Sicilia antica

A Mussomeli il castello si anima di tre secoli di storia

"Il castello di Mussomeli tra passato e presente. Dai Chiaramonte ai Lanza" è una rievocazione storica, a cura degli studenti del liceo Virgilio, che martedì 12 giugno interesserà nuovamente la fortezza del paese nisseno, un'occasione per scoprire suggestivi scenari naturali lungo gli antichi sentieri dei pellegrini

Nell'antico maniero manfredonico-chiaramontano saranno proposte anche delle rievocazioni storiche come la concessione del feudo da parte del re a Manfredi III Chiaramonte, (che si ritiene il padre fondatore della moderna Mussomeli), così come sarà narrata la drammatica storia della baronessa di Carini, avvenuta sotto il dominio dei Lanza

Il castello animato a Mussomeli

Il castello animato a Mussomeli

Per l’originale progetto Il castello di Mussomeli tra passato e presente. Dai Chiaramonte ai Lanza durante la mattinata di martedì 12 giugno nel maniero manfredonico-chiaramontano del paese nisseno sarà rievocata l’atmosfera dei tempi andati con i liceali dell’istituto Virgilio, provetti Ciceroni, vestiti in abiti medievali. Gli studenti guideranno i visitatori lungo le antiche sale e illustreranno l’aspetto storico del Nido d’aquila fuso nella rupe e i vari casati che hanno dominato questi sterminati feudi. Saranno proposte anche delle rievocazioni storiche come, appunto, la concessione del feudo da parte del re a Manfredi III Chiaramonte, (che si ritiene il padre fondatore della moderna Mussomeli), così come sarà narrata la drammatica storia della baronessa di Carini, avvenuta sotto il dominio dei Lanza. Un progetto che nelle scorse settimane ha coinvolto le scolaresche del circondario e che nella giornata conclusiva (inizialmente prevista per domenica 10 giugno), vedrà protagonisti gli studenti che guideranno turisti e semplici curiosi alla scoperta della secolare storia del territorio, rievocata tra le mura del castello grazie a dame, cavalieri, artigiani e cortigiani che li accoglieranno e li guideranno lungo le sale allestite per l’occasione.

Castello di Mussomeli

Il castello di Mussomeli

Il castello di Mussomeli è un titano di pietra calcarea che si innalza per 80 metri (760 metri sul livello del mare), in posizione strategica a dominare l’intera vallata. Il maniero è inespugnabile a Sud e a Ovest, mentre è difeso da poderose mura merlate negli altri due lati. Un autentico pezzo di Medioevo che è resistito nei secoli ed è stato muto testimone della storia della Sicilia. Siamo nella seconda metà del 1300 quando Manfredi diventa signore di queste terre. Verosimilmente, Mussomeli ai tempi è un piccolo villaggio di contadini e pastori arroccato ai piedi del monte San Vito. Con l’affermarsi del feudalesimo il suo territorio viene inglobato nella signoria di Castronovo tenuta dalla famiglia dei Doria (o D’Auria), fino alla morte di Corrado II e del figlio Antonello. Nel 1361, ma le notizie sono incerte, Pirrone di Talamanca usurpò queste terre e ne divenne signore anche se il feudo di Castronovo era tornato al Demanio. La signoria di Pirrone non dura a lungo: nel 1362 i baroni siciliani si riappacificano con la Corona e si impegnano a riconsegnare al Demanio, o ai legittimi proprietari, le terre conquistate con la forza. Di certo tra il 1364 ed il 1367 Manfredi III di Chiaramonte ottiene con regolare privilegio la signoria di Castronovo di cui faceva parte il primo nucleo abitato di Mussomeli e il suo castello.

Il castello animato di Mussomeli

Le giovani guide in costume al Castello di Mussomeli

Per chi volesse godere delle bucoliche suggestioni dei luoghi, non mancano altri itinerari interessanti da percorrere alla scoperta dei Monti Sicani. Domenica scorsa, ad esempio, è stato inaugurato l’itinerario sacro-naturalistico che ripercorre gli antichi sentieri dei fedeli in pellegrinaggio verso i santuari di Campofranco, Mussomeli e Sutera. L’itinerario è inserito nella rete delle Vie Sacre di Sicilia e viene gestito d’intesa tra il Libero Consorzio comunale di Caltanissetta, la Diocesi nissena, il comune di Mussomeli e le Pro Loco di Campofranco, Mussomeli e Sutera che si occupano dell’accoglienza dei pellegrini e di accompagnarli lungo il percorso cittadino alla scoperta delle bellezze dei borghi. Un itinerario tra escursionismo e fede studiato per permettere di visitare, oltre ai santuari, anche l’area archeologica di Cangioli, chiesette di campagna ed edicole votive, i musei, la Riserva naturale di Monte Conca, Monte San Paolino e, ovviamente, il Castello di Mussomeli.

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