Sicilia in vetrina

Con Le vie dei Tesori Palermo è un unico museo diffuso

Per cinque fine settimana dal 5 ottobre al 4 novembre la manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale apre alla fruizione pubblica 130 siti, alcuni dei quali inediti come il carcere dell’Ucciardone o l’ex aeroporto militare di Boccadifalco

Ormai a Palermo è difficile trovare luoghi inediti. Eppure anche quest’anno Le Vie dei Tesori, la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, è riuscita a scovare nuovi luoghi da restituire alla fruizione pubblica. Le Vie dei Tesori fa parte del programma istituzionale di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è partner della Biennale d’arte contemporanea Manifesta

Camera dello Scirocco a Palermo

La Camera dello Scirocco di Fondo Micciulla a Palermo

Ormai a Palermo è difficile trovare luoghi inediti. Eppure anche quest’anno Le Vie dei Tesori, la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, è riuscita a scovare nuovi luoghi da restituire alla fruizione pubblica, come l’imponente carcere dell’Ucciardone o l’ex aeroporto militare di Boccadifalco, voluto dai Florio e tra i più antichi d’Italia.

Hangar aereoporto di Boccadifalco

Sono 130 quest’anno i luoghi che il Festival Le Vie dei Tesori apre a Palermo nei cinque weekend compresi tra il 5 ottobre e il 4 novembre. Le Vie dei Tesori fa parte del programma istituzionale di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è partner della Biennale d’arte contemporanea Manifesta. Spigolando tra i 130 luoghi, salta agli occhi che il festival apre quasi tutte le residenze normanne, con l’importante supporto della Soprintendenza: la Zisa, la piccola Cuba con i giardini di Villa Napoli, Maredolce, e aggiunge l’antica fortificazione araba del Castello a Mare. Alla già nota camera dello scirocco di Villa Naselli, si aggiunge quest’anno un’analoga zona di refrigerio a Fondo Minciulla, scavata nella roccia da cui si intravede l’ingresso a un qanat: per anni di proprietà di una famiglia mafiosa e sequestrata nel 1980 dall’allora giudice istruttore Giovanni Falcone.

Castello a mare di Palermo

L’Istituto Gonzaga apre per la prima volta la cappella e l’antica biblioteca che racchiude la memoria della Compagnia di Gesù; l’Istituto Padre Messina racconta l’esperienza del “pazzo di Dio” e l’Ordine degli Architetti mette a disposizione i saloni affrescati di Casa Florio all’Olivuzza. Nell’anno in cui cade il venticinquennale dell’omicidio di Padre Puglisi, il festival inserisce nel circuito sia l’abitazione del sacerdote ucciso a Brancaccio (oggi museo della memoria) che il No Mafia memorial appena nato sul Cassaro, che il Giardino della Concordia di Pallavicino, colorato omaggio alle vittime di tutte le violenze. Le chiese, le cappelle e gli oratori ormai non si contano più; al lungo elenco si aggiungono la pressoché sconosciuta chiesa di Santa Venera arrampicata su una porzione di antiche mura sopravvissute alla Kalsa; la barocca chiesa dei Tre Re; il gioiello barocco della Madonna della Mercede, nel cuore del mercato del Capo; e l’imponente San Francesco di Paola, fresca di restauro; Santa Maria degli Agonizzanti, creata dai frati che assistevano i condannati a morte e anch’essa appena restaurata. Ritorna eccezionalmente la chiesa di Santa Caterina e, su prenotazione, si aggiunge il convento.

Cappella dell'sitituo Gonzaga di Palermo

La cappella dell'Istituto Gonzaga

Nella borgata dell’Acquasanta, dove l’anno scorso fu protagonista la grotta dell’acqua miracolosa, quest’anno si scoprirà l’ex lazzaretto poi Manifattura tabacchi. E ancora l’Istituto Florio Salamone, istituito e aiutato dai nobili Ignazio e Franca (che vollero anche il famoso Tiro a segno, che si visiterà a cantiere aperto, sul litorale di Romagnolo) o il museo del tesoro di santa Rosalia, arrampicato su Monte Pellegrino e inaugurato appena due mesi fa. Apriranno le porte inediti musei scientifici, con l’aiuto dell’Università, come anche un’ala inedita dell’Albergo delle Povere, con la chiesa, il chiostro, gli archivi, gli antichi lavatoi. Le nobili famiglie palermitane aprono già da qualche anno i palazzi privati: alla già lunga lista si aggiunge l’elegante giardino di Villa Tasca popolato da colorati cloni di alcune opere in 3D della villa, realizzati in fibra di mais. La maggior parte dei siti sono aperti dalle 10 alle 17.30. Prenotazioni sul sito www.leviedeitesori.it.

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