L'itinerario

Sul Monte Ilice nelle terre narrate da Giovanni Verga

Una bella occasione per una facile escursione fra natura e storia. Trekking sull'Etna, in territorio di Trecastagni, alla ricerca della Casa della Capinera la dimora dove alloggiò nel 1854 l’educanda che ispirò il celebre romanzo "Storia di una capinera"

Il panorama che si apre sull’Etna, sui paesi della costa Ionica e pedemontani ripaga della breve fatica per raggiungerla. Riscendendo per il sentiero iniziale si vede in basso, circondata dai boschi, “la bella casetta posta sul pendio della collina”: la Casa della Capinera

La casa della capinera sul Monte ilice

La casa della Capinera sul Monte Ilice in territorio di Trecastagni, foto di Giovanni Musumeci

Nel 1871 viene dato alle stampe il romanzo Storia di una capinera di Giovanni Verga. Il romanzo, che è in parte autobiografico, storicamente prende spunto dall’epidemia di colera che nell’estate del 1854 colpì Catania. Molte famiglie furono costrette a rifugiarsi in campagna per sfuggire all’epidemia. L’autore, allora quattordicenne, si stabisce con la famiglia nella tenuta di Tebidi nelle campagne di Vizzini. Durante il soggiorno conosce, nel monastero di San Sebastiano dove è monaca una sua zia, Rosalia una giovane educanda di cui s’innamora. Verga rimane colpito dall’austera e severa vita del monastero e dal racconto di una povera capinera, che non potendo riavere la libertà si lascia morire in gabbia. Il romanzo ambientato fra Catania e Trecastagni, segue le vicende umane della giovane Maria, una educanda di diciannove anni, orfana di madre che il padre chiude sin da piccola, su consiglio della seconda moglie, in un convento di clausura in ossequio alla pratica della “monacazione forzata” per non disperdere l’eredità di famiglia in favore dei due figli nati in seconde nozze.

monte ilice la casa della capinera

La casa della Capinera, foto di Giovanni Musumeci

A causa dell’epidemia Maria viene mandata in famiglia che si era trasferita “nella bella casetta posta sul pendio della collina” di Monte Ilice. Poco distante la casa abitano degli amici di famiglia, i Valentini. Conosce e diventa amica dei due figli, Annetta e soprattutto Nino di cui pian piano prova uno strano sentimento, l’amore. La fine dell’epidemia ed il rientro a Catania è traumatico per Maria, il suo cuore batte per Nino ma è “promessa sposa a Dio”! Su insistenza e pressione della matrigna dolorosamente rientra in convento per farsi suora. Col trascorrere dei mesi il peso di questa scelta forzata diventa insopportabile e lacerante. Una sera scappa dal convento per andare a casa di Nino, qui scopre che si era intanto sposato con la sorellastra. Di fronte alla dura realtà capisce che la sua vita è definitivamente finita, ritorna nella sua “gabbia”, il convento, e si lascia morire come la povera Capinera. Fin qui il romanzo.

Monte Ilice

Foto di Giovanni Musumeci

A nord di Trecastagni, come segnalato dalla carta escursionistica 1:50.000 del Parco dell’Etna ed. 2015, troviamo il punto base n °20 di escursionismo “Casa della Capinera” ai piedi di Monte Ilice. Qui passa il sentiero della Ginestra n °731 ed inizia il 740, casa Capinera- piano del Vescovo. Una bella occasione per una facile escursione fra natura e storia. Dalla piazza del santuario dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino di Trecastagni, si prende con l’auto la Strada provinciale 174 che in salita passa dalla torre dell’Eremo di Santa Emilia e dopo 4 chilometri arriva in contrada Grotta Comune. Seguendo la segnaletica del sentiero 731 – punto base n° 20 si arriva immersi nel bosco alla “Casa della Capinera”.
La casa ben segnalata si presenta leggermente rialzata dalla stradina asfaltata, si posteggia l’auto per proseguire a piedi verso monte Ilice. Dopo pochi minuti l’asfalto termina davanti ad una sbarra, si prende a destra per lo sterrato che si inoltra nel bosco di lecci, ginestre e castagni, l’aria è intrisa dagli odori delle essenze. Il sentiero ben evidente comincia a salire immerso nel bosco per arrivare sul bordo di monte Ilice. Percorriamo il sentiero che gira attorno alla bocca di questo antico vulcano nato nel 1030, la colata lavica di circa 10 chilometri originata dall’eruzione ha formato la scogliera nei pressi di Pozzillo. Il panorama che si apre sull’Etna, sui paesi della costa Ionica e pedemontani ripaga della breve fatica. Riscendendo per il sentiero iniziale si vede in basso, circondata dai boschi, “la bella casetta posta sul pendio della collina”: la Casa della Capinera.

gimeci@hotmail.it

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