L'itinerario

Su due ruote tra i tornanti della SS 185

Una strada tutta curve che si affaccia su paesaggi mozzafiato è certamente il più grande piacere di un motociclista. Da questo punto di vista la strada statale che va da Giardini Naxos a Tindari, unendo i mari Ionio e Tirreno, è una delle più belle dell'intera Sicilia

Nell’affascinante Sicilia si può salire e poi scendere, infilare tornanti dopo tornanti, percorrere selvosi boschi, sgusciare dopo un’ansa e trovarsi di fronte un mare blu. E magari toccare due mari e due monti…

La strada per Novara di Sicilia

La strada per Novara di Sicilia

Qual è il più grande piacere per un motociclista? Sicuramente una strada tutte curve che si affacci su panorami mozzafiato. E nell’affascinante Sicilia si può salire e poi scendere, infilare tornanti dopo tornanti, percorrere selvosi boschi, sgusciare dopo un’ansa e trovarsi di fronte un mare blu. E magari toccare due mari e due monti…
Basta imboccare da Giardini Naxos una delle più belle strade siciliane, quella SS 185 che, per la sua conformazione plano-altimetrica e il suo piacere di guida, è la regina delle strade sicule. Corre per circa 70 chilometri, unendo magicamente la costa ionica alla costa tirrenica della Sicilia, attraverso curve e tornanti che si inerpicano fra le cime di due belle catene montuose, i Nebrodi e i Peloritani.

Da qui inizia il nostro weekend. Superata Gaggi, la prima bella sorpresa sono le gole dell’Alcantara, alte fino a 25 metri, un vero e proprio canyon originato da antichissime colate laviche solcate al centro dalle acque gelide del fiume Alcantara, una vera goduria nella calda estate isolana. Tappa successiva, con una piccola deviazione dalla statale, il borgo di Motta Camastra, a 620 metri di altezza su un’alta collina, il paese incastonato nella roccia, da dove potremo goderci il Sentiero Montagna Grande, la cima più alta dei Peloritani (metri 1374) tra boschi di quercia, roverella, leccio e pini, con un paesaggio spettacolare.

Ma stiamo per lasciare i Peloritani. Tra dolci curve e silenziosi boschi eccoci a Portella Mandrazzi (1.125 metro) da dove inizia una discesa cullante verso Novara di Sicilia. Corsi d’acqua, creste rocciose e una ricca vegetazione per un paesino situato a 650 metri sul livello del mare, abitato da 1400 anime: qui è d’obbligo la visita alla Rocca Salvatesta, non a caso definita il Cervino di Sicilia, che si erge isolata e dalla quale si gode un panorama a 360 gradi sulla Trinacria: Eolie, Nebrodi, Peloritani, Madonie, Etna e mar Tirreno si fondono in un amalgama di natura incantevole. D’obbligo poi la tradizionale fermata al bar San Nicola per gustare le prelibatezze locali.

Dorsale dei Peloritani

La dorsale dei Peloritani

Le sorprese della sinuosa SS 185, però, non sono ancora finite. Scendendo da Novara verso il versante nord dell'Isola, essa costeggia il Torrente Mazzarra, con una prospettiva rialzata, che offre al motociclista una suggestiva visione: il letto del torrente si snoda fino al mar Tirreno e lo sguardo scorge in lontananza le magnifiche Isole Eolie.
La strada tutta curve attraversa il piccolo borgo di Mazzarrà Sant’Andrea per raggiungere l’altra costa della Sicilia e Tindari sulla Laguna di Oliveri. Basta percorrere ancora per qualche chilometro la SS 113.

A Tindari c’è l’imbarazzo della scelta: mito, mare, archeologia e antiche leggende si fondono col suo panorama mozzafiato sul Golfo di Patti. Il santuario e la Madonna Nera in legno di cedro hanno un fascino per credenti e non, resta nella mente la citazione dal Cantico dei Cantici alla base della statua: Nigra sum sed formosa, “Sono bruna, ma bella…”. Per gli appassionati di antichi scavi, bellissimo è il teatro greco con la sua cavea rivolta verso il mare, divisa in 11 cunei con 28 gradini. La costruzione è greca (sec. III o II a.C.), ma subì naturalmente rifacimenti in età romana, quando fu adibito a spettacoli da anfiteatro e l’orchestra divenne un’arena circolare. Qui, oltre alla veduta incantevole, d’estate si può assistere a piacevoli spettacoli di musica e teatro.

Terme VigliatoreIl fiume Vigliatore visto dall'alto

E siccome le curve sono davvero il leit motiv di questo weekend, complemento interessante alla visita della città è il gradevole giro delle mura di Tyndaris, che costituiscono una delle cinte più grandiose e meglio conservate della Sicilia. Gli scavi, che ne hanno messo in luce il maggior tratto, hanno permesso di datarle ai primi anni del sec. III a.C.
Infine l’ultima sorpresa: sotto il promontorio appare una suggestiva lingua di sabbia che racchiude diversi specchi d’acqua. Qui le mareggiate mutano continuamente l’aspetto della spiaggia e dei suoi laghetti, detti di Marinello.

Per il rientro? Si può scegliere anche un tranquillo tragitto sull’autostrada Palermo Messina. Troppe curve in pochi giorni possono far davvero girar la testa.

silvalaporta@tiscali.it

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