere di Antonello da Messina e Caravaggio custodite nei musei siciliani».

Ritratto di Paolo III Farnese di Tiziano

Ritratto di Paolo III Farnese di Tiziano esposto al Mudia di Sambuca di Sicilia

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