La mostra

A Parigi immersi nel linguaggio simbolico di Klimt

Fino al 6 gennaio agli Atelier des Lumières della capitale francese la mostra multimediale sul genio artistico austriaco voluta da Bruno Monnier, presidente della società Culturespaces, e realizzata dagli italiani Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi

Nel buio dei locali dell’ex fonderia Plichon dei primi dell'800 il visitatore si immerge nelle animazioni tridimensionali e nelle opere gigantesche che scorrono ovunque, alternando piani storici e temporali arditamente affiancati

La mostra agli Atelier des Lumières

La mostra multimediale su Klimt agli Atelier des Lumières

Anche l’arte può essere un buon motivo per un week end in una vicina metropoli. Agli Atelier des Lumières di Parigi, al 38 di rue Saint-Maur 75011, fino al 6 gennaio ci si può immergere nella mostra digitale su Gustav Klimt, visitata a novembre anche dalla signora Macron. Originale e rivoluzionario modo per innamorarsi delle opere artistiche, sovverte lo stereotipato percorso che nei musei classici vuole nella peregrinazione, quadro dopo quadro, una spesso noiosa e poco proficua fruizione delle opere d’arte. Nel buio dei locali dell’ex fonderia Plichon dei primi dell'800 ci si immerge nell’impatto delle animazioni tridimensionali e delle opere gigantesche che scorrono ovunque alternando piani storici e temporali arditamente affiancati. Le pareti (10 metri), il tetto, il pavimento si animano e diventano dettagli floreali, occhi, corpi e tessere d’oro.

Klimt a Atelier dels Lumieres Parigi
Ogni visitatore, seduto, appoggiato al muro o anche steso per terra, divenuto sistema aperto, viene attraversato dai dipinti fondendosi con essi. E’ vero sono immagini virtuali ma la tecnica sofisticata messa in opera da un team franco-italiano vede con orgoglio il successo dell’“Atelier des Lumières” nella convinzione che un approccio emozionale assicuri e veicoli uno apprendimento conoscitivo indelebile. Nella mostra voluta da Bruno Monnier, presidente della società Culturespaces e non nuovo a queste iniziative e la cui realizzazione è dovuta agli italiani Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, il gioco preciso delle proiezioni, l’enorme groviglio delle fibre ottiche e la potenza di altoparlanti posizionati in posti acusticamente strategici traduce le competenze tecnologiche multimediali in emozioni e fa cogliere con forza il linguaggio simbolico della produzione artistica di Klimt. Dall’arte della Vienna neoclassica alla secessione viennese, l’intento del genio che rigenera i canoni artistici dell’epoca, la sua evoluzione artistica (a partire dall’oro alle aureole di colore) che ricerca sempre la sontuosità dei caratteri e il linguaggio simbolico del potere seduttivo femminile.

L'Atelier des Lumieres Parigi
Giuditta, l’impudica Danae, le tre età della donna giganteggiano seducendo accompagnate via via dalle splendide musiche che vanno da Wagner a Ludwig van Beethoven, Richard Strauss e Gustav Mahler. L’esperienza sensoriale entra nelle menti e rimane nei pensieri orientandoli al sublime ma soprattutto può far testimoniare di avere visto come la bacchetta magica di una fata, chiamata ingegno umano, possa trasformare la brutale essenzialità di un edificio in disarmo in nuovo tempio di cultura a cui il partecipe coinvolgimento del pubblico ha decretato il meritato successo.
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, il venerdì e il sabato fino alle 22. Dal 21 dicembre al 6 gennaio dalle 10 alle 22, tranne il 24, 25, 31 dicembre e l’1 gennaio dalle 10 alle 18.

daniela.robberto@gmail.com

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