Borghi di Sicilia

A Burgio, la piccola capitale dell'arte della ceramica

Nel fine settimana anche nel borgo agrigentino, noto per le fonderie di campane di bronzo, torna "Buongiorno ceramica" la festa nazionale promossa dall’Associazione nazionale delle città della ceramica

Chi ama l'arte e la ceramica non può non fissare un week end tra i manufatti in maiolica di Burgio, dove la creatività si può toccare con mano in tante nuove botteghe che hanno ripreso un'antica tradizione che appariva dimenticata

Burgio

Burgio vista dal Museo della ceramica Muceb

Torna anche a Burgio, uno dei borghi antichi più attraenti della provincia di Agrigento, l’appuntamento con Buongiorno ceramica, la festa nazionale della ceramica promossa dall'Associazione nazionale delle città della ceramica, in programma sabato 19 e domenica 20 maggio. Saranno in tutta Italia due giorni di festa dedicati alla ceramica storica e artistica, una ghiotta occasione per visitare anche Burgio e respirare l'aria della storia che ha attraversato i luoghi un tempo centri vitali dell’economia.
Chi ama l'arte e la ceramica non può non fissare un week end tra i manufatti in maiolica di Burgio, dove la creatività si può toccare con mano in tante nuove botteghe che hanno ripreso un'antica tradizione che appariva dimenticata. Da queste parti tra i secoli XVI e XIX si è sviluppata una ricca tradizione della maiolica. Le botteghe sorte nel corso dei secoli hanno arricchito la produzione di terracotta smaltata, personalizzata con disegni che ancora oggi sono particolarmente ammirati.
La storia racconta di un maestro, Nicolò Lo Cascio, che tra il 1685 ed il 1703 creò uno stile personale nella serie di vasi da farmacia. In seguito, le botteghe intensificarono la propria produzione, specializzandosi in mattoni per pavimenti decorati con luminose policromie, presenti ancora oggi in diverse case nobiliari della Sicilia Occidentale.

Campanili maiolicati di Burgio

Campanili maiolicati a Burgio, foto M. Calocero

L’istituzione del Museo della Ceramica di Burgio (MUCEB) da alcuni anni alimenta lo sviluppo turistico del territorio impostato sulla storia e la bellezza di quest'arte. E' ospitato nell’ex monastero annesso alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificato dai Frati Minori Osservanti nel 1580. Nella ricca esposizione si possono ammirare antichi e pregiati reperti dell’arte ceramicola siciliana sviluppatasi nella cittadina agli inizi del XVI secolo. Merita visita l'antico quartiere dei Figuli, che sorge in prossimità del centro storico e vicino alle aree boschive che in questo territorio sono numerose. Ci sono solo i resti delle antiche fornaci dove si lavorava la ceramica. Le ricerche storiche hanno certificato che l’insediamento era caratterizzato da tante piccole strutture produttive poste l’una accanto all’altra, con ambienti chiusi destinati alla tornitura, alla cottura del vasellame e alla fusione del piombo e altri minerali. E dalla vicina collina si estraeva l'argilla. Dei profondi solchi sono ancora oggi presenti e mostrano la divisione e distribuzione delle zone fra i diversi artigiani per il prelievo della materia prima.

Castello di Burgio

Il Castello di Burgio

Ma il week end a Burgio non è solo ceramica: c'è anche un secondo spazio espositivo, il Museo delle Mummie, ubicato nella cripta del Convento dei Cappuccini. Durante un restauro vennero ritrovate in una cripta 49 mummie, appartenenti a religiosi e benefattori, conservate oggi assieme a corredi funebri, tessuti, corone di spine, coronane di grani per il rosario, cappelli, scarpe, calze ed altri piccoli oggetti, tutti risalenti al XVIII, XlX e X secolo.
Un'altra tappa è la conoscenza del Castello che venne edificato dagli arabi. Nel centro urbano, di aspetto medievale, si può ammirare anche la Chiesa Madre, dove è custodito un Crocifisso ligneo, proveniente dal Santuario di Rifesi, probabilmente del sec. XIII. la Chiesa di S. Giuseppe, costruita nel XVI secolo e restaurata agli inizi del XVIII, la Chiesa di S. Vito, dove è custodita la celebre statua di S. Vito di Antonello Gagini. E non può mancare l'incontro con le fonderie di campane di bronzo, la più antica delle quali è quella storica di Mario Virgadamo.

grecca@libero.it

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